Altri fatti di sangue a Roma. La guerra di mafie capitolina continua

Il porto di Ostia
Il porto di Ostia

Sono passati pochissimi giorni da una serie di operazioni antimafia nella Capitale e già si ricomincia a sparare. E Ostia rimane al centro del conflitto. Il porto, il litorale: gli accessi via mare per il traffico di cocaina.

Il 9 luglio una grande operazione con 50 arresti per il traffico internazionale di stupefacenti. Operazione nata da un’inchiesta che dimostra una collaborazione sulla piazza romana di camorra e ‘ndrangheta. Due giorni dopo, il 10 luglio,  a Ostia operazione contro il clan Spada. Si arresta anche un giovante latitante della ‘ndrangheta alla stazione Termini, Francesco Nirta dei Nirta e Mammoliti. E poi ieri notte (ed era prevedibile in un contesto di instabilità come quello che abbiamo descritto più volte nei mesi scorsi) altro fatto di sangue che coinvolge il clan Spada.

Leggiamo da Il Messaggero

Misteriosa sparatoria con doppio accoltellamento nella notte a Ostia. Ottavio Spada, 24 anni, indagato dalla Dda di Roma per usura, estorsione e spaccio oltre che per le vicende legate al tentativo del controllo di imprese balneari da parte della criminalità organizzata, è stato attinto da un colpo d’arma da fuoco ad una gamba.

Questi i fatti. A mezzanotte e mezza arrivano al 113 ed ai carabinieri diverse segnalazioni di una lite furibonda e colpi di pistola in strada, in via Costanzo Casana. Quando le pattuglie arrivano sul posto, davanti ad una sala slot machine, non c’è più nessuno ma sono evidenti diverse macchie di sangue sul marciapiedi oltre che un proiettile piantato sul muro di una palazzina.

Vengono allertati tutti i pronto soccorso di Roma e dopo mezz’ora arriva l’indicazione che al Grassi si sono presentati due noti pregiudicati di Ostia in codice rosso per ferite da taglio. Si tratta di un 44enne e di un 35enne, accoltellati rispettivamente ad un polmone ed al collo. Per entrambi si impone l’immediato intervento chirurgico ed il ricovero in prognosi riservata.

Un’ora dopo al pronto soccorso del San Camillo chiede di essere medicato invece Ottavio Spada. Riferisce di aver sentito un bruciore ad una gamba mentre passeggiava su circonvallazione Gianicolense e di essersi accorto che sanguinava solo dopo essersi toccato la parte. La ferita è superficiale ed il sinti, coinvolto in recenti indagini di Dda e Squadra Mobile di Roma per il duplice omicidio di Giovanni “Baficchio” Galleoni e Franco “Sorcanera” Antonini, viene dimesso subito dopo le cure. I carabinieri, agli ordini del maggiore Sebastiano Arena, ovviamente non credono al racconto di Spada e ritengono che sia coinvolto nella rissa sanguinosa di via Casana.

Sorvoliamo l’attacco del pezzo (qui di misterioso c’è solo l’incapacità per più di due anni di definire “mafisoso” il bagno di sanngue che colpisce la capitale) e il pudore assurdo di dire chiaramente che si tratta di fatti legati alla presenza di un potere mofioso a Roma di dimensioni incredibili. Ma è evidente che qualcosa stia succedendo. Qualcosa di grave e che impone la massima attenzione e la massima trasparenza da parte delle istituzioni e della stampa.

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