Ignazio Marino vince a Roma. Ora inizi la ricostruzione dopo l’Era Alemanna #eleRoma

foto

È finita, speriamo per sempre, l’Era Alemanna. Che non è stata solo incarnata dal peggior sindaco a Roma negli ultimi vent’anni, ma ance e troppi da quei poteri e favoritismi e affari a cui Alemanno e i suoi hanno aperto le porte. L’Era Alemanna è stata una delle punte più disastrose del berlusconismo, aggravata dallo sdoganamento di estremisti di destra trasformati dal tempo e dalla corsa al potere in amministratori famelici di potere, posti e piatti pieni dove affondare le fauci. Ci vorranno anni per sapere quale sia stato il livello raggiunto e nel calcolare quali siano stati i danni inferti a questa città. Umiliata, incattivita e incupita. Che grazie al cielo ha trovato nel voto (e perfino nel non voto) la forza di chiudere questo desolante capitolo. Perfino gli elettori di centro destra hanno trovato difficile puntare su Alemanno e in molti si sono rifugiati nell’astensionismo. È stato un banchetto inaccettabile anche per loro.

Ignazio Marino, indigesto al Pd, non allineato, sponsorizzato da Sel più sul piano nazionale che da quello locale, ha vinto. Ha vinto prima di tutto contro le resistenze degli apparati locali e nazionali del suo stesso partito. Poi ha vinto mostrando la sua faccia da “secchione” a volte goffo quando si trovava davanti le finezze tutte tattiche della politica politicante, ma sempre efficace nell’affrontare il dialogo diretto, l’esercizio dell’ascolto e la coerenza di un’idea totalmente alternativa al centro destra e al berlusconismo. E ha mostrato un’idea di città chiara: una città moderna, trasparente, efficiente e solidale. Una città comunità che si apra anche all’esterno. Una città dei diritti che neghi quella degli affari e dei favori, una città che superi le ombre di una gestione catastrofica e populista del centro destra con un progetto chiaro fondato sull’inclusione.

Povero Marino. Avrà un mare di difficoltà da affrontare per riuscire a condurre in porto il suo progetto. A partire dalle allergie che provoca già solo il suo nome nel ceto politico del Pd, rottamatori e ipotetici giovani inclusi. E si troverà poi a mettere mano a una città pesantemente inquinata da parentopoli, affari, blocchi di potere. Roba da far tremare i polsi mettere mano nel sistema imposto da Alemanno e dalla sua corte.

Sarà ai romani, ora, dargli una mano. Perché da un disastro come L’Era Alemanna non si esce solo attraverso l’esercizio del voto e una delega. È una città intera che deve reagire e mettersi in gioco.

Personalmente mi rasserena sapere che oggi a Piazza del Campidoglio non ci saranno fascisti a salutare un sindaco con il saluto romano. E non è poco.

Posted using Tinydesk blog app

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...