Il web l’unica edicola che abbiamo. Per ora. Ecco il nuovo numero de I siciliani giovani

Senza nome 1

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marzo/aprile 2013

Le due Italie

C’è un’Italia-cicala che non riesce a risolvere neanche i proble­mi più elementari (chiudere Berlusconi e Monti, dare una prima risposta alle grida drammatiche della Nazione) e si contorce e s’accapiglia, in preda alle ideologie più disparate, pur di non dire il banale “uniamoci e mettiamoci al lavoro”.

E c’è un’Italia-formichina che umilmente lavora, va nelle piaz­ze, ride, fatica ogni santo giorno per vivere un po’ meno peggio, per vivere un poco di più…

L’Italia-cicala… non facciamo nomi: è l’Italia “politica”, vecchia e nuova. L’Italia-formichina? Eccola qua. In queste povere pagi­ne, costruite con sacrificio e con passione, c’è l’Italia dei senza­potere, dei poveri, di quelli che fanno tutto e non sono calcolati da nesuno.

Leggete con intelligenza, con attenzione. Non limitatevi agli articoli – pensate anche agli autori. Ci sono i vecchi compagni, quelli che han combattuto con Peppino Impastato e Pippo Fava. Ci sono i ragazzi che lottano, con trent’anni di meno ma identico animo e cuore, esattamente per le stesse cose.

Bersani, Grillo, Napolitano, Monti… Vaffanculo! Ma sì, per una volta diciamo la malaparola anche noi. Saranno grandi poli­tici, avranno il paese in pugno, ma noi abbiamo i ragazzi del Clandestino. Dispersi sulla faccia del mondo, studenti precaris­simi a Torino, ragazze pacifiste a Niscemi, camerieri a Roma – li trovi tuttavia dappertutto, sorridenti, non domi. Questi sono i nostri “politici”, questo il nostro “partito”.

Nel chiacchericcio dei notabili, nel brusìo egocentrico di vec­chi e nuovi rancori, il loro passo leggero si sente appena. Ma è l’unico che percorre l’avvenire. Noi vecchi, anfanando a stento, gli teniamo die­tro. Nei quartieri a Catania, all’università di Mila­no, nei vicoli militarmente occupati a Na­poli dal Sistema, loro e non altri portano la vecchia idea liberta­ria del cuore e della ra­gione.

Gobetti morì solitario (o Peppino, o Giuseppe, o uno dei tanti viandanti di questa strada), ma alla fine la libertà arrivò. Con quella generazione che la sua vittoriosa sconfitta aveva saputo illuminare.

 
IN QUESTO NUMERO:  Gian Carlo Caselli Contro la giustizia, parole false/ Nando dalla Chiesa L’Italia che non si squaglia/ Ci vuole un altro Pertini. E forse c’è/ Riccardo Orioles Attenti al Sistema/ Giulio Cavalli Anticorpi contro la mafia/ Antonio Roccuzzo Fava e il ministero dei ragazzi/ Giovanni Caruso e Alessandro Romeo Cinque chilometri di pace/ Daniela Sammito Niscemi: Resistenza rosa/ Anna Bucca Tunisi “futura umanità” Tonino Cafeo Messina: Lucchetti anti-primavera/ Bruna Iacopino Al Teatro Valle va in scena l’avvenire/ Norma Ferrara Donne antimafia/ Lorenzo Baldo Le stragi, le trattative e la Falange/ S.Manisera, C.Racioppi e V.Raffa Transcrime/ Alessio Di Florio Ombra nera sull’Abruzzo/ Salvo Ognibene Emilia terra di mafia/ Domenico Pisciotta Periferie/ Rosaria Malcangi e Andrea Zolea Antimafia al Nord/ Arnaldo Capezzuto Cosentino non dimentica/ Pier Paolo Milanese Napoli: Curarsi dentro il Vesuvio/ Salvo Catalano Catania Università: Il nuovo e l’indagato/ Pino Maniaci Partinico: che cosa ci aspetta/ Carmelo Catania NoTerna: comitati in ordine sparso/ Carmelo Catania Sole, vento e mafia/ Rocco Lentini Holding ‘ndrangheta: l’affare sanità/ Gubitosa, Kanjano e Biani Mamma!/ Gabriella Galizia Memoria/ Rino Giacalone Trapani e il prefetto antimafia/ Catania: Il saccheggio dell’Antico Corso/ Norma Ferrara Un giornalista col vizio della notizia/ Vincenzo Rosa Matilde il call center e la delocalizzazione/ Enrica Frasca Caccia La bellezza di fare un giornale/ Il compleanno del Clandestino/ Elio Camilleri La strage di Palermo/ Jack Daniel Protocollo di democrazia/ Pietro Orsatti Il distruttore di movimenti/ Riccardo De Gennaro Dove il caos non paga/ Giovanni Abbagnato “A Palermo si riprende a sparare”/ Fabio Vita L’euro, il dollaro e il bitcoin/ Diego Gutkowski Il bosone di Higgs/ Salvo Vitale Peppino e il ’77/ Miriana Squillaci Le mimose di Bucarest/ Attilio Occhipinti Lavora e diventerai come noi (forse)/ Beniamino Piscopo E ti senti per sempre un po’ cambiato/ Tito Gandini Nord e Sud/ Giuseppe Fava Le guerre dei siciliani/

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