Il 25 aprile è questo paese. Ai politicanti camuffati da cittadini (#M5S) va ricordato

Ci ha provato Berlusconi per vent’anni a cancellarlo il 25 aprile. Festa della liberazione dal nazi fascismo. Ricorrenza scomoda per chi ha ripetuto per anni che Mussolini aveva fatto bene all’inizio e poi solo in seguito si era “perso”, si era fatto influenzare da quei cattivoni dei tedeschi e aveva fatto degli errori, pover’uomo mal consigliato. Lo ha ripetuto questo tormentone anche nel giorno della memoria di quest’anno. Non dimentichiamolo. Per venti anni ha nobilitato la teoria, posticcia, di un fascismo prima maniera buono e di un fascismo seconda maniera, perché costretto dall’alleato nazista, cattivo. Si tratta di una ricostruzione storicamente e politicamente falsa. Senza i presupposti organizzativi, militaristi e violenti, populisti (cavalcando la crisi politica e economica dopo la fine del primo conflitto mondiale), retorici e ideologici degli albori, il ventennio e la marcia su Roma e l’alleanza con la Germania non ci sarebbero mai stati. Come gli omicidi politici, le persecuzioni, gli arresti, lo sfregio a qualsiasi forma di giustizia e eguaglianza, le follie razziste del colonialismo roboante e le leggi razziali. E la guerra. Tanto per ricordarlo a questo popolo di smemorati, i fascisti della prima ora insultavano, negavano diritto e esistenza e dignità a chi non fosse fascista, e uccidevano, picchiavano, minacciavano, intimidivano esattamente come i fascisti della presunta seconda fase.
Ma Berlusconi non è il solo che sostiene queste fantasie revisioniste. Oggi su questo tema ha dei novelli imitatori. Quei bravi ragazzi dei cittadini-portavoce-megafoni M5S. Che essendo apartitici, apolitici, “a” la qualunque (anche il qualunquismo insieme al populismo contribuirono al successo di Mussolini) cercano di pescare a sinistra e destra consensi per riproporre un modello di “governo del popolo” dove il “popolo” è composto solo da loro. E quindi, sia ideologicamente che per puro calcolo (su Roma sperano di attirare su un eventuale ballottaggio il voto di Casa Pound e Forza Nuova oltre al Pdl) si propongono come goffi imitatori delle tesi revisioniste di Berlusconi.
E non da oggi, come ci ricorda questo capolavoro della cittadina Roberta Lombardi ( https://orsattipietro.wordpress.com/2013/03/05/filofascista-a-chi-a-te-la-fine-logica-del-capogruppo-alla-camera-del-m5s/ ).
Ieri poi hanno raggiunto il massimo della strumentalizzazione, del populismo becero, dell’insulto camuffato da ragionamento politico sulla loro non partecipazione (e poi partecipazione ma perché costretti da ruolo istituzionale) alle cerimonie e manifestazioni per il 25 aprile. Come ben ricostruisce questo articolo di Lettera43 ( http://www.lettera43.it/politica/m5s-roma-polemica-per-la-festa-del-25-aprile_4367592813.htm ).
Il capolavoro, come al solito, ce lo fornisce l’ineffabile cittadino Vito Crimi capogruppo al Senato del M5S che dopo aver citato Calamandrei (strizzatina d’occhio a sinistra) poi ha diffuso un documento dei senatori M5S che apparentemente è un pastrocchio. E che propone infatti “di dedicare ogni anno il 25 aprile ad alcuni articoli della nostra Costituzione. Per farla conoscere meglio a tutti. Quest’anno inizieremo da due articoli che parlano di lavoro e imprese, l’art. 4 e l’art. 41”. Una proposta che in realtà ha l’obiettivo di diluire, se non cancellare, il valore ANTIFASCISTA della festa della Liberazione.
Fumo. Balle. Tattiche. Ormai ci stiamo abituando alle strategie comunicative del movimento per cercare di coprire scivoloni voluti o meno.
Rimane comunque a memoria quello che ha dichiarato il candidato furbetto M5S alla poltrona di Sindaco a Roma Marcello De Vito (che cerca di intercettare il voto fascista dell’estrema destra romana) annunciando la non partecipazione alle manifestazioni di oggi nella Capitale: “Sottrarsi alle solite commedie di chi vuole strumentalizzare la ricorrenza attribuendosene la paternità”.
L’antifascismo, caro cittadino De Vito, non è una strumentalizzazione ma un valore fondante della Costituzione e della nostra Repubblica. Valore. Hai presente il significato della definizione “valore fondante”? No? Beh, imparalo.

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