Elezioni 2018. Non sono un reality

Tieni conto di cosa ho fatto per amore e usami indulgenza per cosa ho fatto per forza. Beppe Fenoglio Sono cresciuto con le colonnine di Luigi Pintor, la cronaca de L’Unità, le inchieste dei pistaroli e i reportage di Bocca. E ancora con le interviste di Colombo, le invenzioni della Fallaci prima che fosse stravolta  e travolta dal suo ego, i racconti del reale scritti … Continua a leggere Elezioni 2018. Non sono un reality

Siamo stati così…

La mia amica Anna Catania da qualche tempo tira fuori vecchie fotografie. Segni del tempo che  è passato, memoria di chi eravamo…. Oggi ha estratto dal suo archivio questo scatto, Ci sono Luca, sullo sfondo Alessandra, poi Stefano, un altro ragazzo di cui non ricordo il nome. Poi Giampiero e io. E allora dal mio archivio tiro fuori questa pagina. Per rivendicare che un giorno … Continua a leggere Siamo stati così…

Raccontare una piccola rivoluzione (al Castello di Milazzo) mentre il Paese sembra avviarsi a un golpe

Una roba strana, stare sospesi fra cielo e mare e terra a raccontare una piccola follia. Mentre in questo paese tira aria di golpe, c’è chi invoca una “giunta militare”, si straccia perfino quell’esile apparenza di contratto sociale e equo che è il patto fa uguali: la Costituzione. Una roba strana mettere assieme persone e generazioni, storie e occhi e anime. Mentre sbirci di tanto … Continua a leggere Raccontare una piccola rivoluzione (al Castello di Milazzo) mentre il Paese sembra avviarsi a un golpe

L’estate livida – incipit di un nuovo lavoro

Le maschere ripugnanti che i giovani si mettono sulla faccia, rendendosi laidi come le vecchie puttane di una ingiusta iconografia, ricreano oggettivamente sulle loro fisionomie ciò che essi solo verbalmente hanno condannato per sempre. Sono saltate fuori le vecchie facce da preti, da giudici, da ufficiali, da anarchici fasulli, da impiegati buffoni, da Azzeccagarbugli, da Don Ferrante, da mercenani, da imbroglioni, da benpensanti teppisti. Cioè … Continua a leggere L’estate livida – incipit di un nuovo lavoro

Gramsci, il Boss, Sandro e Paola. Solo a Roma

Sotto un ponte ferroviario un grande ritratto, murale, di Antonio Gramsci. Questa buffa e indolente e cinica città che è Roma riserva sempre delle sorprese. Niente di clamoroso, ma quel ritratto sul muro è li. Un sottile senso di piacere. A 500 metri neanche di distanza scopro che hanno intitolato una scuola elementare a Paola Biocca. Me la ricordo bene Paola, prima che lavorasse al … Continua a leggere Gramsci, il Boss, Sandro e Paola. Solo a Roma