Un’idea

occhi

Un’idea è un taglio di luce in un pomeriggio di incoscienza che disegna geometrie sul pavimento. Un frammento di consapevolezza per quello che si è perso, delle tante sconfitte e delle poche vittorie. Non è “pari e patta”. Un’idea è la vita che si intuisce spiando le vene che disegnano le mani, un sorriso che non hai raccolto, una parola di troppo che hai detto. Un’idea è un’assenza, un viaggio, la stanchezza che sega le spalle mentre la polvere ti raschia la gola e il confine, dove non c’è certezza, è la dietro la collina.

Un’idea è questo foglio a righe larghe e rassicuranti dove appunti frasi brevi, fredde. E nomi, e date e luoghi. Frecce tracciate a segnare la memoria. A trafiggerla. Come ti hanno trafitto tuo padre e il suo concetto di potere. Un’idea è raccogliere una voce, porgere la guancia a una carezza, commuoversi senza piangere per non creare imbarazzo.

Un’idea è quello che scrivi, quello che racconti. L’onestà di un mestiere che non è arte ma solo e per fortuna mestiere e basta. Un’idea è aver lasciato dietro alle spalle troppo amore per correre dietro a un lavoro che è tutto e nulla. Pieno e vuoto. Un’idea è fermarsi pensando di aver trovato senso in uno sguardo e poi accorgersi che sei sospeso a mezz’aria, ancora. Il terreno che ti manca sotto al passo.

Un’idea è lo sfinimento e la noia del viaggiatore, la carta di un libro che ti restituisce ricchezza, gli occhi arrossati per il sonno perso, il rumore della testiera mentre scrivi, il ritmo dispari delle parole che si formano.

Un’idea è insistere a mostrare l’oscenità gratuita del potere consapevoli che si rimarrà inascoltati. Un’idea è ogni incontro, ogni parola data e ricevuta, cercare di mettere in gioco chi sei e cosa perdi ogni volta che ti esponi sapendo che ogni perdita è una ricchezza. Un’idea è la capacità di continuare a indignarsi.

Un’idea è sbagliare e sbagliare ancora e non farsi risucchiare dal tepore della propria presunzione. Un’idea è essere consapevoli dell’infinita capacità che ha ciascuno di noi di sbagliare.

Un’idea è la fame di vita, di storie, di umanità. Il gesto, il segno, il valore della realtà. Un profilo contro il cielo, l’ombra di una schiena nel dormiveglia, il senso di vuoto nel farsi raggiungere il petto. Un’idea è lasciar entrare qualcuno.

Un’idea è la rabbia che metti nella tua vita, nei tuoi affetti, nei tuoi abbandoni. Un’idea è ritirarsi dopo averle tentate tutte rimanendo pronto a ripensarci. Un’idea è sapere che si è sbagliato anche quando si è nel giusto.

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