Un paese in vendita. L’Italia dei camerieri

Cade il governo – perché cade e ormai manca solo l’atto formale – traballa l’esperimento siciliano dell’amministrazione Crocetta (quante speranze mal riposte da anni negli esperimenti isolani). Le larghe intese, palesi o no, ruzzolano via rumorosamente trascinando con se il paese. La cosa peggiore è che l’italiano brontola un po’, ma ormai è abituato. Quanto ha detto che costerà la crisi la Cgia di Mestre? … Continua a leggere Un paese in vendita. L’Italia dei camerieri

Brasile e Turchia. Quei movimenti che puntano a inclusione, cittadinanza e beni comuni

Le immagini che ci arrivano dal Brasile e dalla Turchia ci mostrano qualcosa di inedito, almeno per quanto riguarda gli ultimi anni. Non siamo davanti all’emergere di movimenti sul modello degli “indignados” o di “occupy WS” anche se c’è una relazione non marginale con quel tipo di iniziative non fosse altro sul piano storico. Ed è anche necessario chiarire che non siamo davanti a una … Continua a leggere Brasile e Turchia. Quei movimenti che puntano a inclusione, cittadinanza e beni comuni

La Terza Repubblica cantata dal basso – Overture

Il sapore delle cose cambia con il tempo. Cosi i gesti, il passo e la voce. E quella specie di sfregio che solca l’angolo della bocca che si fa ogni mattina più profondo. Anche se sorridi. Il tempo non cancella. Quieta. O al massimo assopisce, per un istante, la rabbia. La rabbia di ritrovarsi a raccontare questo Paese ancora una volta senza trovare neppure un … Continua a leggere La Terza Repubblica cantata dal basso – Overture

La fine del proprietario dell’ipermercato. Buon giorno, ma non ci fermiamo

Avevo la forte tentazione, questa mattina, di buttarla sulla satira, sul salutare sberleffo. Poi ho fatto un giro per i siti della stampa internazionale (non solo le solite testate citate spesso a vanvera dai nostri pigri tg nazionali) e mi sono reso conto che forse c’è la necessità di fare una riflessione ben più articolata e complessa di quella che mi potrebbe consentire la liberatoria … Continua a leggere La fine del proprietario dell’ipermercato. Buon giorno, ma non ci fermiamo

Aspettando che qualcuno dica che l’impero è caduto ricominciare a pensare a essere società. Da se stessi. Da zero

Ancora in viaggio con il dolore e le preoccupazioni di ogni giorno stipate nella borsa assieme a un ricambio e un paio di libri a fare da contrappeso alla paura. Un sorriso disarmante di una bambina ucraina si specchia in quello altrettanto spiazzante di una donna di mezz’età marocchina. La sensazione, nitida, di un futuro che non sarà mai più “italianamente nostro” se non sapremo fare i conti con quello che siamo oggi e con quello che la storia ci impone per il domani. Perché é una vita che questa Italia sopravvive solo nel nostro pigro immaginario. Continua a leggere “Aspettando che qualcuno dica che l’impero è caduto ricominciare a pensare a essere società. Da se stessi. Da zero”

Diavoli e angeli, l’Italia che scorre lungo i binari e quel messaggio da L’Aquila

20111024-183457.jpg

Diavoli e angeli in questo pomeriggio d’autunno mentre scorre l’Italia lungo le rotaie. Treno fatiscente simbolo di questo paese allo sbando, ricattato, umiliato, reso deserto da un nuovo ventennio senza olio di ricino e manganello ma violentemente incarnato in un sorriso falso e taroccato stampato in un manifesto sei per sei. Che qualcuno abbia pietà di noi.
Diavoli e angeli in questo mio presente dissanguato, Anima a brandelli e una vecchia canzone del Boss che accompagna la mia ritirata. Sconfitta e troppa stanchezza per riuscire ad avere la voglia di ricominciare, di mettersi di nuovo in gioco. Continua a leggere “Diavoli e angeli, l’Italia che scorre lungo i binari e quel messaggio da L’Aquila”

La particolare crisi italiana. Di idee e di memoria

Il vuoto. Poco importa vedere quali siano le “proposte” della maggioranza e dell’opposizione per far fronte alla crisi finanziaria (e in Italia anche economica e produttiva). Lo scollamento fra politica e realtà è talmente evidente da lasciare sconcertati. E la società reagisce nello stesso modo, illudendosi di poter reagire a parole (non reagendo) o subendo l’illusione di essere diversi.

Non siamo diversi in questa società globalizzata. Siamo “particolari”. La particolarità italiana in questa crisi è che la crisi finanziaria è economica e sociale. Perché decenni di svuotamento di ogni valore produttivo e sociale, di mercimonio di idee e persone, hanno ridotto il nostro paese in un guscio vuoto. Di idealità, di progetti, di senso di comunità, di senso della realtà. Questo ci rende più fragili e ancora più inutili.

Tutto diventa vago. Proposte e contro proposte, idee e soluzioni. Si va a tastoni, sbagliando, senza mai fare i conti con sé stessi e con i propri sbagli. Questo avviene nella cosa pubblica, questo avviene nella sfera sociale e privata.

Continua a leggere “La particolare crisi italiana. Di idee e di memoria”