Alla vigilia delle primarie del Pd ritornano le leggi della robotica di Asimov

  Ritrovo una vecchia cosa che avevo scritto sul PD anni fa parafrasando Asimov… ci sta ancora tutta. Se applicassimo le leggi della robotica di Asimov al Pd tutto diventerebbe più chiaro. Le leggi della robotica e il Pd ? Mi è andato di volta il cervello? A cercare di capire cosa stia succedendo al Partito democratico poco ci manca. Poi la rilettura di alcune … Continua a leggere Alla vigilia delle primarie del Pd ritornano le leggi della robotica di Asimov

Lobby Rome. L’altra faccia dell’Era Alemanna

Lobby Rome. Ecco l’Era Alemanna dei proclami, dell’abbandono, degli affari illeciti, dei banchetti a base di trippa e cafoni, delle parentopoli, delle gare di appalto con un solo concorrente, della strizzatina d’occhio alla destra eversiva, della guerra di mafia negata, della povertà precipitata in miseria, dell’emergenza rifiuti coltivata per favorire i soliti noti, dei negozi che prendono fuoco grazie al racket, del debito di cui … Continua a leggere Lobby Rome. L’altra faccia dell’Era Alemanna

Intervista a Ignazio Marino. “Roma, fondata sul valore dell’antifascismo”

Di Pietro Orsatti L’intervista è stata pubblicata questa mattina su http://www.agoravox.it e http://www.dazebaonews.it Arriva in bicicletta, cercando un palo dove legarla, il candidato alle primarie del Pd per il sindaco di Roma Ignazio Marino. Zainetto in spalla entra al teatro Eliseo di Roma per presentare pubblicamente la sua candidatura. Sorride e non si tira indietro davanti alle domande. “C’è chi dice che la mia candidatura … Continua a leggere Intervista a Ignazio Marino. “Roma, fondata sul valore dell’antifascismo”

Roma. Per uscire dall’Era Alemanna. La novità è @ignaziomarino #primariesindaco

Che città è oggi Roma al termine dell’Era Alemanna? Incrudelita, povera, cupa, chiusa in se stessa, con i peggiori servizi pubblici immaginabili per una capitale europea, zona di guerra e di espansione delle mafie, corrotta, lurida, senza manutenzione, soffocata dalla “monnezza”, con le aziende municipalizzate trasformate in luoghi di scambio e il territorio in obiettivo di speculazioni. Anni. Che hanno fatto impallidire il disastro della … Continua a leggere Roma. Per uscire dall’Era Alemanna. La novità è @ignaziomarino #primariesindaco

E ora governate! #elezioni2013

 

Non mi sarei mai immaginato di ritrovarmi a dirlo, ma ora lancio agli eletti e aderenti dei 5S un appello: ora governate!

Mai avrei immaginato di dirlo, non perché non avessi la certezza di un exploit clamoroso di Grillo ma proprio perché consapevole di questo terremoto ho cercato per quel poco che posso di tamponare la fuga di tanti verso l’avventura promessa da Grillo. Non  perché non fossi favorevole a un cambiamento di rotta, a uno scossone profondo che smantellasse interessi e cattive (anzi disastrose) abitudini del Pd e anche di Sel. Il ceto politico che ha abitato la casa della sinistra (coabitando con il centro  nel centro sinistra) ha tali responsabilità da non meritarsi nulla. In realtà confidavo in un crollo del Pdl (che non c’è stato) e di un flop ancora maggiore di Monti che visto come aveva governato e con chi si è alleato non si dovrebbe poi tanto lamentare della miseria regalatagli dalle urne. E non ero riuscito anche  a delimitare quel miserrimo risultato di Ingroia (con Verdi, Prc e Idv a carico) che comunque ha contribuito pesantemente a erodere i margini della coalizione di centro sinistra. E soprattutto non avevo tenuto conto, dopo il successo delle primarie, che Bersani facesse una campagna elettorale suicida passando il suo tempo a rincorrere e a pungolare Monti e non a imporre la propria linea e il proprio progetto che nelle primarie si era costruito.

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Il cambiamento? Bho! Cose sul voto prossimo e venturo – su I Siciliani/giovani

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Di Pietro Orsatti su I Siciliani/giovani (qui trovi il nuovo numero e gli arretrati della rivista)

Tutto quello che potremmo raccontare sulle primarie del centro sinistra, sugli impazzimenti del centro destra e sui tripli giochi del centro, ha poco senso oggi. Non c’è un progetto innovativo, non ci sono figure in grado di dare respiro a un’analisi e a un proposta concreta per uscire dai vent’anni di berlusconismo. Quelle prossime venture non saranno elezioni di svolta e neppure tiepide vibrazioni pre rivoluzionarie. Rappresenteranno  un rito di passaggio che probabilmente andava affrontato un anno fa invece di delegare anche l’impossibile ai tecnici di Monti&co. Ma oggi è inutile piangere sul latte versato. I cambiamenti in Italia sono sempre stati o tardivi o (soprattutto) presunti. Non illudiamoci. E questa valutazione è confermata dallo spettacolo deludente di partiti che non sembrano in grado di confezionare una legge elettorale appena decente arrivando, forse, a abbozzare solo una proposta raffazzonata all’ultimo momento utile. Partiti che giocano sulle date delle elezioni regionali e nazionali per miserevoli interessi di bottega. Partiti che perfino sul testo della legge sulla diffamazione cercano ogni possibile escamotage per tenere sotto botta e minaccia quel poco di stampa libera rimasta in questo paese.

Certo c’è Grillo che pretende (e in termini solo comunicativi lo è) di incarnare il cambiamento. Ma la politica intesa nel senso più nobile del termine è altro dalla comunicazione, come altro è il marketing editoriale dal giornalismo, tanto per fare un paragone. E non solo. Più il M5S prende voti e più la non struttura padronale (palese e non) che lo governa diventa per Beppe e il suo staff difficile da gestire. Perché non puoi riempire consigli e giunte e parlamento di gente per bene ma senza esperienza, ragazzi pieno di voglia di fare, rabbia e spearanze e pensare poi di tenere tutto il pacco sotto una sorta di controllo sovietico, che parli e decida solo il capo e il suo staff (attraverso purghe, censure, insulti, diffide etc) che la gente non cresca, maturi, si metta a imparare e a pensare autonomamente. E a esprimersi e comunicare senza delegare contenuti, modi e linguaggio solo al “portavoce”. Continua a leggere “Il cambiamento? Bho! Cose sul voto prossimo e venturo – su I Siciliani/giovani”

Peppe che non sa di avere il cancro ma se lo immagina

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Peppe sente l’odore della fabbrica anche quando torna al paese la sera. Venti chilometri non bastano a cambiarti la pelle. L’odore è metallo e gasolio. E ammoniaca e sudore. E carbone. Il caldo. Dentro un ventre arroventato che non è un rifugio.
Peppe ha un cancro e non lo sa ancora. Ma se lo immagina. E fa finta di niente. Che senso ha parlare di una malattia che ancora non si vede mentre c’è da tirare su due figli e il mutuo da pagare? Sua moglie è in cassa integrazione da due mesi e pensare a una malattia che ancora non ti nega la vita sarebbe una follia. Continua a leggere “Peppe che non sa di avere il cancro ma se lo immagina”