Il Guru paranoide affonda la sua creatura ( #M5S ) nel ridicolo. E Ro-si-ca quando si accorge che Ro-do-tà pensa… pensa te

I maestrini dalla penna rossa- Blog di Beppe Grillo

Grillo ha sicuramente dei problemi gravi. Non tanto perché in meno di tre mesi ha buttato nella tazza del cesso più della metà dei voti che aveva conquistato, e neppure perché ci sono alcuni dei suoi adepti/chirichetti/iniziati che si stanno iniziando a domandare in che cavolo di verminaio paranoide si sono andati a infilare (fra un po’ si troveranno ad essere accompagnati al bagno da qualche commissario inviato da Casaleggio). La vera ragione è che non regge la tensione, il contraddittorio. Finché è osannato, finché riesce a farsi percepire dai propri adepti come messia (l’unico in grado di salvarli dalla catastrofe), va tutto bene. Ma quando si trova davanti a persone che non si lasciano ipnotizzare dal verbo o, peggio, che fanno domande, si pongono dubbi e li espongono, perde il controllo. Perde la percezione di se travolto da un crollo emozionale inarrestabile e soprattutto incontenibile.

Prima c’era stato il tradimento di Milena Gabanelli, che aveva posto delle semplicissime domande a lui e al movimento nella trasmissione Report che conduce da ben prima che Grillo si immaginasse di essere un leader/messia. Lei, Milena, che era la sua candidata numero uno per il Quirinale. Nessun rispetto per il messia, nessuna gratitudine. Tradimento!

Ora se la prende con Rodotà, su cui lui e i suoi hanno condotto una battaglia ferocissima per portarlo al Quirinale. Traditore, servo dei comunisti e del Pd o peggio di Sel. Fulmini e saette. Ingrato vecchiaccio! Non si genuflette, non si mette alla sua sinistra (la destra è occupata da Becchi), non si fa spiegare la verità da Gianroberto. Rodotà! Da candidato alla qualunque a merdaccia di cane. In men che non si dica. Pensa, Rodotà, ragiona e parla senza aspettare la circolare di Nicola Biondo. Impensabile! Orrore!

Leggiamo il verbo da poco comparso sul blog/bibbia http://www.beppegrillo.it

Dopo le elezioni comunali parziali che storicamente, come qualsiasi asino sa, sono sempre state diverse come esito e peso rispetto a quelle politiche, c’è un fiorire di maestrini dalla penna rossa. Sono usciti dalle cantine e dai freezer dopo vent’anni di batoste e di vergogne infinite del loro partito, che si chiami pdmenoelle o Sel, non c’è differenza. In prima fila persino, con mio sincero stupore, un ottuagenario miracolato dalla Rete, sbrinato di fresco dal mausoleo dove era stato confinato dai suoi a cui auguriamo una grande carriera e di rifondare la sinistra. E’ tornato in grande spolvero il supercazzolaro che non sa nulla né di Ilva, né degli inceneritori concessi alla Marcecaglia, è come le vecchie di “Bocca di Rosa” “Si sa che la gente dà buoni consigli/ se non può più dare cattivo esempio“.

Il gigantismo (la percezione distorta di se) è come l’orchite. In un modo o nell’altro ti fa andare fuori di testa. Sempre se non lo sei già, ovviamente.

P.s. (E spero che il fantasma di Fabrizio De André lo perseguiti nel sonno per uso improprio e doloso e distorto dei suoi versi)

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