Eletti del #Pd, di #Sel e del #M5S se non vi assumerete la responsabilità del vostro ruolo…

Ancora gli irresponsabili che bivaccano e utilizzano il loro tempo a fare giochi di ruolo. Alla Camera dei deputati. Al Senato. Ora non ci sono più scuse. E soprattutto non ci prendano ancora in giro con le ennesime balle da finte educande e con questo stucchevole scarica barile che ci propongono da quasi due mesi.

Scrivevo ieri, raccogliendo un senso di disagio e di pericolo per il nostro paese che va ben oltre la crisi economica e politica che non è solo mio ma, credo, della maggioranza degli elettori progressisti e di “cambiamento” che hanno espresso il loro voto ormai da 50 giorni:

“Da qui la necessità che ci sia un veloce e certo progresso nel ripristino delle funzioni di controllo e indirizzo da parte della politica. Con un governo che ripristini un quadro di legalità e metta in atto le misure urgenti e la legge elettorale per poi tornare al voto dopo aver rimesso in moto la macchina della democrazia. Ma non un governassimo. Non si possono fare governi con chi rimestando e alimentando e provocando scenari del genere ci ha trascinato in una situazione di reale pericolo per la democrazia italiana. Non ci riescono partiti e movimenti a farsi carico di affrontare con decisione un quadro del genere? Lo facciano i singoli eletti, la Costituzione non solo lo consente ma ne garantisce il diritto”.

E quindi mi rivolgevo a tutti gli eletti del Pd, di Sel e del M5S. Basta giochetti, mettetevi a un tavolo e trovate la soluzione che il vostro mandato di parlamentari vi impone davanti all’opinione pubblica che vi ha eletto.

Questa appello oggi diventa ancora più urgente.

Il nostro paese sta vivendo una crisi epocale sul piano sociale e economico. E non solo. Dopo vent’anni di berlusconismo si è disgregato anche il patto costituzionale, eroso da leggi ad personam, svuotamento etico e legale del concetto di rappresentanza parlamentare e di governo, si sono aperti conflitti insanabili con gli altri poteri dello Stato e della democrazia (gli organi di vigilanza, la magistratura, l’informazione). Il livello di illegalità e di corruzione, grazie a questa aggressione ai pilastri della Costituzione, ha raggiunto livelli inimmaginabili di capillare diffusione perfino all’epoca di Mani Pulite.

E non solo, sempre riprendendo quello che scrivevo ieri:

“leggendo la cronaca delle ultime settimane si può vedere come in corrispondenza di un inedito vuoto di potere vi siano una serie di segnali molto preoccupanti. Il pacchetto bomba recapitato alla redazione de La Stampa, per esempio. E poi la lettera di rivendicazione che annuncia da un lato il nome dell’operazione (“spia”) e dall’altro la presunta matrice “anarchica”. E questo è uno. Contemporaneamente i pm siciliani, e in particolare quelli che stanno seguendo il processo “trattativa”, si stanno trovando al centro di una serie di minacce e segnalazioni di ipotesi di attentato molto preoccupanti che riportano tutti noi indietro di 20 anni. E a rendere ancora più difficile e oscuro questo scenario c’è il conflitto esploso all’interno del Csm in relazione al reintegro di Antonio Ingroia. E poi. Anche la persecuzione arrogante – le dichiarazioni e gli atti a controprova – nei confronti della madre di Aldrovandi da parte di un piccolo ma molto agguerrito “sindacato” di polizia fanno trasparire un clima tutt’altro che rassicurante all’interno di quegli apparati destinati a garantire la sicurezza e la difesa della democrazia. Clima che evidentemente attraversa anche le forze armate dopo la brutta vicenda dei due Marò”.

Vi devo ricordare quante volte nella storia del paese siano saltati i controlli e i paletti che tengono insieme Stato – e apparati – e democrazia? Una storia lunghissima e drammatica che dovremmo avere tutti ben chiara.

Chi è stato eletto in parlamento non conquista una sorta di status di “irresponsabilità” davanti alle proprie azioni politiche. Per me vale, e lo stesso per milioni di italiani, il valore personale della responsabilità politica. “Una questione personale”, scriveva Fenoglio. Si, fare una scelta politica è una questione personale. Lo è per me, lo è ripeto per milioni di italiani, lo deve essere ancora di più per quelli che hanno scelto di candidarsi a rappresentarlo questo popolo.

Mi rivolgo inizialmente agli eletti del Pd e di Sel e ai dirigenti di ogni livello di questi due partiti. Basta! Basta con questo gioco al massacro di utilizzare come arma di politica interna (in funzione congressuale o di riequilibrio delle varie anime e correnti) il sostegno dell’unico governo possibile per il paese. Che è un governo che non può essere costruito con Berlusconi e il Pdl. La coalizione di maggioranza relativa deve essere chiara su questo punto. Basta tatticismi, basta difendere l’indifendibile: dai privilegi all’esercizio estetico della tattica fine a se stessa. Basta avere tentennamenti. Non ci si allea in nessun caso con chi ha creato e alimentato la situazione in cui siamo. E parlo di Berlusconi e il Pdl e il suo alleato Lega. Inoltre, il Pd deve chiaramente assumersi la responsabilità di quegli errori che in passato hanno consentito l’affermarsi e il perdurare del berlusconismo. È vero che se a suo tempo ci su fosse resi indisponibili a determinati accordi con quello che è oggi il Pdl non ci troveremo oggi davanti a una crisi di tali dimensioni. Questo è chiaro agli italiani, che lo sia anche per i dirigenti e gli eletti.

Bene fa Bersani a tenere il punto su Berlusconi e il Pdl. Ma potrà farlo ancora solo se i Renzi, i Letta, i D’Alema e i Franceschini non continueranno a minare la sua azione cercando e spingendo a un accordo per un governo “comunque”. Per puro calcolo politico interno e non certo per l’interesse del paese.

Poi mi rivolgo agli eletti del M5S. Siete stati mandati in parlamento presentando un programma. Venti cose da fare, anche se a volte non spiegate chiaramente e a volte in contraddizione l’una con l’altra. Ma in ogni caso avete indicato molti punti di “cambiamento” che si possono assolutamente conciliare e spesso coincidono con quelli avanzati in queste settimane dal Pd. Vi siete arroccati invece in una posizione di presunta purezza. Presunta si, perché di finora non avete dimostrato nulla se non l’ossessione di sedervi su determinate poltrone istituzionali e una chiusura assoluta e autocratica verso ogni forma di ascolto e confronto non solo verso le altre forze politiche (soprattutto quelle come Pd e Sel che intendono portare avanti punti programmatici in assoluta sintonia con i vostri) ma anche verso i vostri stessi elettori. Il vostro megafono (ogni giorno sempre più autocrate con la sua ristretta corte di oligarchi) è stato chiarissimo con quel “avete sbagliato a votarci” e con le paranoiche cacce ai traditori e infiltrati alla minima voce di dissenso. Dissenso a una linea solo tattica. Una tattica di smantellamento progressivo della democrazia costituzionale.

Non siete solo “numeri” e “soldati obbedienti” in mano agli strateghi non delle maggioranze ma dei plebisciti. Siete persone, che hanno storie, aspirazioni e idee. Che hanno lavorato sui territori e sui programmi. E che ci hanno messo la propria faccia. Non un serie di nickname su un forum. Persone. Con una responsabilità che va ben oltre a quella che vi chiede Grillo o Casaleggio: l’assoluta obbedienza. Avete paura di essere cacciati dalla parrocchia? Una parrocchia non ha mai rappresentato una collettività ampia come un paese o un popolo e che voi costituzionalmente rappresentate come eletti in parlamento. Quindi stanate Bersani, andate a vedere le sue carte e imponete i vostri punti. Ma non arroccatevi davanti a questa folle chiusura che riuscirà solo a resuscitare Berlusconi, a approfondire la crisi etica, economica e sociale e far riemergere le ombre antidemocratiche del passato.

In caso eletti e dirigenti e attivisti del Pd, di Sel e del M5S continuino a giocare a questo massacro, io e milioni di altri cittadini e elettori (basta davvero poco in questa situazione far scattare una reazione di massa) ricorderemo e evidenzieremo non solo le responsabilità delle organizzazioni, ma anche quelle di ogni singolo parlamentare che abbia ancora una volta fatto precipitare la situazione.

Non con atti e altisonanti slogan censori. Ma con la semplice arma dell’informazione.

Chi, eletto, non si fa carico del proprio mandato di rappresentante della Nazione si dovrà assumere la responsabilità diretta e personale davanti non a un oggetto retorico astratto (la Nazione) ma nei confronti di ogni cittadino italiano. Ripeto, ogni singolo eletto. Con nome e cognome, indirizzo email, indicazione del collegio elettorale, eventuale sito web, account su facebook e twitter o blog che dovrà essere reso pubblico con la massima pubblicità possibile che il web e i media ci permettono oggi. Vuoi mirare a un accordo con Berlusconi o vuoi lo sfascio per un tuo tornaconto di parte? Ti sputtano oggi e domani davanti all’opinione pubblica e in particolare davanti
ai tuoi elettori e nel collegio elettorale dove ti sei candidato. Uno a uno. Che sia del Pd, di Sel o del M5S.

Un ricatto? No, una chiara indicazione politica di responsabilità. E un ripristino della decenza e della democrazia. Tu, eletto, non sei un numero ma una persona che consapevolmente ti sei candidato e ti sei assunto una responsabilità davanti non ai tuoi sodalii di partito o di movimento ma davanti a tutti gli italiani a cui hai chiesto il voto. Con le tue azioni (o non azioni) danneggi gli italiani, il paese, la democrazia? Verrai ricordato per questo e verrà dato il più ampio risalto possibile al tuo comportamento politico e parlamentare. Fattene un ragione. Non te l’ha ordinato il medico di candidarti.

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