Aspettando una sentenza. Sapendo che si sta solo prendendo tempo

È oggi la sentenza della corte costituzionale sul “legittimo impedimento”. Silvio Berlusconi, se non venisse riconosciuta una sorta di “buona condotta politica” si troverebbe costretto a alzare ancora di più il tiro contro la magistratura pur di non riconoscere la pioggia di pesantissime ulteriori sentenze che a pioggia gli pioverebbero sul capo: Ruby, diritti Mediaset e quel mezzo miliardo di euro di risarcimento a De Benedetti nel processo sul lodo Mondadori. E non abbiamo dubbi che il cavaliere andrà, in caso di parere contrario da parte della consulta, a forzare con il ricatto del ritiro della fiducia al governo in un estremo tentativo di avere ancora agibilità politica aggirando “l’interdizione ai pubblici uffici” che lo porrebbe fuori definitivamente dalla vita pubblica e politica e cancellerebbe per sempre le sue ambizioni di finire la sua carriera al Quirinale. Se invece Silvio vincesse metterebbe definitivamente in archivio l’idea di diventare (noi, Italia) un paese normale fondato sul diritto e l’egiaglianza.
Tutto questo sta per avvenire in un clima surreale. Con un Pd in affanno a causa delle divisioni su esecutivo e maggioranza e ormai impegnato in una durissima battaglia congressuale. Con il governo che fa poco e quel poco che fa è raffazzonato e balbettante visto il continuo esercizio di veti incrociati all’interno della spuria maggioranza che lo tiene in piedi. Con lo tsunami grillino che si sta rivelando un bluff virtuale e i battaglioni dei cittadini parlamentari impegnati solo ed esclusivamente a farsi una guerra senza quartiere fra loro e a mettere in scena una parodia grottesca di quello che fu lo stalinismo più becero con tabto di caccia alle spie e traditori e i piagnistei patetici di chi non riesce a svincolarsi dalla realtà riflessa in uno specchio.
La risposta alla crisi (economica, sociale, politica e culturale) lo sappiamo benissimo che non verrà da questo parlamento (tutto) e da questo governo. Il ceto politico vecchio e nuovo (compreso quello espresso dal M5S) ha dimostrato la sua impotenza.
E noi aspettiamo, nel pieno di questa estate che si annuncia terribile e disperata. Aspettiamo la sentenza sul legittimo impedimento. Se questo non è indice del nostro livello di disperazione, che altro è?

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One thought on “Aspettando una sentenza. Sapendo che si sta solo prendendo tempo

  1. L’INCUBO DEL REGIME
    Nonostante le tasse che pagano le sue aziende contribuiscano riccamente al mantenimento dello Stato e ad ingozzare persino i suoi stessi persecutori, viene
    Diffamato da certi giornali e programmi televisivi perché vuole impedire le diffamazioni cambiando il modo di informare…
    Contestato e deriso dalla stampa estera, la quale viene istigata da certa stampa nazionale…
    Inquisito da certi magistrati che non vogliono rinunciare ad una comoda vita di scandalosi privilegi, impedendo che si inserisca nella legislatura la responsabilità delle loro inquisizioni…
    Attaccato da certi sindacati perché vuole eliminare quelli che proteggono gli enti inutili, le cooperative rosse e quei sindacalisti che, non avendo mai lavorato, pretendono di difendere i diritti dei lavoratori…
    Perseguitato da un regime che non vuole rinunciare alla sua vecchia ideologia, la quale ha e sta provocando tanti danni in certi paesi…
    Il cavaliere continua la sua tenace battaglia, a volte con umorismo ma decisa, per impedire che il regime, di nuovo pelo ma di vecchio vizio come il lupo, riesca ad imporre al popolo italiano le sue perverse aspirazioni.
    – da CocoMind.com – La voce del dissenso

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