Il sommoVimento M5S. La paranoia vittimista è arrivata alla frutta

Grillo accusa gli italiani che non lo hanno votato alle amministrative. Gli altri volti del movimento (pochi e ormai macchiettistici) negano l’entità dell’onda di ritorno dello tsunami che li ha travolti. Inizia la caccia ai traditori e alle spie (non si è mai interrotta essendo la principale attività dei prodi cittadini stellati). Il video cantore delle gesta grillesche scappa dall’Italia con un video messaggio che è una roba da studio di casi clinici, il prof Becchi si lancia in una roboante imitazione di Nostradamus. Rabbia, rancore, paranoia, ossessione. Milioni di speranze di cambiamento (di milioni di cittadini che li hanno votati) si sono infrante sul muro di una realtà raccapricciante. Non si tratta di un movimento, o meglio, di un movimento di opinione e protesta, ma di un oggetto gestito da una setta con tutti i comportamenti paranoici tipici di una setta. Il Guru, l’entità in ombra che disegna strategie, i sacerdoti di secondo livello, gli iniziati, i censori. Tutto il resto è noia.
La letterina resa pubblica ieri della capogruppo Roberta Lombardi ai suoi colleghi è da manuale. Descrive l’ossessione interna del cerchio degli iniziati di far conoscere (a chiunque, anche agli adepti) la realtà interna a quel club. Non vivono mica bene gli iniziati. Sospettano continuamente l’uno dell’altro, si minacciano e si intimidiscono, sono sotto continuo controllo da parte degli uomini del Guru e dello Stratega, non si fidano di nessuno e meno che mai dei propri compagni. Un inferno deve essere vivere così. Ma è così che si tiene in piedi una setta e così è stata messa in piedi la struttura e la selezione degli adepti.
C’è un ultimo dettaglio che vorrei segnalare. Con tristezza. Che un cronista con anni di esperienza come Nicola Biondo si sia prestato a fare il commissario politico in perfetto stile stalinista con tanto di circolari intimidatorie nei confronti dei parlamentari. A quanto pare iscrivendosi al modello di giornalismo tollerato dal Guro e dallo stratega.
L’unica cosa che mi viene da dire a questo punto è semplicemente: quale spreco.

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