Le ragioni per scrivere. Partendo da Pasolini

Il quarantesimo anniversario della morte di Pier Paolo Pasolini. Quarant’anni. Riguardo quella vecchia fotografia di un uomo adulto che gioca a pallone in un campetto di periferia. In giacca e cravatta. Immondizia e palazzoni. La Roma che era e che è. Nonostante l’ostentazione di una modernità che non ha mai raggiunto l’anima più  intima e profonda di questa città. Di Mamma Roma. Quella città me … Continua a leggere Le ragioni per scrivere. Partendo da Pasolini

Perché iniziare da Giulio Cavalli il calendario di The Red Whale questa estate a Milazzo

Piccolo, solo, rompiballe, testardo. Giullare per attitudine, feroce per necessità, brigante per gusto, poetico perché gli viene così. Siamo amici, da nni. Intermittenti nella vita, solidali senza porsi il problema se convenga o meno. Giulio Cavalli lo conosco da prima che gli piovessero sul suo “crapone” norditsta le mattonate del potere. Quel potere lì che ha mille facce e sembra buono per ogni italica stagione. … Continua a leggere Perché iniziare da Giulio Cavalli il calendario di The Red Whale questa estate a Milazzo

Vivere, scrivere, assolversi. Riflessioni di fine estate

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Vivere. Di frammenti, certo, ma vivere. Non è il meglio che si possa sperare di avere, ma questo passa il convento. Bisogna accontentarsi. Può bastare?
Oggi mi sono trovato a dire una cosa che mai e poi mai pensavo di poter farmi uscire dalla bocca. Quasi un tradimento, rinnegare il proprio passato. “Già è così difficile affrontare se stessi, il proprio disagio, i problemi enormi di ogni giorno, la propria solitudine. Non vorrei sapere nulla. Non vorrei avere strumenti, abitudine, mestiere e accesso a dati, numeri, fatti, collegamenti. Non voglio sapere. Vorrei lasciarmi un’ipotesi di illusione. La possibilità nell’ignorare di aggrapparmi a una scintilla di ottimismo”.
Si, non vorrei aver letto, visto, indagato. Non vorrei aver scritto, viaggiato, conosciuto. Non vorrei avere memoria, curiosità e testardaggine. Perché se leggo, e purtroppo leggo, quello che avviene ogni giorno attorno a me (a noi) rimango esterrefatto nel vedere con quale chiarezza si sta progressivamente cancellando etica e struttura sociale, umanità e desiderio, appartenenze e cultura.
Pensavo che sapere – e poi raccontare – mi rendesse immune. Mi ponesse in un luogo sicuro. Sapevo che non era così, ma è comodo, molto comodo, celarsi dietro un personaggio. Questo vale sia sul piano personale che sul ruolo che in un modo o nell’altro mi sono trovato a vivere. Continua a leggere “Vivere, scrivere, assolversi. Riflessioni di fine estate”

“Il lampo verde” arriva a casa. A sorpresa la seconda edizione dell’ #ebook su @orsatti63

SU LULU DISPONIBILE QUI! FRA POCO ANCHE SU AMAZON PER KINDLE Il lampo verde è la storia del colle di colle mezzo, di una bicicletta di carattere con un nome altisonante, di un’amicizia, di una generazione (quella di mezzo). E’ una rocambolesca corsa nella memoria e nella fantasia di un bambino di otto anni che si ritrova adulto, senza mai diventarlo davvero, troppo presto. E’ … Continua a leggere “Il lampo verde” arriva a casa. A sorpresa la seconda edizione dell’ #ebook su @orsatti63

Anticipazione da Il Lampo Verde – frammento #ebook – forse #teatri

…. Allora tu prendi lo sguardo del tuo amico, Giampiero. Che dalla forcella di due rami del leccio ti guarda arrivare, quasi rotolando, te e il tuo lampo verde. Che fai, sali? E sali, un piede che fa leva, le braccia che si aggrappano e il ginocchio che si sbuccia scavalcando un ramo teso. Ridi. Facendoti specchio nella risata che neanche quei ricci senza forma … Continua a leggere Anticipazione da Il Lampo Verde – frammento #ebook – forse #teatri

Uno che scrive

Alle fine rimane la scrittura. E il linguaggio. Quello che si è. Che sia un istantaneo messaggio su Twitter di 140 caratteri, che sia la pagina del libro che sto scrivendo. Oppure il pezzo per un giornale o un frammento di idea tracciato in fretta su un taccuino. Rimane la scrittura. Tento di togliermi di dosso l’angoscia del vivere, dell’arrancare, del vedere le cose con … Continua a leggere Uno che scrive

Buona Resistenza a tutt* – di Sebastiano Gulisano

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Di Sebastiano Gulisano

Il Natale e le feste che lo circondano mi angosciano. È il periodo dell’anno in cui vorrei semplicemente sparire e ricomparire dopo il 6 gennaio, quando case, palazzi, strade e vetrine non sbrillucinano più di lucine colorate intermittenti, quando i botti so’ finiti, quando la “bontà” s’è esaurita e l’ordinaria quotidianità, in tutti i suoi aspetti, riprende il sopravvento, col lavoro che scarseggia, i soldi che non bastano e il cervello a cercare soluzioni per resistere a questa deriva che progressivamente ci trascina quasi tutti ai margini. E non certo ai margini della società, ché vorrebbe dire che la società è quella ristrettissima minoranza che non ha problemi di sopravvivenza, quella ristrettissima minoranza tutelata da tutti i governi della cosiddetta seconda repubblica, quella ristrettissima minoranza che s’è mangiata quasi tutto ciò che poteva di questo Paese, che apparteneva a tutti ma che è stato appannaggio di pochi. Continua a leggere “Buona Resistenza a tutt* – di Sebastiano Gulisano”