L’equivoco romano

 

Un anno. Dalle dimissioni di Ignazio Marino. E prima il terremoto del dicembre 2014 e del giugno 2015 con le ondate di arresti su Mafia Capitale e lo scoperchiamento del sistema di gestione messo in piedi dall’ex Nar e ex Banda della Magliana Massimo Carminati in nutrita compagnia di imprenditori, ex terroristi, criminali di varia natura e appartenenti a varie organizzazioni di matrice mafiosa, politici di destra e sinistra e centro, imprenditori, affaristi e trafficanti. Sei anni prima iniziavo a scrivere “Roma”, un reportage sulla mia città. Dove raccontavo di organizzazioni mafiose, esclusione sociale, morti ammazzati, affaristi con paresi al braccio destro che congelavano il saluto romano. In mezzo ci sono stati “L’Era Alemanna” e poi “Grande Raccordo Criminale” con Floriana Bulfon (Imprimatur editore) e “Roma Brucia” (sempre per Imprimatur) e ancora centinaia di articoli, post, interventi e presentazioni in tutta Italia. E poi me ne sono andato dalla mia città. Con due querele a farmi compagnia, una da esponenti NCD archiviata l’altra dall’attuale Vicesindaco Daniele Frongia e dal suo coinquilino di moVimento Stéfano sulla quale ancora non si sa nulla.

Ho fatto male a anticipare i tempi, a raccontare “il sistema” prima che iniziassero a piazzale Clodio a puntare l’attenzione su quello che stava accadendo nella Capitale? Ho fatto male a raccontare i cinque anni di famelico banchetto dell’Era Alemanna? Ho fatto male a puntare il dito sulla mafia nera che faceva capo al broker dell’Ati mafiosa capitolina Massimo Carminati? Ho fatto male a raccontare le esecuzioni mafiose (a decine) che insanguinavano le strade della Città Eterna? Ho fatto male a raccontare come Cosa nostra, ‘ndrangheta, Casamonica & Co, Banda della Magliana (che non è mai finita), Camorra e Casalesi in compagnia delle mafie internazionali (russa, balcanica, cinese, nigeriana) si stessero mangiando Roma? Ho fatto male a raccontare il melmoso sottobosco politico e affaristico della città?

Si ho fatto male!

Non avevo nessun grosso gruppo editoriale a coprirmi le spalle (solo quei pazzi di Imprimatur hanno investito su questo lavoro per farci due libri e li ringrazio per il loro temerario crederci), nessun partito di riferimento.

E ho fatto male a raccontare lo strano mondo a 5Stelle già su Micromega nel 2010, e lo strano intrecciarsi con un ambiente (quello finanziario e imprenditoriale) che poco aveva a che fare con un movimento che era nato dopo i fatti di Genova del 2001 su battaglie vicine a quelle che furono annientate in piazza in quel luglio insanguinato e vergognoso. Come a trovare inquietanti collegamenti “di stile” con ambienti della destra, come a segnalare strani avvicinamenti di esponenti pentastellati con imprenditori con il pelo sullo stomaco e il portafoglio riempito nel corso dell’Era Alemanna.

Si, ripeto, ho fatto male.

Ma lo rifarei. Non perché sia un pazzo temerario. Ma perché raccontare e scrivere è l’unica cosa che so fare.

Ora guardo, da qui dove l’estate prosegue anche se è ottobre, le cose da lontano, con il dovuto distacco. E osservo e studio. E raccolgo la mia manciata di polvere, consapevole della mia follia e del mio essere fuori dal giro.

Ma sai che ti dico? Vaffanculo Roma!10294315_10206147299668476_6064642679393143245_n

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