Fiom in piazza e le mille attese e difficoltà. E qualche tentativo di strumentalizzarla (#M5S)

Dicono che il M5S abbia aderito alla manifestazione di oggi della Fiom a Roma. La notizia non mi stupisce, anzi mi aspettavo che lo facesse e proprio all’ultimo momento utile come ha puntualmente fatto. Dopo le uscite xenofobe di Grillo sul blog/organo ufficiale del movimento, dopo gli attacchi scomposti e spesso deliranti al sindacato (tutto Fiom compresa) e alla sinistra e in particolare a Sel, dopo gli evidenti e ormai non più occultabili problemi di democrazia interna con espulsioni, commissari politici che controllano e documentano ogni parola e espressione degli eletti e la minaccia di black list e soprattutto dopo la netta presa di distanza di Stefano Rodotà da queste “uscite” di Grillo & co, era necessario rassicurare elettori e attivisti a cinque stelle a una settimana dal voto amministrativo in molte città italiane e in particolare a Roma.
Credo anche che Grillo e soci abbiano messo in conto la possibilità di contestazioni dall’interno del corteo. Un buon modo di conquistarsi ulteriore visibilità cavalcando iniziative altrui, devono aver pensato gli strateghi della comunicazione della Casaleggio associati.
Dicono che il Pd non ci sarà oggi al corteo della Fiom. Solo qualche esponente e a titolo personale. Inevitabile visto in quale imbuto si sono andati a infilarsi e democrat con il governo delle larghe intese. In realtà qualche carta se la potevano giocare, visto che ieri erano riusciti a trovare un miliardo per la CIG e che sono riusciti a bloccare il mancato rinnovo dei contratti per i precari della pubblica amministrazione. Ma è ormai evidente che qualsiasi cosa che abbia anche il retrogusto di “sinistra” ai dirigenti del Pd da venire l’orticaria, quindi era un passaggio prevedibile questa mancata presenza. Prevedibile, non inevitabile. Dopo tutto questi sono i tempi in cui la schizofrenia “liberale e socialista” incarnata dal favorito per il prossimo congresso Chiamparino è diventata la linea ufficiale di un partito in fase di dissolvimento.
Anche la Fiom, e la CGIL tutta, hanno i loro bei problemi da risolvere. Landini ha avviato in questi anni una frattura con la “casa madre” difficilmente sanabile. Per la prima volta il segretario di una delle categorie si è posto in diretta opposizione all’interno della segreteria generale. Non lo aveva fatto Rinaldini prima di lui, non lo avevano fatto i suoi predecessori. Questo ha isolato la Fiom e incrinato gli equilibri interni alla direzione confederale. A dargli una mano, certo, c’è stata anche la Camusso che ha messo in fila una bella serie di errori nell’aria gestione, non ultimo l’abbraccio stritolante con il Pd di Bersani. Il congresso si avvicina e malumore cresce. E in molti danno come improbabile una riconferma del primo segretario donna della CGIL. Anche se, ed è necessario dirlo con chiarezza, la Camusso ha ereditato tutte le conseguenze della non proprio esaltante gestione Epifani (oggi premiato, e non è un caso, con la segreteria del Pd anche se temporanea).
Inoltre, non me ne voglia il leader della Fiom, la formazione tutta interna al sindacato di Landini non è certo quella di Rinaldini, sia nella contrattazione che nel metodo e nella gestione dell’esposizione politica. Altra storia, altra scuola e altra formazione quella di Rinaldini, sia sul piano sindacale sia, soprattutto, su quello politico.
In ogni caso la manifestazione di oggi ha un’importanza enorme per la sinistra. E l’ho già chiaramente scritto giorni fa. Il protagonismo della Fiom oggi è fondamentale per riportare visivamente il lavoro al centro della politica. Gli uomini e il quadro sono questi e vanno sostenuti. Ma senza dismettere attenzione e critica quando necessario. L’unica cosa che mi auguro è che non diventi maggioritaria nella Fiom (in quanto sindacato) la suggestione di puntare alla creazione di un “partito del lavoro”. Creare l’ennesima formazione a sinistra dissolverebbe la Fiom e il suo ruolo di argine al neoliberismo selvaggio sui luoghi di lavoro. Un partito è oggetto volatile, soprattutto oggi in questa fase post ideologica. Un sindacato invece è oggetto radicato nella storia e nel lavoro di un intero popolo. Qualcosa di più e oggi più importante di un partito.

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3 comments

  1. http://miccolismauro.wordpress.com/2013/04/30/cremaschi-buttato-gi-dal-palco-da-cgil-cisl-e-uil-dissentiva/
    di Giorgio Cremaschi

    Nella mia lunga esperienza sindacale non mi era mai capitato di vivere in prima persona la scena madre del film ‘L’uomo di marmo’.. Ora mi è successo. Ero sfuggito alle maglie strette della selezione preventiva di coloro che avevano diritto a partecipare alla riunione degli esecutivi CGIL CISL UIL. Su circa 150 persone ero la sola in dissenso con la proposta sulla rappresentanza illustrata dalla relazione di Bonanni.

    Ho pertanto presentato la mia regolare richiesta di intervento, a cui non ho avuto alcuna risposta da una presidenza che guardava le nuvole. Allora, conclusa la relazione sono intervenuto con una mozione d’ordine, chiedendo di sapere se il dibattito era aperto a tutti i partecipanti che formalmente ne avevano il diritto oppure no.(…)

    Angeletti mi ha risposto a nome di tutta la presidenza di no, parlavano solo gli oratori concordati preventivamente dalle segreterie… A questo punto ho detto che fare una riunione sulla democrazia ed escludere preventivamente chi è in dissenso, anche se avrebbe tutti i diritti di intervenire, è una precisa rappresentazione di ciò che si vuole fare.

    Ero solo in quella sala a non essere d’accordo, che paura avevano di sentire le mie ragioni per 5 minuti? Ma non volevano proprio sentirle e quando la mia indignazione mi ha spinto a dire alle loro facce ipocritamente sorridenti che si dovevano vergognare e che in fondo la loro intolleranza corrispondeva a quello ha stavano decidendo sulla rappresentanza, cioè la cancellazione del dissenso, sono esplosi.

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