Ricominciamo? D’Alema annuncia querele, Il Pd cerca le scissioni immaginarie e Berlusconi a vita

direzione-pd-436_jpg_415368877

Di Grillo e della sua corte da oratorio (si sgomita per farsi più vicini al parroco) ho già parlato. La marcetta su Roma, l’incompetenza degli eletti in parlamento, la Lombardi che rischia di diventare il mio tormentone preferito nei prossimi mesi, le folle incendiarie e i pompieri impauriti. Etc etc… Lasciamo decantare il brodo.

Di D’Alema, e del suo passato di killer politico nel Pds e Ds, nell’Ulivo, nel centro sinistra e nel Pd ho parlato a botta calda. Non sono stato l’unico, ovviamente. Il suo curriculum è ben conosciuto e anche le modalità tattiche (se fosse un noire lo chiameremo modus operandi) che ha utilizzato verso Prodi, Occhetto, Veltroni e così via fino ad oggi. Che oggi annunci querele a chi lo ha indicato come l’ispiratore dell’impallinamento a tradimento di Romano Prodi fa sorridere. Anche perché se un leader politico di tale levatura si trova a annunciare querele perché si evidenzia il ruolo che ha avuto in un’operazione del genere significa che è alla frutta. Perché, pensa qualcuno, forse si è reso conto che forse ha superato il segno (ma io non sono così aottimista nei confronti della sua consapevolezza) e che sta per rischiare di manovrare su un partito che non c’è più.

Devo dire qui, e lo ripeto, che anche Renzi probabilmente ha giocato un ruolo nella partita. E’ sempre più chiaro come il sindaco di Firenze non sia tanto interessato a guidare un partito “grande” del centro sinistra, quanto un partito “non troppo piccolo”. Facilmente governabile, quindi, fondato su una leadership “decisionista” , come per esempio la sua. Insomma, un ago della bilancia fra destra e sinistra. Un po’ come fu il Psi di Bettino Craxi, per intenderci.

Ma il Pd è ancora un grande partito, e quindi sia il super tattico dalla coda di paglia Massimino il migliore Jr che il giovin Matteo devono frantumarlo ancora un po’. Creando scissioni immaginarie. Guidate, questo i rumors messi in giro ad arte in queste ore, da Civati (che mi sembra più intenzionato a rompere i coglioni dentro, giustamente), o da Ignazio Marino (che invece pensa solo a non regalare Roma a Alemanno bis o ai Grillini per contop e su mandato del Pd) o ancora – e qui siamo alla fantascienza – da Barca che si è iscritto solo da una settimana e in una settimana ha solo preso schiaffi (da Renzi e dai dalemiani) e che certo non ha fatto in tempo a crearsi un suo gruppo di riferimento. Insomma, si, creaiamo delle scissioni immaginarie sperando che si concretizzono.

Intanto è chiaro a tutti (e anche a molti disperati esponenti del centro destra) che Berlusconi non solo è il vincitore di questa partita, ma che tutta la politica italiana è appessa alla sua capacità di gestire il suo destino biologico. Si, perché come un papa old style rimarrà capo assoluto a vita.

***

In ogni caso la polemica più divertente della giornata è quella nata attorno al ruolo giocato dal web e soprattutto da Twitter. Il Pd ormai si è lanciato in una sorta di caccia alle streghe verso i social media. E qui riprendo Civati e quello che ha scritto sul suo blog questa mattina che mi sembra aver scritto una delle cose più lucide uscite in questi giorni sull’argomento.

Care e-lettrici e cari e-lettori,

il Pd ha deciso: è tutta colpa vostra. Dei vostri tweet e dei vostri commenti. Siete il «popolo della rete», quello che fa sbagliare (!) i parlamentari con le sue indicazioni. Non ci interessa sapere se abbiate una vita o un lavoro (o non l’abbiate). Ci interessa solo poter dire che i vostri tweet (e anche gli sms) sono eversivi.

Non è un problema di età: il gruppo dirigente del Pd la pensa così. Lo pensa Speranza, lo pensa Bersani, lo pensa il segretario regionale della Lombardia, lo pensano gli altri leader. Lo pensa anche Renzi, a suo modo (dice elegantemente: «a ogni cinguettio, c’è qualcuno che se la fa addosso»).

(…)

Peccato che i sondaggi – come quello di oggi – avessero indicato che soltanto una percentuale al di sotto del 10% degli elettori del Pd fosse d’accordo per uno schema delle larghe intese e con il Presidente scelto da Berlusconi in una rosa di nomi da noi proposta (da cui è uscito Marini).

No, è tutta colpa dei social network, dell’inadeguatezza (Bindi dixit) dei nuovi parlamentari, che non hanno idee, no, loro guardano solo i palmari e si fanno dare la linea da generici elettori scatenati.

Ora, se c’è qualcosa di palmare, è la falsità di queste posizioni e l’incredibile scarica barile (punto it) che il Pd sta facendo verso i suoi stessi elettori. Lo stesso faranno tra qualche ora per il governo Pd-Pdl: diranno che quelli che non sono d’accordo stanno sulla rete e non vogliono il bene del Paese.

(…)

A chi mi chiede come vorrei che fosse il Pd, rispondo così.

Che vorrei che quelli-di-sinistra-che-odiano-la-sinistra si levassero di torno, una volta per tutte. Che non è una rottamazione, ma una rivoluzione.

Che non lo vorrei spacchettato in due o tre pezzi, ma che lo terrei unito, su basi diverse, persone diverse, parole diverse.

Che chiederei a tutti quelli che se ne stanno andando di rientrare di corsa, perché possono diventare protagonisti della nuova stagione almeno quanto ora lo sono quelli-di-sinistra-che-odiano-la-sinistra.

Che non accadrà mai più che chi ha perso le elezioni rimanga a dettare legge dopo le elezioni, dicendo di voler salvare il Paese ma in realtà salvando solo se stesso.

Perché il 24 e 25 febbraio, le elezioni le hanno perse i partiti maggiori per colpa delle loro incertezze, le ha perse l’«operazione Monti» e tutti quelli che vi avevano partecipato, le hanno perse quelli-di-sinistra-che-odiano-la-sinistra, perché il M5S è nato per colpa loro.

E adesso quelli-di-sinistra-che-odiano-la-sinistra sono i più sollevati (qualcuno non riesce a celare un vero e proprio entusiasmo). Molti altri, invece, sono fuori dalla grazia di dio. O, semplicemente, fuori dal Pd.

E per me questo è un ragionamento sensato e uno sfogo più che giustificato.

Annunci

One comment

  1. Per quanto riguarda la tua analisi su D’Alema e Renzi sono d’accordo, avevo anch’io l’idea che ci fossero anche loro tra gli accoltellatori di Bersani, anche perché come hai messo in evidenza è lo sport preferito di D’Alema che ora è in lizza, visto che gli è andata buca come presidente della Repubblica e anche come presidente del Consiglio, per il posto di Ministro degli Esteri (conditio sine qua non posta prima di mandare Letta (direi abbastanza democristiano) da Napolitano? Mi sorge il sospetto). No n sono d’accordo Su Civati all’inizio favorevole a Matteo Renzi e ora si tira fuori? Non mi da fiducia. Ma le mie parole vane perché tanto dal PD sono uscita e non ci rientrerò mai più chiunque lo guidi. Non mi aspetto altro che guai dal nuovo governo, vittoria completa di Berlusconi l’im-mortale…..Se Dio non ci mette le mani presto e bene

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...