La linea politica del M5S. Specchio delle mie brame chi è il più rivoluzionario (catodico) del reame?

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Continuano i giochetti del M5S. E i deliri di onnipotenza. Ogni giorno una nuova nel reality più seguito della stagione.
La Lombardi ha aperto la sua guerra personale all’ultimo sangue con la Cassa depositi e prestiti alla quale vuole applicare una prorogatio che a quanto dice l’invasato filosofo del diritto e del rovescio Becchi è un toccasana in ogni situazione. Ci sarebbe voluta anche una prorogatio per gli studi in legge della capogruppo visto che anche ieri ha dimostrato – per l’ennesima volta – di non conoscere l’ABC della Costituzione. “Proroga qui, proroga là, ogni cosa si risolverà”. Ma su questo il prof Becchi non si è pronunciato. La Lombardi sarebbe la classica eccezione che conferma la regola.
Crimi sonnecchia, in aula, al bar, in prima classe e anche al trucco prima di farsi intervistare da Bruno Vespa. Di certo il placido senatore non soffre di disturbi del sonno.
Grillo grilleggia (e evita qualsiasi confronto o domanda) in attesa che Casaleggio parli. E ora Casaleggio parla eccome. Parla sempre più da segretario politico eletto e nominato da se stesso. E vai a scoprire che Grillo non è il magafono del movimento ma quello dell’imprenditore capelluto di Ivrea?
E il candidato presidente cinque volte stellutto? La Gabbanelli ringrazia e dice no. Di mollare un mestiere che fa bene per andarsi a rinchiudere al Quirinale. Stesso dicasi per Gino Strada. Forse potrebbe essere un ministro della sanità ma al Quirinale rischierebbe di trascorrere il suo tempo a correre dietro a corazzieri per tagliargli il pennacchio.
Una domanda, oltre al nome dell’azienda (non ente) che avrebbe certificato il voto online Grillo e Casaleggio hanno già pubblicato il report dei suddetti certificatori? E il numero di votanti? E il report sull’attacco hacker?
Nota a margine. Interessante che sia proprio un personaggio televisivo ad aver raccolto più voti. Alla faccia della tv morta e sepolta e del popolo della rete.
Le assemblee stellute in giro per l’Italia non sono passeggiate per gli eletti. Girano voci di incazzature e polemiche di un mare di attivisti imbufaliti dalle vacanze romane dei cittadini parlamentari. Ma non importa. Gli eletti sono certi che il movimento raggiungerà presto la maggioranza stelluta… Ops, assoluta.
Coccolati, inseguiti e corteggiati. Giocano a fare i politici senza sapere che cosa sia la politica. O meglio, la politica (per come si è ridotta) la conoscono bene. Quella della tattica e del marketing. E delle chiacchere.

Come rivoluzione la meno rivoluzionaria di sempre.

Intanto il paese va in malora, la situazione politica non si sblocca e il paese è attraversato da segnali molto inquietanti (un eco di tintinnar di sciabole. Ma gli stelluti giocano e si bastano, si specchiano e si piacciono. Beati loro.

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