Un voto per ricominciare da Roma. Un invito a andare a votare. La vittoria non sentiamola in tasca

In molti danno per certa la sconfitta di Gianni Alemanno al ballottaggio di domenica e lunedì a Roma. Non mi fiderei. Quello che si muove dentro e dietro questa amministrazione è ancora molto forte e capace di sorprese. Alemanno ha garantito poteri economici e politici, appetiti famelici, per cinque anni. Poteri che hanno saccheggiato e umiliato Roma come nessuno aveva fatto finora. Neppure Giubilo negli anni ’80 era arrivato a tanto. Per chi se lo ricorda, quell’ex sindaco democristiano con un passato nell’estrema destra eversiva (come non vedere l’analogia con l’oggi) riuscì a fare cose incredibili, come approvare duemila delibere in una notte prima che arrivasse il commissario che lo sostituì. Alemanno ha superato perfino quelle vette che si pensavano irraggiungibili. Parentopoli, gare (tpl) con un unico concorrente, scandali, sperperi, gestione dell’abbandono, ex estremisti di destra promossi a dirigere aziende o nei posti chiave dell’amministrazione, affari e soldi a fiumi senza nessun effetto positivo per la città, cancellazione di ogni oggetto “comunitario” della capitale, tagli alla cultura, manutenzione inesistente, mega progetti mai andati in porto o se arrivati a conclusione inefficienti se non del tutto sbagliati, consegna della città per omissione e disattenzione alla criminalità organizzata.
Potrei continuare. L’ho fatto nell’ebook L’Era Alemanna edito per http://www.isiciliani.it . Ma quello che credo sia indispensabile ora è chiarire due punti.
Ignazio Marino non è ancora sindaco. Quindi domenica e lunedì è indispensabile andare a votare. Sia quelli che lo hanno già votato sia gli elettori della liste Medici, Marchini e M5S. È impensabile rischiare di riconsegnare questa città ad Alemanno. Secondo, Marino comunque vada ha bisogno di un netto e inequivocabile e popolare risultato elettorale. I danni creati dal centro destra a Roma sono enormi e per fare quelle scelte necessarie a ridare fiato e speranza a questa città è indispensabile che il suo progetto sia sostenuto da subito da una maggioranza non di “ceto” ma di “popolo”.
Non penso tanto alle liste e ai candidati che sono stati esclusi al primo turno. Penso agli elettori. A tutte quelle persone che vogliono ridare senso a questa città umiliata dal peggior centrodestra possibile che l’ha umiliata in questi terribili ultimi 5 anni.

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