Una bolla temporale, con dentro questi vent’anni di storia e la nostra vita

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Scajola indagato per mafia. Berlusconi ai servizi sociali di lusso. Repubblica che intervista a Beirut il prigioniero politico Dell’Utri. Il senatore Grillo in mezzo agli impicci dell’Expo a Milano ma non indagato – non sia mai – a Roma per gli impicci sul raddoppio (e non solo) del porto di Ostia. Greganti, da quello che emerge non ha più lo “stile” del signor G caduto nel vortice di Mani Pulite ma i raporti non li avrebbe dismessi. Il premier sembra un agente immobiliare che “incarta” il possibile acquirente (noi)  barando sui metri quadri e soprattutto su qualche  aggiustatina non sanata. E Alfano, fra un salutino a Ciancio e l’altro, vuole tenere (e soprattutto non cambiare) l’agenzia sui beni confiscati alle mafie nonostante il palese fallimento che in pochi anni di attività ha mostrato al paese.

Non ci allarmiamo. Mangano è un eroe. Gelli uno statista. Andreotti un padre della patria.

Sono passati vent’anni dal terremoto di Mani Pulite, dalla rivoluzione presunta che forse ha coperto un “golpe” fin troppo reale.

E noi dentro questa bolla temporale dove nulla cambia se non per decomposizione.

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