La paranoia è una brutta bestia. Ancor peggio se è a cinque stelle

Ogni giorno una scarica di adrenalina. Altrimenti ci si addormenta. Insulti, minacce, intimidazioni, annunci (che non si avverano mai), liste di nemici e traditori e spie, complotti, dichiarazioni di guerra, sudore e saliva sparsi sul popolo osannante (pare). E poi i soliti sondaggi sul blog per legittimare qualsiasi insulto o tentativo di intimidazione.

Grillo è in difficoltà. Anzi, è in paranoia nera. Ha capito che il giocattolo gli sta sfuggendo di mano e quindi spara sempre più in alto. E i nemici sono sempre gli stessi: il Pd molto più del Pdl, la Kasta (ormai talmente allargata da essersi trasformata in piovra indistinta) e ovviamente la stampa tutta (fatta eccezione per Il Fatto che comunque fatica non poco a non sputtanarlo a tutto spiano nonostante il guardiano/censore Travaglio si affanni a tenere la barra sulla rotta segnata da Casaleggio).

Senza parlare poi degli italiani restii a “credere assolutamente credere” e ancor meno o “obbedire e combattere”. Chi non crede e ha votato (in passato) il movimento o si è sbagliato o é in malafede o peggio un provocatore. La logica di queste affermazioni mi sfugge, se poi c’è qualcuno in grado di interpretare il verbo.

Anche gli amici sono finiti nel tritacarne, ovvio. Non si può criticare neanche in amicizia. E soprattutto non si fanno domande. Ogni Rodotà e Gabanelli in circolazione sono avvisati.

E gli adepti? Ascolto dichiarazioni sparse di alcuni parlamentari M5S. Ripetono a memoria il verbo, giurano fedeltà assoluta, negano la batosta elettorale, dicono che va tutto bene, tutto bene, tutto bene… Ma li vedi che hanno quell’espressione lì, un misto di imbarazzo e di paura di essere cacciati dall’oratorio dal parroco. Questa sarebbe la novità politica del terzo millennio? Il consenso basato sulla minaccia di essere cacciati dalla “chiesa”? Gioco facile per il potere (quello vero) assorbire, minimizzare e usare il delirio altrui per imporsi invisibile e senza fatica. Volevano le larghe intese imponendole come inevitabili. Ci sono riusciti e Grillo gli ha dato un gran mano. Volevano smontare il centro sinistra incarnato da Bersani e Vendola? Bastava aspettare che Grillo cucinasse Bersani a fuoco lento. È davvero interessante, e inaspettato, trovarsi appesi agli umori di un caso clinico.

Ps (mi piacerebbe sapere nel racconto del M5S dove si inserisca l’olio di ricino. Nel fascismo della prima ora -quello buono- oppure in quello della seconda -quello cattivo-? Così, una piccola curiosità…)

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