Quello che è difficile dire sulla trattativa Stato-mafia. In un e-book di Sebastiano Gulisano

Prefazione a La Confusione – ebook di Sebastiano Gulisano di Pietro Orsatti In questa storia ci sono tutti gli ingredienti di un grande romanzo noir: i pattiinconfessabili fra criminali e uomini dello Stato, il vecchio politico mafioso e grande manovratore sullo sfondo, uno dei protagonisti è suo figlio, pallida ombra del padre, poi i magistrati di una delle procure più colpite, accerchiate e discusse del … Continua a leggere Quello che è difficile dire sulla trattativa Stato-mafia. In un e-book di Sebastiano Gulisano

La fine del potere dei corleonesi. Riina parla della trattativa Stato mafia, a modo suo

Il capo dei corleonesi, in carcere dal ’94, dopo tanto silenzio ha parlato. Non a un giudice, ma a lato di un processo a dei carabinieri. Era già capitato ma non certo in questi termini. In un’aula di tribunale, e una frase che sembrava quasi essere l’accenno a un possibile pentimento l’aveva raccolta Saverio Lodato de L’Unità. Poi non parlò più e negò tutto, Totò … Continua a leggere La fine del potere dei corleonesi. Riina parla della trattativa Stato mafia, a modo suo

La memoria di quel Novantadue. E il ricordo di Don Andrea Gallo

Lo scorso anno, per il ventennale delle stragi del ’92, scrissi queste pagine che vennero pubblicate da I Siciliani giovani (www.isiciliani.it) Le ripropongo oggi per ricordare, ancora una volta, la strage di Capaci. Sono i ricordi personali e politici di quell’anno e in particolare di quel 23 maggio. Il giorno dell’attentatuni. Avrei voluto, oggi, pubblicare qualcosa di diverso. Cercare di dare senso a questi 21 … Continua a leggere La memoria di quel Novantadue. E il ricordo di Don Andrea Gallo

#SiPuòFare secondo Grillo. Cosa? Cancellare uno dei tre poteri dello Stato, e ignorare mezza Costituzione

Si può fare, dice Grillo. Si, è arrivato il momento che il Parlamento (tutti i parlamentari ad esclusione dei suoi a quanto sembra, perché “i cittadini” finora non hanno “personale adeguato” per farlo) si mettano a legiferare in assenza di un governo. Un governo c’è, dice lui. E’ il governo Monti. Quindi finché c’è andiamo avanti (i parlamentari M5S non hanno mai iniziato) a fare … Continua a leggere #SiPuòFare secondo Grillo. Cosa? Cancellare uno dei tre poteri dello Stato, e ignorare mezza Costituzione

Le deleghe pericolose (da I Siciliani – giovani numero settembre/ottobre)

di Pietro Orsatti – su I Siciliani/giovani www.isiciliani.it

Stiamo vivendo uno dei momenti più difficili della storia repubblicana. La crisi economica e finanziaria, l’implosione della credibilità del sistema politico, le tensioni sociali che non più modulate dalla politica e dalle idee rischiano di frantumare l’ipotesi stessa di paese e di società. Senza contare che mentre tutto il mondo occidentale sta cercando di reagire alla crisi del sistema attraverso la politica e le scelte che la politica impone, la nostra politica, schiantata da vent’anni di degenerazione diretta e indiretta grazie al berlusconismo, ha delegato il proprio ruolo ai “tecnici” nell’illusione che il mondo finanziario e imprenditoriale italiano fosse immune allo sfaldamento del concetto di democrazia diffusa e fosse una garanzia per la tenuta non solo economica ma anche sociale del Paese. Un’illusione, appunto. Con la recente “confessione” del premier di aver alimentato e assecondato la recessione volontariamente e senza che questa fosse una scelta condivisa dalla politica e, soprattutto, dagli italiani. Continua a leggere “Le deleghe pericolose (da I Siciliani – giovani numero settembre/ottobre)”

L’anno del sangue. Novantadue. Una guerra e un golpe nascosto. Da ricordare, non da commemorare

C’era gente che stava a mare. Altri chiusi nelle case, le persiane socchiuse, a cercare un po’ di fresco. Si faceva finta, se fosse stato possibile, di scordarsi almeno per un giorno quello che era accaduto a maggio. L’attentatuni. Aver tirato giù un’intera autostrada per ammazzare un uomo.

Poi tirarono giù un’intera strada per ammazzarne un altro. Il 19 luglio 1992.

Un paese in guerra.

Sento che devo ricordare. Scrivere qualcosa. Di questi vent’anni. Mi viene difficile, molto difficile. E allora gioco su alcuni pezzi della mia memoria. Un frammento di un libro (“Italian Tabloid” che ho pubblicato da pochi giorni), un altro frammento da un pizzino della legalità che ho scritto un mese fa per Coppola editore sulla storia di Nino Agostino e un pezzo uscito su “I Siciliani giovani” qualche mese fa. Insieme queste tre piccole cose fanno un racconto. Faccio questo non per commemorare. Perché mi rifiuto di commemorare una guerra, non sopporto più questa lunga catena di date di sangue di marce, corone, cordiglio sincero e a volte (troppo spesso) “peloso”. Sento che devo ricordare. Quell’anno. E quelle tremende similitudini con l’oggi.

 

Ricordo attraverso la mia scrittura. Degli ultimi mesi.

Bisogna partire dall’inizio. Dalla mattanza.

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Ci si spintona per commemorare. E intanto chiudono Nuova Cucina Organizzata e TeleJato

Sfilano le massime autorità a commemorare la strage di Capaci. Si fanno funerali di Stato per Placido Rizzotto. Due riconoscimenti postumi, dovuti anche se tardivi. Perché Giovanni Falconi venne ucciso dopo aver subito un trattamento da parte di pezzi dello Stato che definire vergognoso è un eufemismo. E perché sulla morte di Placido Rizzotto a Corleone venne calato un velo indistricabile di silenzio e omissioni. Sempre dallo stesso Stato. Intanto a Brindisi, a vent’anni di distanza, si è materializzato l’orrore dello stragismo terroristico. Che sia di matrice mafiosa o meno. Anche qui lacrime da coccodrillo e un caos folle di protagonismi, fughe di notizie, litigi per conquistarsi visibilità.
Non siamo messi bene. Non siamo messi bene in tutto il Paese. Non siamo messi bene soprattutto in quei luoghi dove la presenza delle mafie è reale, concreta, tradizionale e militare. E anche qui lo Stato si chiama fuori, anzi a volte sembra propendere a favore del radicamento del fenomeno mafioso. Per omissione il più delle volte. Ma a volte con azioni dirette. Che cancellano interi presidi della società civile con un semplice colpo di penna. Continua a leggere “Ci si spintona per commemorare. E intanto chiudono Nuova Cucina Organizzata e TeleJato”