Il mondo alla rovescia nella città di Mafia Capitale

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Il mondo alla rovescia è rappresentato dall’articolo di colore strillato in bella evidenza sul passato di Massimo Carminati – «Massimo, te lo ricordi? Quello con la benda, andavamo al Piper da ragazzini. Stava sempre là fuori con la moto» – e non dalla rivelazione che la prima “notizia di reato” che ha aperto le lunghe e complesse indagini su Mafia Capitale era rappresentata da una serie di intercettazioni relativi a un tentativo di ricostruire i Nuclei Armati Rivoluzionari. I famigerati NAR protagonisti in negativo di uno dei bagni di sangue più raccapriccianti della storia repubblicana. In qualsiasi parte del mondo la notizia che si stava ragionando di far rinascere i NAR e che da quel primo sospetto è partita un’inchiesta che ha dimostrato che la Capitale di un paese fondatore dell’Europa fosse da anni in pugno alle organizzazioni mafiose avrebbe riempito le prime pagine dei giornali per mesi. In Italia no. A Roma ancora meno, c’era da ragionare sul ritorno dell’allenatore Spalletti alla guida della Roma.

Il mondo alla rovescia diventa inequivocabile quando il commissario che siede in Campidoglio affida le poltrone di suoi vice a persone indagate, pezzi dell’amministrazione di Alemanno, uomini del NCD di Angelino Alfano e soprattutto vicini all’ex ministro Lupi, rappresentante in più di un esecutivo di Comunione e Liberazione.

Il mondo alla rovescia è che a febbraio esce un libro di Alfonso Sabella sui suoi ingloriosi mesi da assessore nella giunta Marino. Chissà se ha provato a spiegare la sua bulimia di dichiarazioni e interviste in libertà, pari solo al suo collega di giunta Esposito, che ci ha cortesemente elargito per fin troppi mesi. Dichiarazioni che definire “rovesciate” è poco. Un giorno le mafie avevano in mano Roma, il giorno dopo Mafia Capitale era definitivamente sconfitta. La mattina pieno sostegno a Ignazio Marino, dopo pranzo a intimare al sindaco di dimettersi. E poi lo scontro con il M5S. Assolutamente gratuito e paradossale. Certo, anche loro ci si sono messi “di punta” ad alimentare scontri, sospetti, pioggia di insulti e minacce. Ma Sabella è stato il protagonista – con Esposito spalla – di uno spettacolo desolante. Umiliante non tanto per la sua carriera di uomo delle istituzione, quanto per i romani.

Il mondo alla rovescia è che il nuovo corso autoritario imposto da Renzi non è riuscito nemmeno a creare quei percorsi pedonali protetti per i pellegrini del Giubileo. Mica avviare e finanziare grandi opere, ma tappare un po’ di buche, qualche cartello con indicazioni e poco altro. Neanche questo. Possiamo immaginare, e constatare con m,ano, quello che sta avvenendo in una città di 5 milioni di abitanti dove tutti i servizi fondamentali sono letteralmente scomparsi. Guarda caso progressivamente dopo gli arresti delle due operazioni che hanno portato al maxi processo più invisibile della storia italiana. Sarà perché tutti i servizi erano in mano o almeno condizionati dal “sistema” Carminati&Buzzi?

Il mondo alla rovescia e che si andrà al voto fra pochi mesi senza che sia stato messo in atto un processo di riforma – basato sulla trasparenza – della pubblica amministrazione capitolina e soprattutto quando non si è fatto nemmeno un timido tentativo di ripulire da una folla di corrotti e malacarne i comitati elettorali (non li chiamiamo più partiti, per favore, che i partiti erano roba nobile e quello a cui abbiamo assistito e continuiamo ad assistere è lo spadroneggiare di bande).

Il mondo alla rovescia è un’intera città, Roma, che non reagisce. Sta lì alla finestra, Roma, a vedere come e in quanto tempo la città eterna divorerà se stessa.

(post scritto a 10 metri da un cantiere incompiuto – da 15 anni – della metro C)

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