Giubilati

termini

Meno di 48 ore e inizia il Giubileo straordinario. Roma arriva totalmente impreparata all’appuntamento. Più della metà dei cantieri (il Vaticano parla esplicitamente di due terzi) sono ancora in alto mare, la paura di attentati ha provocato la totale militarizzazione dell’intera area metropolitana, il sistema di trasporto pubblico (compresa la mai terminata Metro C) risulta assolutamente inadeguato e fatiscente, la raccolta dei rifiuti e la pulizia delle strade rimane – per essere buonisti – approssimativa, la città è evidentemente non governata.

Il prefetto Gabrielli ha liquidato ufficialmente il Dream Team prefettizio voluto dal premier Matteo Renzi – dice di non averlo mai sostenuto, Gabrielli, ma poi si trovano dichiarazioni di sostegno di meno di un mese fa -, il commissario Tronca continua ad impantanarsi sul bando delle bancarelle di Piazza Navona e più che un commissario sembra essere un ospite indesiderato (in particolare di Gabrielli), Matteo Orfini continua a minacciare i pochi sostenitori dell’ex sindaco Marino che non si sono ancora dileguati dalla casa del Pd romano, Fassina si candida a sindaco (non me ne voglia, ma una sua candidatura non ci mancava), Fabrizio Barca (l’unico candidato decente che avrebbe potuto risollevare le sorti del Pd romano) è sparito dalla scena.

E intanto continua il processo di Mafia Capitale. Ormai fuori dai riflettori. Una dissolvenza (al nero, tento per fare una battuta) che rassicura tutti. La mafia è archiviata, la mafia c’è stata “’n attimo appena e mo’ nun c’è più”.

Giubilati i fantasmi, i 5 milioni di abitanti che popolano la Capitale presi in ostaggio prima dalle organizzazioni criminali e ora dal sistema politico-mediatico che si sta spaccando la schiena per una governabilità impossibile (se non attraverso la politica e il voto). Ognuno con il suo carico di dolori, sconcerto, disillusione. E rabbia. Repressa ma innescata.

Tutti, senza esclusioni, in attesa di un’assoluzione. Se non arriverà ci si accontenterà di quella dell’Anno Santo. Che non si nega a nessuno.

Transito per la stazione e il nome, Termini, mi sembra più che adeguato.

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