Io so che tu non sai, tu non sai che io so. Strategie dei rapporti interpersonali… di Salvo Vitale

  Leggo e riprendo questo articolo – che sento in qualche modo riguardarmi – di Salvo Vitale.  “Le idee dominanti sono quelle della classe dominante” (Marx) Il rapporto implica sempre una serie di categorie, dall’età, al sesso, alle esperienze in comune, all’intensità dei rapporti, alla frequenza, alla considerazione dell’importanza di una persona, di un gruppo, di una scelta ideologica, nella nostra considerazione. La discriminante dell’età … Continua a leggere Io so che tu non sai, tu non sai che io so. Strategie dei rapporti interpersonali… di Salvo Vitale

#NoMuos. Giorni qualsiasi

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“Giorni qualsiasi” fatti di blocchi stradali, assemblee, manifest/azioni e altro ancora. “Giorni qualsiasi”, come questo venerdì 27 settembre, vigilia della grande manifestazione palermitana di domani, in cui una ventina d’attivisti paga regolarmente il biglietto d’ingresso per visitare la Cappella Palatina e occupa Sala d’Ercole, nel Palazzo dei Normanni dove ha sede l’Assemblea regionale Siciliana. Un’azione che pone da subito… Continua a leggere #NoMuos. Giorni qualsiasi

La Siria, il Muos, le nuove guerre e il vuoto della politica

Domani – o addirittura oggi stesso – gli Usa e la Nato daranno il via a un’operazione di guerra in Siria. Aerea, ovviamente. Infilarsi in un’operazione che preveda un intervento di terra sarebbe una follia, visto che poi comunque la carne da cannone è già sul campo a farsi cannoneggiare dopo che per mesi le armi e gli aiuti all’opposizione a Assad pagati dalle democrazie … Continua a leggere La Siria, il Muos, le nuove guerre e il vuoto della politica

La Gambaro non è Bucharin e Grillo non è Gheddafi anche se gli piacerebbe

La Gambaro non è Bucharin. Non me ne voglia la ormai in libera uscita senatrice M5S ma il livello non è certo lo stesso. Il metodo stalinista del processo tarocco a cui è stata sottoposta è identico. Anche se su un piano grottesco. Piccoli funzionari zelanti, commissari del popolo, guardiani interessati dell’ortodossia: si sono dati tutti molto da fare gli imitatori appannati dei guardiani della … Continua a leggere La Gambaro non è Bucharin e Grillo non è Gheddafi anche se gli piacerebbe

1989, Roma. Altre elezioni, la stessa città

Era il 1989 e si era a Roma. Caduto il sindaco Giubilo il movimento eco pacifista, che si era dato gambe con la nascita delle prime liste verdi e poi con la presentazione alle elezioni politiche, puntò a esprimere – e forse per la prima volta anticipando il referendum sull’elezione diretta dei sindaci – un programma e un candidato per il Campidoglio. Le liste verdi … Continua a leggere 1989, Roma. Altre elezioni, la stessa città

Da “dio” a Quarrata, la creazione del carisma e perché #Grillo è prigioniero del suo giocattolo

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Ieri mi è stata segnalata una buffa registrazione presso l’Agenzia Italiana Marchi e Brevetti risalente al 2003. Qualche burlone in quell’anno aveva depositato il marchio “dio”. E chi era quel burlone? Beppe Grillo. Mi sono fatto qualche risata, l’ho sbeffeggiato per una mezz’oretta sui Social network e poi per qualche ora ho staccato la spina. Ma c’era quel numero, quella data, che continuava a tornarmi in mente. 2003. Grillo all’epoca non aveva ancora incontrato il suo socio Gianroberto Casaleggio (sarebbe successo da lì a poco) e non aveva abbandonato la linea anti tecnologia e fondato il suo blog. Ma che faceva Beppe in quei mesi mentre, sono convinto per burla guittesca, depositava il marchio “dio”?
Riempiva teatri e palasport con le sue maratone incentrate sulle truffe e gli inganni del sistema finanziario e bancario, denunciava le aberrazioni degli ormai famigerati prodotti derivati, andava a fare le pulci a aziende come Enel e Telecom e puntualmente finiva sui telegiornali a ogni assemblea degli azionisti e iniziava a tirare fuori la nauseante bolla della Parmalat che poi esplose come sappiamo. Sposava le denunce dei teorici dell’anti signoraggio, raccoglieva frammenti dell’ecologismo e ogni tanto richiamava spunti dai movimenti primitivisti. Insomma c’era, aveva un suo bacino di pubblico e di consenso, le sue denunce raggiungevano il pubblico. Il pubblico. Non aveva ancora un bacino di attivisti/militanti ma un numero quasi mai visto in Italia di fan. Continua a leggere “Da “dio” a Quarrata, la creazione del carisma e perché #Grillo è prigioniero del suo giocattolo”

La via di uscita è il movimento, non questo movimento (se mai lo è stato)

il movimento antinucleare davanti alla centrale di Montalto

Inizio con lo scusarmi per la lunghezza di questo post, ma ci sono molte cose da dire e parecchie voci da riportare. Ho il vizio di essere allergico agli slogan. La foto a commento è nostalgica… sarà che rappresenta un pezzo della mia vita…

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Il M5S è un “movimento”? Partiamo da questa domanda, semplice, pulita.

Fin dalle sue prime uscite, dal suo atto di nascita, il M5S ha puntato solo a un obiettivo: presentare propri candidati alle elezioni amministrative e poi alle elezioni politiche. Se in questi anni anche chi, schifato dallo scenario politico italiano, ha dato il suo voto a Grillo e al suo oggetto elettorale si fosse preso la briga di andare a sbirciare il dibattito nei vari MeetUp e sul blog di Grillo si sarebbe stupito di quanto fosse “fondante” il tema elettorale (e quindi la presentazione di liste M5S) per gli attivisti grillini. Direi, anzi, che il tema era così presente da essere ossessionante. Far precipitare il sistema dei partiti tradizionali e sostituirlo con un nuovo potere, quello della cosiddetta “gente perbene”.

Di fatto un movimento (se mai il M5S lo sia stato) nel momento in cui cerca di conquistare spazi e seggi e potere attraverso la competizione elettorale cessa di essere movimento e diventa partito.

E’ un dato insito nel DNA dei movimenti. Continua a leggere “La via di uscita è il movimento, non questo movimento (se mai lo è stato)”