Roma Brucia presentato il 28 novembre a Ostia. Per parlare della “primavera di roma” che non c’è

 

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 Imprimatur

 invita alla presentazione di Roma Brucia di Pietro Orsatti


28 novembre ore 11

c/o Biblioteca Elsa Morante
via Aldo Cozza 7 – Roma Ostia


Intervengono insieme all’autore
Marta Bonafoni
(consigliera Regione Lazio SEL)
Virginia Raggi
(consigliera comunale M5S)
Floriana Bulfon
(giornalista)
Luca Laviola
(giornalista)

Un appuntamento dovuto a questa città/quartiere, centro dell’unico Municipio di Roma Capitale sciolto per mafia, come se il resto della città fosse altro, la mafia solo per quelli di fuori che vivono sul litorale. Dovuto perché va raccontato nella sua interezza il fenomeno Mafia Capitale come apice e segmento di  un sistema di potere criminale che riguarda tutta la città.
E per cercare di capire, in questo tempo sospeso di commissariamenti e giubilei e cantieri eterni e progressivo franare della città nell’abbandono, da dove ripartire. Perché finora non si è visto nulla. La città sembra essere inerte, senza reazione. Una primavera (parafrasando quella di Palermo degli anni ’80) che non c’è.

 

Dopo le inchieste sul sistema di Mafia Capitale, lo scioglimento per mafia del X Municipio e il parziale commissariamento del Campidoglio – negato, ma nei fatti è stata questa la scelta del governo – la città è in ginocchio. Tutti i servizi primari sono al collasso: dal trasporto pubblico fino alla gestione dei rifiuti, dalla manutenzione della città ai cantieri aperti e mai chiusi. Ed è al collasso la politica, alla sbarra nei processi e incapace di rinnovarsi. La crisi politica e di credibilità dell’ultimo anno anticipata e descritta partendo dalla consapevolezza che Roma non è solo corruzione e degrado, non solo malaffare e cattiva amministrazione. Ma che la città è invasa da metastasi fin troppe volte rimosse negli anni: la mafia.

Intanto le consorterie criminali si stanno riorganizzando, stringendo la città in una morsa, anche con la violenza. Ci sono tutte, dalla ’ndrangheta alla camorra, da Cosa nostra siciliana alle organizzazioni straniere. I Casamonica e quello che resta della Banda della Magliana, che non è mai morta. E poi la minaccia delle organizzazioni eversive di destra, di quei Nar a cui appartenevano Massimo Carminati e altri protagonisti di questi anni. Tornano le ombre di un passato, quello della strategia della tensione, dove mafia, eversione, massoneria coperta, pezzi della politica e apparati deviati dello Stato giocarono sulla pelle della Repubblica e della democrazia.

Ci vorrebbe una Primavera di Roma, un movimento che metta insieme le energie migliori della società e della politica, della cultura e dell’arte, per affrontare la drammatica situazione della Capitale. Ma tracce di questa Primavera non se ne vedono.

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