‘Cupola Nera? L’inchiesta ha fatto saltare gli equilibri. Ora si apre una fase di caos’ – ControLaCrisi.org

‘Cupola Nera? L’inchiesta ha fatto saltare gli equilibri. Ora si apre una fase di caos’ – ControLaCrisi.org.

di Fabio Sebastiani

Pietro Orsatti è insieme a Floriana Bulfon autore di un libro “Grande raccordo criminale” (edizioni Imprimatur) in cui il fenomeno la mafia a Roma viene spiegata per filo e per segno. Il libro è uscito un anno fa. E guarda caso è stato abbastanza ignorato dalla stampa cittadina, ed anche italiana. In questo periodo, per ovvi motivi, l’interesse è cresciuto. Orsatti assicura che il libro è stato scritto non solo sulla base dei faldoni di vari processi, e quindi era noto tutto a tutti, ma anche ascoltando decine di fonti autorevoli.

Ora tutti gridano allo scandalo, ma insomma… bastava dare una occhiata alle carte, o no?
In parte è già tutto scritto: nomi, luoghi ed episodi apparentemente normali. Va detto però che la vicenda romana è abbastanza un’anomalia. A Roma sono presenti quasi tutte le organizzazioni criminali, e non solo italiane. E non solo sono presenti ma sono coordinate tra loro. Uomo cardine di questo sistema è Carminati. Non a caso gli abbiamo dedicato il penultimo capitolo del libro. Sia a lui che a quell’area politico-criminale,di cui lui è un punto di riferimento. Per quanto riguarda il rapporto tra banda della Magliana e Nar, poi, il rapporto è strettissimo. Non solo c’è corrispondenza di persone ma anche di strategie. Carminati, tanto per dire, è uno dei tre che gestiscono l’armeria che venne rinvenuta all’interno del Ministero della Sanità. Tutto in comune tra Nar e banda della Magliana.

E la Mafia come ci entra?
Una delle vicende chiave è l’omicidio Mattarella dove i condannati effettivi sono solo gli uomini della Cupola mafiosa. Non si individuano gli esecutori materiali però. In istruttoria, tuttavia, sono indicati da Giovanni Falcone, non uno qualsiasi. Succede che l’uomo che viene indicato come killer è Giusva Fioravanti che viene identificato dalla moglie del politico assassinato e da riscontri probatori. Il suo nome in seguito viene poi smentito dai pentiti che però riportano solo voci. Il mandante è Stefano Bontade. Nel processo Andreotti viene provato un incontro del Divo con Bontade per cercare di fermare l’omicidio Mattarella. Dopo il delitto un secondo incontro. Questi sono gli episodi provati che non sfociano in condanna solo grazie alla prescrizione. Questo è certificato da una sentenza. Più o meno lo stesso discorso per la strage del 904, dove, sempre stando agli atti, l’area dell’estrema destra napoletana di concerto con i romani e su ordine di Pippo Calò, tesoriere di Totò Riina, hanno un ruolo operativo nell’esecuzione dell’attentato, a partire dal fornire esplosivo e tipo di telecomando. E ancora, sempre in relazione alle stragi, il ruolo che avrebbe avuto Massimo Carminati in un tentativo di depistaggio sulla strage della stazione di Bologna.

E i rapporti con la politica?
Bisogna partire dal ’93 e dal patto post-stragi. Alla mafia sceglie, o gli viene chiesto, di chiudere con l’epoca degli omicidi in strada. Basta reati eclatanti. Ovviamente le associazioni criminali ottengono in cambio una sostanziosa partecipazione al bottino delle grandi opere e della spesa pubblica. Basta vedere cosa è accaduto nel frattempo nella sanità. Poi, parallelamente, bisogna tener conto che con l’omicidio De Pedis la banda della Magliana apparentemente sembra finita. I soldi però non si trovano e non essendo applicato il reato di associazione mafiosa, molti protagonisti sono fuori in breve tempo. Questo vuol dire che una riorganizzazione non è così campata in aria. C’è una presenza stabile a Roma della ndrangheta, di Cosa nsotra e Camorra già documentata tra gli anni sessanta e i settanta. C’è un livello di controllo del territorio enorme e non c’è bisogno di uccidere.

Tutto questo equilibrio ha bisogno di un governo reale
Salta la barriera ideologica. Ci sono grosse aree imprenditoriali coinvolte. Ce ne deve essere per tutti. Sull’edilizia, e quindi sull’urbanistica, gli interessi sono spaventosi. E sui provvedimenti urbanistici centrosinistra e centrodestra non si pestano i piedi, anzi. Già nell’ordinanza del pool di Pignatone ci sono chiari riferimenti a questo. Carminati quando parla di questioni immobiliari parla di inserire ditte del settore del movimento terra. Questo è un paese in cui la relazione con il potere mafioso, che non è solo criminale ma economico, finanziario e politico e lo dichiarava già la commissione antimafia nella relazione di maggioranza del 1976, è strutturale. Alla mafia interessano soldi e impunità e per questo il legame con la politica. A Roma tutto questo è devastante, perché a Roma c’è il collegamento diretto con la politica nazionale senza passare per intermediari e boss locali.

Come interviene questa ultima inchiesta nel difficile equilibrio cui hai accennato?
Ci sono stati venti anni di pax. Nel 2007 si rompono gli equilibri perché cominciano a venire fuori, da parte della politica, personaggi famelici che per troppo si erano sentiti esclusi dal tavolo. E questa famelicità viene fuori dalla stessa ordinanza dei pm coordinati da Pignatone, quando si parla di Alemanno e di molti personaggi a lui collegati.

E nel centrosinistra cosa avviene?
Il centrosinistra intanto eredita canali, uomini e procedure che furono in mano alla Democrazia cristiana. Nei fatti, su Metro C e Porto di Ostia ad esempio, c’è la presenza alcune grosse coop di costruzione di Ravenna. Nel 2007 la questione cambia, perché appunto arrivano i famelici, ed ecco in poco più di due anni sessanta morti a Roma. E’ chiaro che sono cifre su cui riflettere. La questione della scorta a Marino non è una boutade. Dopo questa inchiesta gli equilibri sono saltati, ci si aspetta una nuova ondata di caos forse ben peggiore di quella scatenata dal cambiamento di amministrazione con l’arrivo del genero di Pino Rauti.

Nel ’93 Alemanno ancora non c’era…
Sicuramente il centrodestra ha delle responsabilità nell’escaletion corruttivo che sono state addirittura tirate fuori poco. Questa città dal ’93 in poi l’ha governata il centrosinistra, certo. C’è una storia esemplare, quella di Mancini e della maxi tangente di Breda Menarini del gruppo Finmeccanica. Dalle carte emerge che l’uomo dei trasporti per Alemanno prende i soldi da Breda Menarini dopo la gara d’appalto e dopo la consegna dei mezzi. Ripeto, dopo e non prima. Una cosa mai sentita. La gara d’appalto era stata fatta con il centrosinistra. Dagli atti dell’ordinanza del 2013 sembra emergere che si vada a pagare Mancini, ad di Eur spa, come uomo potente della squadra di Alemanno e che potrebbe avere voce in capitolo l’affare delle dismissione del patrimonio immobilire di Atac Patrimonio, società il cui controllo pubblico è molto blando. Finmeccanica vuole incontrare Mancini, in qualità di ad di Eur spa proprio su questo tema. Il progetto sulla carta era che le grandi gestioni patrimoniali nella Capitale andassero ad unificarsi. C’era, e già due anni fa emergeva, un interessamento di Carminati all’affare.

E dopo l’arresto di Mancini e dei manager di Finmeccanica, che succede nel centrosinistra?
Quando Marino arriva prende la società e la ributta dentro Atac. E quindi rimette tutto in discussione. Sarà una coincidenza, ma è proprio da quel momento che sembrano partire i mal di pancia nel centrosinistra. Non solo, Ozzimo, inquisito da Pignatone, fino a pochi giorni che uscisse tutto il marcio dall’ordinanza di rinvio a giudizio era in predicato per andare ai servizi sociali. Se verrà confermato tutto quello scritto nell’ordinanza e gli stessi legami con Buzzi, sarebbe stato come mettere il mostro di Marcinelle direttore degli asili nido di mezza città. Vorrei far notare come durante la trattativa sul Salva Roma tra Marino e Renzi c’è un comunicato del Pd che nel salutare l’accordo raccomanda di iniziare subito a lavorare sulle dismissioni e la prima voce è Atac.

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