Un Castello Bene Comune. A Milazzo tra la miopia della politica e gli interessi innominabili

 

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“Immagina che questo posto, due secoli fa e poi fino alla chiusura del carcere che ci stava dentro, è stato vissuto dai milazzesi con lo stesso senso di disagio e oppressione con cui oggi vivono gli abitanti di Niscemi il Muos. Una servitù militare. Un simbolo di dominazione e potere. Da qui la riapertura attraverso un processo sociale e culturale che l’ha consentita, che è un atto politico inedito e dalle conseguenze imprevedibili. Perfino per noi che lo stiamo vivendo. I cittadini si sono presi un luogo di immenso valore che non era mai stato loro. È poco?”

La spiega così la storia del Castello di Milazzo Dario Russo, l’assessore alla cultura e al turismo della città siciliana che è uno dei principali promotori del riuso sociale di uno dei più grandi spazi pubblici, potenzialmente, di produzione culturale nel nostro paese. Attraverso un progetto pubblico, gestito pubblicamente tenendo insieme tutte le realtà del territorio in un processo inclusivo e delicatissimo. Il Castello bene comune.

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QUI IL SERVIZIO FOTOGRAFICO DI SEBASTIANO GULISANO 

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