10, 11 e 12 dicembre tre presentazioni di Roma Brucia a Roma, Tivoli e Benevento

romabruciablues10dicembre

Tre presentazioni consecutive del libro Roma Brucia a partire dal 10 dicembre al 12. Roma, Tivoli e Benevento. Tre presentazioni diverse fra loro.

Si inizia il 10 a Trastevere a Lettere Caffè a Trastevere (via San Francesco a Ripa 100) alle 0re 19 e 30. Non si tratta di una vera e propria presentazione ma di una teatralizzazione tratta dal libro e riproposta al pubblico attraverso una cadenza blues. Accanto all’autore (voce narrante) infatti il blues proposto da Massimo Bevilacqua. Non un sottofondo, ma un dialogo fra libro e musica. A conclusione del set, ovviamente, sarà possibile aprire anche un dibattito. Questa è la prima data di un lavoro in via di costruzione che oltre ai testi estratti dal libro si allaccerà alla stretta attualità.

 

tivoli

 

Seconda data a Tivoli l’11 alle ore 17 al complesso dell’Annunziata. Qui si incontrano due libri, apparentemente distanti fra loro ma che si intrecciano invece ben oltre all’immaginabile. Oltre a Roma Brucia infatti sarà presentato Pasolini, Massacro di un poeta (Ponte alle Grazie) di Simona Zecchi. A fare da ospiti non silenti i giornalisti Giuliano Girlando e Tommaso Verga.

 

benevento

Il 12 dicembre alle 17 invece Roma Brucia sarà presentato presso la Biblioteca Provinciale di Benevento (Corso Garibaldi). La descrizione di un sistema criminale, quello romano, che si confronta con il sistema criminale e corruttivo della città campana. La presentazione è stata organizzata dall’Associazione AltraBenevento. A intervenire oltre all’autore Gabriele Corona (presidente di AltraBenevento) e il giornalista Sebastiano Gulisano.

 

***

 
Dopo le inchieste sul sistema di Mafia Capitale, lo scioglimento per mafia del X Municipio e il parziale commissariamento del Campidoglio – negato, ma nei fatti è stata questa la scelta del governo – la città è in ginocchio. Tutti i servizi primari sono al collasso: dal trasporto pubblico fino alla gestione dei rifiuti, dalla manutenzione della città ai cantieri aperti e mai chiusi. Ed è al collasso la politica, alla sbarra nei processi e incapace di rinnovarsi. La crisi politica e di credibilità dell’ultimo anno anticipata e descritta partendo dalla consapevolezza che Roma non è solo corruzione e degrado, non solo malaffare e cattiva amministrazione. Ma che la città è invasa da metastasi fin troppe volte rimosse negli anni: la mafia.

Intanto le consorterie criminali si stanno riorganizzando, stringendo la città in una morsa, anche con la violenza. Ci sono tutte, dalla ’ndrangheta alla camorra, da Cosa nostra siciliana alle organizzazioni straniere. I Casamonica e quello che resta della Banda della Magliana, che non è mai morta. E poi la minaccia delle organizzazioni eversive di destra, di quei Nar a cui appartenevano Massimo Carminati e altri protagonisti di questi anni. Tornano le ombre di un passato, quello della strategia della tensione, dove mafia, eversione, massoneria coperta, pezzi della politica e apparati deviati dello Stato giocarono sulla pelle della Repubblica e della democrazia.

Ci vorrebbe una Primavera di Roma, un movimento che metta insieme le energie migliori della società e della politica, della cultura e dell’arte, per affrontare la drammatica situazione della Capitale. Ma tracce di questa Primavera non se ne vedono.

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