L’attesa. E i mille veti e ricatti attorno al tentativo di Enrico Letta

Aspettiamo. Che prenda forma questo governo sempre che ci si riesca. Perché Enrico Letta, che ci sta provando (seriamente), non è certo di portare a casa il risultato. Un risultato che in ogni caso mi vede molto critico. Perché un governo vero con Berlusconi, Brunetta, Monti non è possibile farlo. Perché non si può cedere rinunciando a ogni possibilità di immaginare un cambiamento.

E comunque, ripeto, il risultato e tutt’altro che scontato. Per molte ragioni. E vediamo quali.
Il premier incaricato è infatti stritolato fra i veti e ricatti di Berlusconi, che vuole un governo di garanzia (per se), con uomini di peso (suoi) e che salvi la faccia (sua) verso gli elettori (suoi) mantenendo quella promessa demagogica e irrealizzabile fatta in campagna elettorale: la restituzione dell’Imu. Contemporaneamente i montiamo chiedono ministri (loro) e che l’Imu non venga toccata (per salvare la faccia del premier uscente Monti) l’imu e che l’azione del governo Letta segua l’azione indicata dalla cosiddetta agenda Monti.
E già solo davanti a questo tipo di richieste e pressioni Letta dovrebbe operare un mezzo miracolo per formare il governo. Ma sul groppone il giovane Enrico ha anche il problema della crisi del Pd da non far precipitare. Oltre a Violante e D’Alema che “pretendono” spazio nell’esecutivo essendo loro l’incarnazione fisica e teorica delle larghe intese. Non da oggi ma da sempre. Oltre alla sinistra del partito da tenere dentro senza far esplodere la destra che è a caccia del sangue di altri da impallinare dopo Bersani, Prodi, Marini e anche Rodotà. Oltre a Renzi che vuole ridurre ai minimi termini il partito per renderlo oggetto della sua unica leadership come il PSI ai tempi di Craxi. Oltre alle minacce ridicole di espulsioni verso qualsiasi motivato e trasparente dissenso.

In attesa di capire come finirà un piccolo segnale positivo comunque c’è stato. La lezione di politica e di coraggio della consultazione con il M5S. Con Crimi e la Lombardi che si aspettavano di replicare l’umiliazione di Bersani in diretta streaming e invece si sono trovati davanti un Enrico Letta che ha respinto e risposto e messo in difficoltà i due stelluti punto per punto. Un bagno di realtà.
Attendiamo, quindi. Per esprimere un giudizio sulle cose e non sulle ipotesi. Dovremo aspettare ancora poco.

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