La frattura fra politica e società in questo voto amministrativo. Un pericolo per la democrazia

Primo dato. Ha vinto la sfiducia nei partiti. E nella politica. Che si è trasformata in resa. Metà degli italiani chiamati ieri e oggi alle urne hanno scelto di restare a casa. Meglio il derby Roma Lazio, meglio il pranzo della domenica (casomai comprato al discount) che esercitare il proprio voto. Un disastro, non una protesta. Un pericolo gravissimo per la democrazia e non solo l’esercizio di un diritto.
A Roma poi siamo all’apice del fenomeno. Emerso nonostante i 5 anni disastrosi dell’amministrazione Alemanno che in una situazione normale avrebbero scatenato una corsa al voto popolare per cancellare questa bruttissima esperienza. Ma la situazione non è normale. Come può esserlo quando Pdl e Pd sono al governo insieme a livello nazionale e a Roma, la capitale, si fanno campagna contro? Che messaggio si sta inviando alla società se non quella dell’esercizio disperato della gestione del potere da parte di un ristretto ceto politico? Gli elettori romani, fatalisti e smaliziati, hanno preferito stare a casa. Lo hanno preferito persino all’andare a votare Grillo o Marchini. Il primo visto solo come uno strumentalizzatore populista della protesta verso la politica, il secondo come l’ennesimo imprenditore che si butta in politica con una propria lista personale nonostante sembra che si attesti poco sotto il 10%.
Il risultato di Marino (che supererebbe largamente Alemanno) è certo importante e positivo. Ma è stato ottenuto proprio grazie alla personalità di Marino letto come lontano dai giochi di potere interni del Pd e grazie al sostegno della sinistra rappresentata da Sel. Ma ora il gioco si farà pericoloso nel ballottaggio. M5S cala (parecchio) e Marchini pesa. Cosa faranno ora questi due oggetti politici? È tutto da capire. E l’aria che tira non è delle migliori.
Le responsabilità del centro sinistra sono enormi. Il loro atteggiamento – e parlo ovviamente del Pd- negli ultimi mesi, l’eterna guerra interna, il mancato appoggio a Marino (solo Epifani e solo a fine campagna ha timidamente messo in campo la propria faccia e un po’ di risorse) hanno convinto i propri elettori che era meglio stare a casa, tanto non sarebbe cambiato nulla.
Un disastro. Una situazione pericolosissima. Una frattura verticale fra politica e società insanabile da chi ha gestito il consenso in questi decenni.
Se ne prenda atto. E si faccia ora un vero passo indietro. E si ricominci a fare politica e non una goffa parodia come quella messa in scena dai gruppi dirigenti nazionali e locali fino ad oggi.

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