Il Pd che si immola sui suoi conflitti interni. Trascinandosi dietro l’idea di sinistra e immobilizzando il cambiamento

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Poche righe. Di totale pessimismo. Non ho alcuna speranza che il Pd, a partire dall’assemblea nazionale di domani, sia in grado di individuare un percorso per uscire dalla palude in cui, con le proprie mani, si è cacciato. Troppi conflitti interni, troppe vendette fra vecchi e presunti nuovi dirigenti da consumare. E nessuna progettualità per il paese che vada oltre a quale ritorno politico (di prestigio e visibilità) per  una o l’altra delle ormai innumerevoli e indecifrabili correnti e sotto correnti che compongono la direzione del partito. E non credo che neanche un prossimo congresso possa dare un’anima e un progetto a questo strano oggetto politico figlio spurio della vittoria del centrosinistra nel ’96.Bersani è stato scannato sull’altare sacrificale delle larghe intese. Con lui Romano Prodi. Ma nessuno sembra aver fatto i conti con un corpo elettorale che di larghe intese proprio non voleva sentir parlare figuriamoci a farle. I giovani (che siano “turchi” o “renziani”) sembrano più feroci e famelici dei vecchi dirigenti. Fra l’altro senza aver alcun accenno dello stesso livello di formazione culturale e politica. I vecchi si scannano da vent’anni, dalla porcata fatta alle spalle di Occhetto, proseguita con il conflitto eterno fra D’Alema e Veltroni e poi con le miserie dei tranelli di D’Alema sulle spalle di Prodi. E mi quereli pure, il caro Massimo, ma sono assolutamente convinto e lo ripeterò qui e sempre che sia stato lui a preparare la congiura ai danni di Bersani e Prodi sul voto per l’elezione della presidenza della Repubblica. Il paese ne ha riconosciuto la firma, non si illuda.

Certo qualche voce, come quella di Civati e Barca, che parli di politica vera e non di condominio privato c’è. Ma ormai sembrano dei corpi estranei a un partito che ha deciso di suicidiarsi trascinando nel suo suicidio tutta l’area progressista sopravissuta a vent’anni di berlusconismo e al sempre meno camuffabile tentativo di Grillo di emulare le gesta mussoliniane messe in atto (oggi come allora) per portare a implosione il sistema democratico e parlamentare e per sostituirlo poi con il plebiscito e l’autoritarismo carismatico.

Si assumeranno le responsabilità di tutto questo i dirigenti del Pd? Non credo.

Non è possibile essere ottimisti davanti a questo miserabile spettacolo.

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