Verso le elezioni a #Roma. Da l’Era Alemanna (ebook ed @isiciliani) questi cinque anni di degrado

di meo

Un Brano dall’ebook di Pietro Orsatti edito da http://www.isiciliani.it “L’Era Alemanna” che racconta la “fame” dell’epoca Alemanno

E’ possibile acquistare (a 3€) l’ebook L’Era Alemanna (diario e reportage nella Roma imbarbarita da 5 anni di amministrazione Alemanno).

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L’Era Alemanna fa impallidire il disastro messo in piedi dal sindaco Giubilo negli anni ’80. Quel
Giubilo che era diventato democristiano dopo una lunga militanza in quella destra (proprio la
stessa) da cui proviene Gianni Alemanno. Giubilo creatura dello “squalo”, Vittorio Sbardella,
passato alla storia per la sua giovanile partecipazione all’assalto della libreria Rinascita e
poi per le 1200 delibere approvate nella notte che precedette la cessazione dei suoi poteri e
l’insediamento del commissario prefettizio. Alemanno è riuscito a superare perfino quelle vette
che si credevano irraggiungibili.

Oltre alle due parentopoli Ama e Atac c’è una lista impressionante di fatti e episodi: il
consulente del suo Gabinetto Giorgio Magliocca indagato per concorso esterno alla Camorra in
seguito e dopo un lungo iter giudiziario scagionato da ogni accusa e anzi probabile vittima di
una “mascariata” messa in piedi dalla criminalità organizzata per colpire lui e forse condizionare
in qualche modo le azioni future di Alemanno; la moglie Isabella Rauti indagata anche lei per
concorso in abuso di ufficio; gli ex terroristi NAR assunti nelle partecipate; le truffe sul sale da
spargere sulle strade durante la celeberrima emergenza neve del 2012 con il suo corollario
grottesco di gaffe e polemiche propagandistiche mentre la città collassava in pochi centimetri di
neve: le gare pubbliche con un solo partecipante (parlo di quella relativa alla Tevere SPA e
all’affidamento di parte consistente del trasporto pubblico su gomma); le figuracce del GP di
automobilismo e delle Olimpiadi (e delle ipotesi di speculazioni immobiliari mai abbastanza
indagate come motivazione di quelle due candidature e probabilmente collegate alle ipotesi di
variazioni del PRG se le due iniziative fossero andate in porto). E ancora, il suo addetto stampa
che misteriosamente compare sul luogo di uno stupro alla vigilia delle elezioni; la prova di forza
in consiglio comunale – sfregio al risultato del referendum sull’acqua pubblica – per la
privatizzazione della partecipata Acea; il tentativo fallito, in concerto con il governatore della

Regione Renata Polverini, sulla gestione dei rifiuti di favorire i soliti noti nell’affare colossale
della gestione dei rifiuti della capitale fino all’inevitabile collasso (con tanto di procedura di
infrazione avviata dall’Unione Europea) cercando prima di far partire una discarica davanti alla
Villa D’Este di Tivoli (contro la quale si è pronunciata perfino l’Unesco) poi di favorire dopo un
balletto patetico mirato a determinare, come unica scelta possibile davanti a un’emergenza da
loro stessi creata e alimentata, la proprietà della discarica di Malagrotta (ormai satura) con la
creazione di un’altra discarica in un territorio già compromesso e a rischio da decenni o
dell’impianto Malagrotta 2 come è avvenuto a un mese e mezzo dalle elezioni.

E come potremmo dimenticare, poi, gli affari e affarucoli della sua corte fra “magnate” di pajata
con Bossi e feste dei cortigiani? Un’orgia di sottopotere esplosa sotto il suo regno e di quello
della sua “socia” Renata Polverini governatrice della Regione.

E non dimenticherò di certo quella guerra di mafia in corso da almeno due anni per il controllo
del racket e del traffico di droga negata a ogni morto ammazzato per strada (e ormai si parla di
decine e decine di omicidi). Negata perché “la mafia a Roma non esiste”.

E ancora la beffa del comune che si presenta parte civile al processo sull’Ama ma solo per
difendere l’immagine del sindaco danneggiata, si dice, da quella vicenda. La sua immagine non
la città, non confondiamoci.

Tutto questo c’è nell’Era Alemanna, ma non descritto attraverso un’esposizione asettica di
fatti, ma nel racconto di questa città che si degrada giorno per giorno grazie a questa gestione
disastrosa. Un racconto partigiano. Come scriveva Saverio Lodato nell’introduzione del libro
Quarant’anni di Mafia, non troverete in questo libro “un resoconto algido e asettico di quelle
vicende, non essendo stato, io, inviato in terra straniera”.

 

20130424-085801.jpgE’ possibile acquistare (a 3€) l’ebook L’Era Alemanna (diario e reportage nella Roma imbarbarita da 5 anni di amministrazione Alemanno).

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