Il catalogo degli orrori di Roma Capitale

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Quella che segue è una lista parziale destinata a crescere a dismisura.

Roma è l’unica capitale europea dove sono presenti tutte le organizzazioni criminali italiane e straniere operanti nel vecchio continente.

Roma è la città europea con la più alta percentuale di transito di droga.

Roma è l’unica città in Italia dove un duplice omicidio provocato da una guerra per il controllo del territorio e del narcotraffico nella zona Est della città vine definito come “causato da questioni di cuore”. Nell’autunno del 2015 si è visto pure questo.

Roma è la città italiana dove davanti a più di sessanta omicidi e esecuzioni in due anni e mezzo (fra cui tre esecuzioni contemporanee in tre zone diverse della città e dell’hinterland la mattina del ballottaggio del 2013) il prefetto parlò ripetutamente di piccoli regolamenti di conti fra bande locali scollegati fra loro. E tutti se la sono bevuta a partire dalla stampa.

Roma è la capitale europea con il minor numero di linee di metropolitana, di piste ciclabili, auto elettriche o ibride immatricolate, di mezzi destinati al car sharing.

Roma è la capitale europea che si arena nel pantano vergognoso della Metro C.

Roma è una delle capitali europee con la più bassa percentuale di raccolta differenziata.

Roma è l’unica città in Italia dove invece di sciogliere il Comune per infiltrazioni mafiose come indicato dalla relazione della commissione di accesso nominata dal prefetto si scioglie solo un quartiere (il X municipio).

Roma è l’unica città del mondo dove il numero di dirigenti e impiegati nell’azienda del trasporto pubblico supera quello del settore autisti-manutenzione.

Roma è l’unica capitale europea dove più dell’80% degli appalti dell’azienda pubblica di trasporto (su una cifra complessiva di circa un miliardo di euro) è stato distribuito senza gara e per affido diretto.

Roma è la capitale europea delle parentopoli nelle aziende partecipate. Migliaia di persone nel giro di due anni con tanto di ex terroristi neri, pregiudicati etc posizionati sia su livelli medi che sul livello dirigenziale e con le eccedenze spedite direttamente in Campidoglio nelle segreterie e nei gabinetti del potere (su questo la giunta Alemanno raggiunse livelli sublimi).

Roma è l’unica capitale europea che ha esternalizzato a privati attraverso una rete di piccole aziende e cooperative, pur avendo settori specifici sia del comune che partecipate con migliaia di lavoratori, pezzi enormi dei lavori per la pulizia delle strade, manutenzione dei giardini e delle ville storiche, raccolta e smaltimento dei rifiuti, manutenzione delle strade, decoro urbano, etc etc.

Roma è l’unica città al mondo dove un’azienda paga la tangente dopo aver vinto da tempo sia la commessa e dopo aver consegnato i mezzi (vedi caso Laurentina – Eur spa – Breda Menarini)

Roma è l’unica città italiana dove un’azienda di un gruppo pubblico (Finmeccanica)- presieduto dall’ex capo della Polizia e ex capo dei Servizi – e un’altra infinità di cose – viene sospettata di voler mettere mano al grande affare delle dismissioni del patrimonio immobiliare del comune e delle aziende partecipate – con tanto di ipotesi di “accordo” con il gruppo di Mafia Capitale – e nessuno si pone il problema che in uno scenario del genere c’è più di un problema per la democrazia in questo Paese.

Roma è la città italiana dove l’ex-sindaco buonista per eccellenza (veltroni) prima beatifica il “principe” dei costruttori (Caltagirone) in Campidoglio e poi fa approvare un Piano Regolatore che urla vendetta fatto su misura dei palazzinari.

Roma è la città dove centinaia di migliaia di persone sono senza casa. Ma con la più alta percentuale di appartamenti sfitti. E dove invece di rivedere gli affidi delle case popolari e soprattutto della case di proprietà del Comune si preferisce sgomberare (e criminalizzare) chi occupa.

Roma è la città più ricca d’Italia ma anche quella con la più alta disparità sociale.

Roma è l’unica capitale dove il pizzo si paga regolarmente. Ma non è un business. Lo dicono gli stessi mafiosi. Pagano poco ma pagano tutti. E tutti devono pagare. “E’ una questione di rispetto”.

Roma è la capitale europea del riciclaggio. Immobili soprattutto di prestigio, attività commerciali, speculazioni su terreni edificabili, ristorazione.

Roma è la meta preferita dai latitanti di mafia (fonte DIA).

Roma è la città dove alla vigilia del maxi processo al sistema di Mafia Capitale le Camere Penali (gli avvocato del Foro romano) hanno di fatto messo in atto una sorta di intimidazione di massa denunciando 96 fra cronisti e direttori di testate giornalistiche rei di aver pubblicato stralci delle carte delle ordinanze depositate e pubbliche.

Roma è la città dove è in corso il maxi processo a Mafia Capitale ma nessuno lo sa. I giornali e ele televisioni ne hanno parlato solo all’apertura e ora che si sta andando al dunque con testimonianze e rivelazioni pesantissime in aula è calato il sipario.

Roma è la città dove le mafie (tutte) hanno costituito una sorta di associazione temporanea di impresa.

Roma è la città della Banda della Magliana che tutti avevano data per finita e che invece è (con tanto di aggiunta di ex terroristi neri) l’organizzazione di Mafia Capitale, quella facente capo secondo i pm a Massimo Carminati.

Roma è la capitale di un Paese che crede più alla fiction (Romanzo Criminale) che alla realtà (Mafia Capitale).

Roma è la città dove Carminati e Buzzi scrivevano gli emendamenti e poi li passavano ai politici per farli approvare.

Roma è l’unica capitale del mondo dove, per far cadere il sindaco, si è scomodato pure il Papa.

Roma è la capitale d’Italia dove è stata sospesa la democrazia. A governare un prefetto (Gabrielli) ormai in corsa per diventare capo della Polizia e un commissario prefettizio (Tronca) che nomina come suoi diretti collaboratori un’indagato per corruzione, un altro funzionario indicato nella relazione di accesso, e poi uomini vicino al partito dell’attuale ministro dell’Interno.

Roma è la dimostrazione di come si sia trasformata perfino la corruzione nel nostro paese. Nel tariffario delle tangenti costa di più un funzionario o un impiegato che un politico.

Roma è la modernità. Nel rapporto fra mafie e politica. Tradizionalmente le mafie ricoprivano un ruolo parassitario nei confronti della politica. Ora è la politica ad avere una funzione parassitaria nei confronti del sistema mafioso.

Roma è la dimostrazione del fallimento della politica, del sistema maggioritario, dei partiti (vecchi e nuovi). Roma è la sintesi della crisi della democrazia e della rappresentanza in questo Paese.

Roma è la capitale d’Italia. L’Italia, da nord a sud, è pesantemente infiltrata dalle organizzazioni mafiosi e condizionate da un subcultura mafiosa. Roma è la capitale anche delle mafie.

Roma è l’Italia.

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