“Quel terribile ’92” a Palermo il 19 giugno e la nota del curatore

invito-Pettinari

Di tutti gli anni della nostra storia recente, uno di quelli che resterà per sempre impresso nella mente degli italiani è sicuramente il 1992. Un anno a metà tra la speranza di un cambiamento possibile e il tragico dolore.
Aaron Pettinari presenta il suo libro Quel terribile ’92. 25 voci per raccontare l’anno che cambiò la storia (Imprimatur) a cura di Pietro Orsatti. Partecipano Vittorio Teresi, Maurizio Bologna e Giorgio Bongiovanni. Intervento telefonico di Salvatore Borsellino.

Tutto ha inizio il 17 febbraio 1992, quando scoppia il caso Tangentopoli con l’arresto dell’ingegnere Mario Chiesa. Quella “mazzetta” da 7 milioni, ricevuta dall’imprenditore Luca Magni, dà il via all’inchiesta Mani Pulite. Basta scorrere ancora il calendario fino al 23 maggio per precipitare dallo scandalo alla guerra fra il potere criminale e lo Stato quando, alle 17.56, i killer di Cosa nostra innescano con un radiocomando a distanza mille chilogrammi di esplosivo, nascosti in un tombino dell’autostrada Palermo-Trapani, all’altezza dell’uscita per Capaci. Muoiono così Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e gli agenti di scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani. Appena 57 giorni dopo, alle 16.58, Palermo, e con essa l’Italia intera, sobbalza allo scoppio di una nuova bomba, stavolta in via D’Amelio. Una nuova strage in cui a perdere la vita sono Paolo Borsellino e i cinque agenti di scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. È il secondo colpo al cuore dello Stato da parte di Cosa nostra. Grazie ai ricordi di 25 voci il libro attraversa quella stagione di rivoluzione e cambiamenti fino a giungere ai giorni nostri. Un modo per fare memoria, 25 anni dopo.

Le voci: Manuel Agnelli, Maurizio Bologna, Salvatore Borsellino, Ninni Bruschetta, Loredana Cannata, Fabio Caressa, Giancarla Codrignani, Lella Costa, Giobbe Covatta, Jacopo Fo, Annalisa Insardà, Canio Loguercio, Fiorella Mannoia, Neri Marcorè, bruno Morchio, Alberta Nunziante, Michela Ponzani, Carmela Ricci, David Riondino, Andrea Satta, Vauro Senesi, Daniele Silvestri, Sergio Staino, Flavio Tranquillo, Dario Vergassola, Stefano Vigilante.

LA NOTA DEL CURATORE

Ci sono dei versi che da anni ogni tanto mi tornano in mente, così remoti che non mi ricordo neppure chi li ha scritti e quando, che suonano più o meno così: «Vorrei invecchiare insieme a te perché il meglio deve ancora venire». Probabilmente la citazione è inesatta, ma il senso è quello. È che siamo cresciuti insieme, abbiamo vissuto, amato, lottato uno accanto all’altro e nonostante i problemi, il tempo, gli ostacoli, guardiamo a un meglio che ci aspetta, che, non solo deve arrivare, ma per il quale insieme ci battiamo. Il senso di questo libro, di questo coro, è lì. In quel meglio che c’è davanti.

Tecnicamente si chiama “volta pagina” quel suono che in radio, una volta sempre ora più raramente, veniva inserito per segnare il passaggio fra un argomento e l’altro. Il ‘92 è stato questo. Un enorme volta pagina posto fra un prima e un dopo. E in mezzo quel suono che ha riempito un anno. Rintracciare 25 coristi che raccontassero ciascuno il proprio ‘92 attraverso i loro ricordi – frammentati – per cercare di dare un senso a quello che successe 25 anni fa. Un’idea un po’ folle, non fosse altro per i tempi di realizzazione che ci siamo imposti, ma che alla fine ha dato i suoi frutti che si sono materializzati in queste pagine. Sarebbe splendido ascoltare tutte queste voci contemporaneamente, come se fossero sussurri della nostra memoria collettiva. A un certo punto questo flusso di suoni separati, ve ne accorgerete leggendo, si trasformano in un unico racconto.

Affidare ad Aaron la direzione del coro si è rivelata la scelta giusta. Un cronista giovane, super specializzato nel racconto della cronaca giudiziaria, in particolare di fatti di mafia e che del ‘92, per ovvie ragioni sia anagrafiche che professionali, aveva solo una conoscenza di un segmento: quello delle stragi. Questo libro aveva bisogno, infatti, del suo stupore nell’apprendere quanto succedeva contemporaneamente in quell’anno. Quanta vita, quanta fantasia, quante lotte e speranze erano in ballo. E lui ha affrontato questa “direzione” con curiosità e delicatezza.

Tutte le interviste sono state realizzate in meno di un mese. Un lavoro frenetico e appassionante, un viaggio fulminante in cui abbiamo incontrato 25 complici. Uno per ogni anno che è passato. Ovviamente c’è chi ci ha detto no, chi non aveva tempo, chi non ricordava o non voleva ricordare, chi non riusciva a capire il senso dell’operazione, chi era troppo impegnato per fermarsi trenta minuti a ricordare con noi. Ma altre 25 persone hanno capito, hanno riso, qualcuno si è commosso, altri hanno cercato di ragionare per trovare un collegamento fra il passato e l’oggi, e tutti si sono stupiti di riuscire a ricordare ancora.

A queste 25 anime dobbiamo il nostro ringraziamento e la nostra amicizia. Signore e signori, è stato un onore. Si abbassano le luci in sala, si alza il sipario. Il coro è pronto a iniziare a cantare. Il meglio deve ancora arrivare.

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