Roma Brucia presentato a Centocelle il 17 novembre- Libreria Il Mattone

roma brucia 17 novembrebuona

Imprimatur

 

 
invita alla presentazione di Roma brucia 


di Pietro Orsatti


17 novembre ore 18:30

c/o Libreria Il Mattone via Bresadola 12/14 Roma quartiere Centocelle


partecipano

Fabio Sebastiani
Rocco Vazzana


Prosegue l’inchiesta sui sistemi di potere criminali e la crisi che sta travolgendo la Capitale.

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Il libro “Roma Brucia” di Pietro Orsatti (uscito in libreria il 29 ottobre per l’editore Imprimatur) sarà presentato insieme all’autore da Fabio Sebastiani (giornalista Controlacrisi) e Rocco Vazzana (giornalista) alla Libreria Il Mattone a Roma, via Bresadola 12/14 (Centocelle) il 17 novembre alle ore 18 e 30.

Dopo le inchieste sul sistema di Mafia Capitale, lo scioglimento per mafia del X Municipio e il parziale commissariamento del Campidoglio – negato, ma nei fatti è stata questa la scelta del governo – la città è in ginocchio. Tutti i servizi primari sono al collasso: dal trasporto pubblico fino alla gestione dei rifiuti, dalla manutenzione della città ai cantieri aperti e mai chiusi. Ed è al collasso la politica, alla sbarra nei processi e incapace di rinnovarsi. La crisi politica e di credibilità dell’ultimo anno anticipata e descritta partendo dalla consapevolezza che Roma non è solo corruzione e degrado, non solo malaffare e cattiva amministrazione. Ma che la città è invasa da metastasi fin troppe volte rimosse negli anni: la mafia.

Intanto le consorterie criminali si stanno riorganizzando, stringendo la città in una morsa, anche con la violenza. Ci sono tutte, dalla ’ndrangheta alla camorra, da Cosa nostra siciliana alle organizzazioni straniere. I Casamonica e quello che resta della Banda della Magliana, che non è mai morta. E poi la minaccia delle organizzazioni eversive di destra, di quei Nar a cui appartenevano Massimo Carminati e altri protagonisti di questi anni. Tornano le ombre di un passato, quello della strategia della tensione, dove mafia, eversione, massoneria coperta, pezzi della politica e apparati deviati dello Stato giocarono sulla pelle della Repubblica e della democrazia.

Ci vorrebbe una Primavera di Roma, un movimento che metta insieme le energie migliori della società e della politica, della cultura e dell’arte, per affrontare la drammatica situazione della Capitale. Ma tracce di questa Primavera non se ne vedono.

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