La “nuova” politica da Bagaglino. E il trucco di Napolitano per evitare le dimissioni anticipate

Matteo Renzi, citando Papa Francesco che fa molto figo in questo periodo, fa il suo esordio a Amici e Claudio Messora (il portavoce non portavoce del gruppo al Senato del M5S) su SKY benedice la proroga per il governo ancora guidato dall’auto candidato a ogni poltrone vacante Mario Monti e per la inusuale nomina dei dieci saggi (virili e senili e le donne stiano a casa a custodire il focolare) usciti ieri dal cappello a cilindro di Napolitano. Ecco la nuova politica, che mi ricorda la vecchia e tanto, con i politici al Bagaglino i portavoce per filtrare le domande scomode della stampa. E poi ancora lo spettacolo miserevole delle tattiche che ricorfano le seconde file degli andreottiani o il salotto di D’Alema che ci hanno offerto i nuovi cittadini a cinque stelle in buona compagnia dei falchi betluscones.
Spettacolo misero. Rivoluzione farlocca. La solita italietta politica che si bea nel più svaccato narcisismo.
Nausea.
Poi ripenso a questa storia dei dieci saggi.
Già solo leggendo i nomi Violante e Quagliarello mi assale un prurito irresistibile. E la nausea sfocia in indignazione. L’apoteosi del peggio del peggio del corteggiamento reciproco andato in scena nella Seconda Repubblica. Violante e Quagliarello. Una storia vista e rivista e rivista ancora.
Poi mi domando: ma che senso hanno davvero questi dieci saggi? A chi rispondono? Quanto rimarranno in carica? Come si relazioneranno e in quale scenario istituzionale con il parlamento e il governo? Mica è chiara la loro funzione e soprattutto il loro ruolo e valore istituzionale.
Le uniche risposte che riesco a darmi sono desolate. Evitare le dimissioni anticipate di Napolitano e far scivolare di qualche settimana le elezioni anticipate. E basta.
Matteo Renzi, citando Papa Francesco che fa molto figo in questo periodo, fa il suo esordio a Amici e Claudio Messora (il portavoce non portavoce del gruppo al Senato del M5S) su SKY benedice la prorogazio per il governo ancora guidato da Mario Monti e ai dieci saggi (virili e senili e le donne stiano a casa a custodire il focolare) usciti oggi dal cappello a cilindro di Napolitano. Ecco la nuova politica, che mi ricorda e tanto la vecchia, con i politici al Bagaglino i portavoce improbabili a filtrare le domande scomode della stampa. E poi ancora, lo spettacolo miserevole delle tattiche, da seconde file di andreottiani senza Andreotti o da salotto dell’eterno stratega perdente D’Alema, che ci offrono oggi i nuovi cittadini a cinque stelle in buona compagnia dei falchi betluscones.
Spettacolo misero. Rivoluzione farlocca. La solita italietta politica che si bea nel più svaccato narcisismo.
Nausea.
Poi ripenso a questa storia dei dieci saggi.
Già solo leggendo i nomi, primi fra tutti Violante e Quagliarello, mi assale un prurito irresistibile da eritema devastante. E la nausea sfocia in indignazione. L’apoteosi del peggio del peggio del corteggiamento reciproco (con e senza inciucio finale) andato in scena per anni nella Seconda Repubblica. Violante e Quagliarello. Una storia vista e rivista e rivista ancora. Desolante politica in desolante Italia.
Poi mi domando ancora: ma che senso hanno davvero questi dieci saggi? A chi rispondono? Quanto rimarranno in carica? Come si relazioneranno e in quale scenario istituzionale con il parlamento e il governo? Mica è chiara la loro funzione e soprattutto il loro ruolo e valore istituzionale.
Le uniche risposte che riesco a darmi sono deprimenti. Evitare le dimissioni anticipate di Napolitano e far scivolare di qualche settimana le elezioni anticipate. E basta.
No, questa presidenza Napolitano non è stata di garanzia come si sperava ed è stata ancor meno efficace e istituzionalmente ineccepibile. Lo testimoniano questi ultimi 5 anni. Lo testimonia come si è fatto cadere Berlusconi e come è stato imposto il governo Monti. Lo prova quest’ultima pericolosa forzatura istituzionale.
Per quale ragione abbiamo votato? Quale rivoluzione “epocale” è garantire la continuità (illegittima) di un governo che ha ricevuto la fiducia da un parlamento e non da quello insediato? Chi sono e a cosa davvero mirano questi presunti demolitori (il M5S) del sistema che si ritengono soddisfatti di garantire a Monti e Fornero & co di essere oggi e chissà per quanto tempo nelle loro “piene funzioni”?
Il Pd subisce, Berlusconi è lì ad aspettare che i sondaggi lo riportino ai livelli pre crisi, e Grillo capitalizza il ruolo non di mediatore ma di ricattatore sempre pronto a dare una spallata autoritaria se necessario.
Domani saremo ancora più poveri e ostaggio. E umiliati e manipolati.
Una sconfitta da Paese pronto ad essere fatto boccone dalla finanza internazionale. Un Paese di camerieri e albergatori a cinque stelle.
Ps. (poi uno legge l’intervista al prof stelluto Paolo Becchi su La Stampa e si trova indeciso se preparare lo zaino per andare in montagna o chiamare la neuro http://www.lastampa.it/2013/03/31/italia/speciali/elezioni-politiche-2013/la-rivincita-del-professor-becchi-i-costituzionalisti-sono-bestie-Bf0LexFNhBKw65DUOW1QFP/pagina.html )

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