Questo paese livellato al basso

oste

Ancora Berlusconi. E poi Renzi e Cuperlo, D’Alema e Letta (tutti e due) e Maroni. E ancora la Gelmini, Santacché, Ferrara, Vendola, Alfano. Grillo e i suoi cloni mal riusciti, furbetti vari, Alemanno. E la Telecom agli spagnoli, prossimo giro Alitalia ai Francesi per un pugno di spiccioli (ringraziamo il Cavaliere nel 2008), il siderurgico svanito, le fabbriche che chiudono e si trasferiscono quatte quatte all’estero durante le ferie. Chi offre di più per Trenitalia?

Sissignore, signore, le porto subito il suo aperitivo.

Popolo di migranti e camerieri. E portieri di notte.

Mediocri politici, mediocri imprenditori, servili intellettuali, finti rivoluzionari al pesto, antimafiosi per autocertificazione, legalisti sulla pelle delle vittime, giornalisti proni o disoccupati.

Chi emerge si elimina. Sissignore, signore.

Una sinistra inesistente e cannibale per vocazione, che sbrana il meglio di se per alimentare illusioni di potere.

Una destra famelica che rosicchia il fondo del barile. E poi nient’altro.

Nessuna rivoluzione in vista. Come si può fare la rivoluzione in livrea? Come può ribellarsi il cameriere al piano? Sissignore, signore.

Mi hanno dato del pasoliniano, recentemente, per insultarmi. Si, una frase del tipo “ancora con questo stile alla Pasolini, avete rotto i coglioni”. Magari Pasolini. Io sono niente, nuddu, nessuno. Uso di tanto in tanto parole senza significato che interpretate a casaccio a volte rasentano un ragionamento. Stanco. Di essere voce, rumore di fondo.

Forse dovrei accettare l’invito a farmi oste. Mi si adatta bene. Accogliere, ascoltare, intrattenere e versare buon vino. A gente normale, come me schiacciata, compressa, marginalizzata. Da illusioni di potere che si trasformano in aria fritta davanti a veri poteri.

Questa Italia livellata al basso. Dove conta solo la mancia del padrone. E se non basta, pregasi farsi da parte.

Sissignore, signore.

Siete inutili, tristi e invendibili. Fuori target. Fuori tempo. Non c’è futuro alla corte del discount nazionale per chi come voi pensa che il sapere serva a fa crescere il Paese. Al Paese non serve sapere, serve un piazzista o al massimo un battitore d’asta. Fate i bravi giornalisti che vi dichiate liberi. La libertà non esiste. Cercatevi un padrone e tessete poi le sue lodi. E se insistete a cercare di raccontare pezzi di realtà preparatevi alla disoccupazione o a passare decenni in tribunale a difendervi da querele in serie, ciclostilate, sull’uso che fate di eversivi aggettivi. Fate i bravi imprenditori senza padrini. E decidetevi a pagarlo questo benedetto 6% alla politica . E anche quel 3% alla criminalità organizzata. Tariffe modiche, no? Volete partecipare a bandi e gare? Pagate. E fate i bravi magistrati che indagate. Solo processi a tossici e clandestini. Il resto non serve. Non disturbate il navigatore. E fate I bravi che un posticino al Csm  prima o poi si libera . Fate i bravi poliziotti e carabinieri  che manganellate pastori, operai, studenti, impiegati, madri di famiglia, anziani, precari e cittadini vari per mezza Italia . Non vi fate domande. Neanche sugli straordinari che ancora non vi abbiamo pagato. Non familiarizzate, non cercate il dialogo, nessun dubbio davanti a qualche testa rotta. E questa sera non cambiate canale. Fate i bravi. Ci sarà certamente la Santanchè o Belpietro ad “Anno zero”. 

da L’Italia Cantata dal Basso – di P.Orsatti – Coppola Editore

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