Bersani, un uomo solo

In attesa del confronto in Tv di Lunedì fra Piero Grasso e Marco Travaglio (si farà? Santoro darà il permesso? Etc etc) e dell’ennesima gaffe o scarica di insulti di Grillo o di qualsiasi altro esponente del M5S rumorosamente in silenzio stampa – con corollario di smentite, scuse, altri attacchi, altre smentite e così via -, il paese continua piegato sulla sua strada. Arranca. Ogni giorno più cupo, egoista, disperato, povero, miserabile.

E ancora. In parlamento continuano a essere presentate centinaia di proposte di legge (alcune riproposte dalla scorsa legislatura, gran parte nuove di zecca) di cui nessuna finora elaborata e firmata dai prodi cittadini controllori del M5S. Si sa, loro hanno altro da fare.

Insomma, mentre noi siamo impegnati a assistere a questo tonante spettacolo del nulla, c’è un signore, incaricato dal presidente della Repubblica, di nome Bersani, che sta cercando di portare a casa – quasi un tentativo disperato – un governo per questo paese cercando di non scendere a un patto scellerato con quel Berlusconi che è il primo responsabile della situazione drammatica che stiamo vivendo da anni. L’uomo, Berlusconi, dell’eterno conflitto di interessi. L’uomo del discredito internazionale. L’uomo che vuole a tutti i costi l’immunità per se e la repressione della magistratura. L’uomo dello scudo fiscale, dei condoni di ogni genere, delle balle ventennali, della cancellazione del suoi innumerevoli processi per falso, evasione, corruzione, perfino prostituzione minorile. L’uomo della macelleria del G8 di Genova, della macchina del fango, dello svuotamento culturale e etico del paese, de “la crisi non c’è, ci sono i ristoranti pieni”, della nauseante speculazione mediatica (e fosse solo quella) sul terremoto de L’Aquila, del “Falso in bilancio” depenalizzato, dei sospetti di corruzione di parlamentari, dei mille processi e dei ridicoli “legittimi impedimenti” (ormai manca solo un’unghia incarnita come motivazione), dei bunga bunga e dei festini e festoni da imperatore in declino.

Si, Bersani ci sta provando in ogni modo a dare un governo a questo Paese senza avere niente a che fare con Berlusconi. Un Berlusconi che ha già posto le sue condizioni: i miei voti in cambio di impunità e improcessabilità per me e per sempre. Ci prova Bersani, anche con un pezzo di partito che non fa mistero che pur di governare vale tutto, anche accordarsi con il Cavaliere. Ci prova con proposte innovative, anche se purtroppo ancora timide e soprattutto arrivate tardi. Troppo tardi. Ci prova con il fiato sul collo di Renzi pronto a prendersi partito e incarico alla prima occasione. Ci prova con un presidente della Repubblica che è evidente non scommetterebbe un centesimo si di lui. Ci prova con quelli che ciecamente si mettono sull’attenti a ogni “niet” di Grillo e di Casaleggio gli sbattono ogni giorno la porta in faccia.
Probabilmente o sarà costretto a rinunciare o alla fine dovrà accordarsi con il Pdl. Abbandonando un progetto di governo vero e di cambiamento per andare a un governicchio che faccia due tre cose (legge elettorale in particolare) e poi tornare al voto. Io spero di no. Spero che il suo tentativo vada in porto, ma il realismo incrina ogni ora che passa le mie speranze. E le speranze di milioni di italiani con l’acqua alla gola.

Ma tutto questo non ci interessa. Ci interessano le polemiche di Travaglio. Gli insulti di Grillo. Non che siano importanti, intendiamoci. Sono macroscopici segnali di un chiaro progetto di smantellamento delle istituzioni e della democrazia verso un sistema di “democrazia del web” che ogni giorno di più dimostra di essere sistema-media fragilissimo influenzabile e influenzato, parziale e manipolabile. E verso il quale, sicuramente noi italiani, non abbiamo metabolizzato anticorpi. Se è vero, come è vero, che il 90 % dei contenuti sul web è prodotto dal 10% degli utenti e che internet (e in particolare i Social network) sono diventati fonte primaria per giornali e televisioni, è facilmente dimostrabile come un gruppo omogeneo, organizzato e fortemente motivato possa manipolare e condizionare messaggi e informazione. Qui i limiti della nostra inerme presunzione di una società fondata sulla illusione della partecipazione e condivisione delle conoscenze e dell’informazione.

Assistiamo confusi e allibiti.
E lì, a cercare di metterci una pezza, c’è un uomo. Bersani. Un uomo solo.

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2 comments

  1. Molto d’accordo, soprattutto sul fatto che i contenuti sul web siano manipolabili e che un gruppo omogeneo, organizzato e fortemente motivato possa, senza troppa fatica, arrivare a manipolare e condizionare messaggi e informazione. E’ proprio quello che Grillo e Casaleggio stanno cercando di fare. Dall’inizio.

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