Bonino, il politico più sopravvalutato degli ultimi 20 anni

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Non sono mai stato un estimatore di Emma Bonino. E ancor meno delle acrobazie politiche dei radicali e della loro presunzione di essere destinatari della verità, pur se laica, rivelata (da Marco Pannella).

Non mi ha convinto con le Liste Bonino, non mi ha convinto con “Emma For President”, ho considerato la sua candidatura alla presidenza della Regione Lazio una jattura confermata, poi, dai risultati e dalle conseguenze, abnormi, della vittoria di Renata Polverini.

Quando è stata nominata ministro degli Esteri del governo delle larghe intese ho temuto il peggio. E così è stato. Con un paese sputtanato a livelli inarrivabili a livello internazionale dopo il ventennio berlusconiano e la gestione salottiera della diplomazia offerta da Franco Frattini e infine dall’epocale figura di palta della vicenda dei Marò e delle tensioni con l’India, ci meritavamo qualcosa di meglio dell’ascesa della Bonino alla Farnesina. Per alcuni semplici fatti: che non basta un curriculum di buone intenzioni e pochi fatti e la conoscenza della lingua araba ed essere donna per fare un buon ministro degli esteri. (A proposito, un grande ministro degli esteri sarebbe stata la Boldrini, ma quello è un libro dei sogni mai scritto). Perché non basta ritenersi adeguati (e indispensabili) per esserlo. Perché non basta godere di buona stampa (e radio) e essere simpatici al Pdl e alla destra del Pd per avere le competenze, la lucidità e l’esperienza per gestire un coagulo di vecchi arnesi e nuovi parvenù della diplomazia berlusconiana (escludendo gli statisti come Lavitola) che gestiscono la politica estera del nostro paese.

La Bonino è il politico più sopravvalutato degli ultimi vent’anni. Tipico oggetto mediatico creato a bella posta da Pannella, prima, e dal vuoto asfittico della politica italiana (di centro destra e di centro sinistra) poi.

Oggi in audizione al Senato sulla vicenda Ablyazov con una sola frase Emma Bonino ha dimostrato l’esattezza della mia tesi. Eccola: “Ho vissuto con grande amarezza queste settimane gli attacchi fuori contesto della stampa”.

Fuori contesto? Attacchi? Non ci saranno certamente competenze dirette della Farnesina (fino a un certo punto) sulle agghiaccianti azioni messe in atto dal Ministero dell’Interno e da parte della polizia di Stato e di molti funzionari ai massimi livelli in relazione all’espulsione e rimpatrio della moglie del dissidente kazako Ablyazov e di sua figlia di 6 anni, ma la Bonino fa parte dello stesso governo in cui siede Alafano, ha competenze sul riconoscimento dello status di rifugiato e dell’asilo politico, ha competenza sulle azioni di ingerenza palese da parte del governo kazako nella gestione “diretta” dell’espulsione, delle perquisizioni, dell’arresto illegale etc. E che il suo dissidio sia stato tardivo (di certo pubblicamente) e che non sapesse nulla della folle gestione di monsieur Angelino non allevia per nulla le sue responsabilità. Non solo davanti a noi italiani, ma davanti all’opinione pubblica internazionale e soprattutto davanti alla signora Ablyazov messa in pericolo e trattata come una criminale grazie alla sua incapacità di andare oltre al compiacimento di se stessa offerto dal ministro degli Esteri.

Come sempre il politico se la prende con gli attacchi (presunti) della stampa, che anzi nei suoi confronti ha avuto un atteggiamento all’acqua di rose. Perché era talmente evidente l’inconsistenza della sua guida del ministero, visto lo scenario offerto da tutta questa squallida e italianissima vicenda, che sarebbe stato più che giustificato chiedere non solo le dimissioni di Alfano ma anche le sue. E questo, se non in pochissimi casi, la stampa non l’ha fatto. E per quale ragione? Perché Emma Bonino è e contina ad essere sopravvalutata. Da tutti. E quel che è peggio, da se stessa. E non c’è difetto peggiore per chi pretende di essere “statista” di quello di ritenersi indispensabili e soprattutto non criticabili. Di presunzione – e anche mal riposta – la nostra politica ne ha avuta abbastanza. Anche di quella di Emma Bonino.

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