Mafia, pseudo antimafia e M5S. E il raggelante tentativo di deleggitimare Federica Angeli

Oggi Attilio Bolzoni scrive su http://www.repubblica.it

SE VOLETE vedere da vicino il mondo capovolto venite ad Ostia. È tutto sottosopra. La mafia che si traveste di antimafia e l’antimafia che vogliono far passare per mafia, c’è una gran confusione di voci, una strategia della disinformazione che favorisce malacarne dalle facce sconce e malacarne in doppiopetto.

A ogni latitudine, le due razze si ritrovano sempre insieme. L’avevamo scritto qualche mese fa – quando ci siamo inoltrati fra l’osceno lungomuro e le stanze del X Municipio – che Ostia ci sembrava un po’ Brancaccio (quartiere palermitano dominato negli anni ’80 dai boss) e un po’ Casal di Principe, frontiera, laboratorio politico-criminale al servizio di Mafia Capitale, avamposto per intrecciare patti di droga fra Er Cecato e i Fasciani ma anche per sperimentare le forme più spinte di estorsione sugli appalti pubblici, consiglieri comunali e consiglieri di circoscrizione rivelatisi grassatori, vampiri. Oggi, nudi, scoperti, vanno al contrattacco. Oggi se la prendono con certa stampa ( Repubblica , per esempio) e – nel più puro stile corleonese – fanno il nome della nostra collega Federica Angeli. La indicano, l’additano, la infamano. Complimenti ai 5 Stelle. Complimenti vivissimi ai rappresentanti di Grillo al Campidoglio e a quelli sul territorio che credono di avere capito tutto di Ostia e su Ostia e intanto dialogano con logge “antimafia” che a loro volta si ritrovano sempre più vicini a note consorterie locali (balneari e affini), prestanome dei Fasciani, sedicenti associazioni “contro la corruzione”. Pur di attaccare sempre e comunque il perfido Pd di Roma questi dei 5 Stelle hanno perso la bussola, ormai sono disposti ad allearsi con il diavolo. Non siamo certo qui a difendere i Tassone – l’ex presidente del X municipio arrestato per impicci con i boss di Mafia Capitale – o i D’Ausilio – il capogruppo dei Dem che esigeva sovranità assoluta su tutti gli indecenti affari capitolini su Ostia – ma siamo qui per stare al fianco di chi vuole riportare decoro e dignità in una comunità oltraggiata e saccheggiata.

Forse non avete capito che Federica Angeli, alla quale avete riservato una mezza dozzina di pagine del vostro report inviato alla commissione parlamentare antimafia, è una giornalista che non ha mai avuto “un ruolo politico” ma è una reporter del luogo informata che si è limitata a raccontare (e da molti anni) lo schifo che c’è ad Ostia, gli accordi inconfessabili, le ruberie e le scorrerie di un mondo dove tutti gli altri – mafiosi con il marchio ma anche “persone perbene”, ambientalisti molto interessati agli affari, doppiogiochisti provenienti da associazioni antimafia rispettabili – si sono voltati dall’altra parte. Federica l’ha fatto nel silenzio più cupo. Mettendo a rischio se stessa e la sua famiglia. Forse non avete capito che Federica Angeli non è sola.

Bravo Attilio ad aver scritto l’editoriale. La mia vicinanza a Federica Angeli che continua a fare il suo lavoro. Questa ultima uscita del M5S conferma la mia sensazione di vivere (e di raccontare) un paese dove la memoria è un optional, l’intelligenza un lusso e la buona fede un bagaglio di cui sbarazzarsi in fretta quando si fa politica. A maggio dello scorso anno uno degli estensori del prezioso documento pentasetallato presentato in Commissione Antimafia il consigliere regionale Barillari intervenne nel corso di una presentazione del mio libro Grande Raccordo Criminale sostenendo che si nel Lazio c’era una penetrazione delle organizzazioni mafiose ma che a Roma non si poteva parlare di una presenza stabile e organizzata come quella che descrivevamo nel libro (e che poi è stata svelata dall’inchiesta Mafia Capitale). Sembrava all’epoca di ascoltare l’ufficio stampa del prefetto Pecoraro (quello, per intenderci, che nel 2013 continuava a dire che a Roma la mafia non c’era). Ci rendiamo conto di cosa stiamo parlando? Hanno inviato queste 40 paginette a una commissione di inchiesta infilandoci dentro insinuazioni su Federica minacciata dai clan tentando di delegittimare lei e il suo lavoro e minando, di conseguenza, la sua stessa sicurezza. Una follia! Che puzza di marcio quando a farla è un’organizzazione che si è auto nominata paladina dell’antimafia.

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