Raccontare una piccola rivoluzione (al Castello di Milazzo) mentre il Paese sembra avviarsi a un golpe

foto di Maurizio Parisi
foto di Maurizio Parisi

Una roba strana, stare sospesi fra cielo e mare e terra a raccontare una piccola follia. Mentre in questo paese tira aria di golpe, c’è chi invoca una “giunta militare”, si straccia perfino quell’esile apparenza di contratto sociale e equo che è il patto fa uguali: la Costituzione. Una roba strana mettere assieme persone e generazioni, storie e occhi e anime. Mentre sbirci di tanto in tanto le notizie, comunichi con la collega con cui stai aggiustando le ultime righe di un libro terribile e spietato sulla tua città in mano al sistema politico mafioso. Con un senso di spaesamento e impotenza che ti spezza le gambe. Raccontare, mettendo frammenti della propria storia come strumenti di cesello. Forse a caso, a volte, forse utili, spero. Sentendo vicino il sorriso di chi non c’è più, di Salvatore che sorride e si accende una sigaretta proprio lì dove stai girando qualche immagine sulle pietre della storia. Della tua storia.
Raccontare un presepe vivente, una città che si mette in moto per stare assieme in questo “Natale terribile”. Comunità. Appartenenza, rifiuto di quella solitudine che ti impone la crisi non solo economica, non solo etica, non solo culturale. Questa crisi che è quello che rimane di questo paese che si lascia scivolare nell’annullamento.
Antonella, Daniela, Dalila, Valentina, Manuel, Maurizio, Piero, Sebastiano, e poi altri che si sono messi a disposizione a dare una mano ognuno a suo modo come Nino, Tindaro, Francesca, Dario, Erika, Antonio, Rossella, Santino, Michele e Fabrizio. E i ragazzi di Milazzo Rossa, i volontari della Compagnia del Castello, le cooperative Utopia e Settima Stella e quei pazzi del Comune di Milazzo che da sogno tentano esperimenti. Chi consapevole o meno di questo gioco del narrare. Il farsi comunità e stringersi per rispondere, insieme, a chi ti vorrebbe sperduto per dominarti.
Frammenti, sussurri, voci. Ci abbiamo provato.

p.s. (stiamo montando il documentario prodotto dal Workshop che sarà messo in visione al Castello di Milazzo e disponibile in rete a partire dal 20 dicembre 2013)

Ciao Salvatò, questa storia ti sarebbe piaciuta ascoltarla.

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