Gli irresponsabili del primo giorno di legislatura #Pd #Monti #M5S

Poco da dire. Il Pd arranca e si spacca, e si arrocca nei vecchi tatticismi sterili. Monti è ormai travolto da una sorta di delirio di onnipotenza (si mormora che nella notte si sia candidato anche come amministratore del mio condominio), la Lega offre una sponda al Pd al Senato ma il Pd non coglie, Berlusconi fa Berlusconi che combatte a sentenze quasi emesse per rifiutare i processi e trasforma il Pdl in clava minacciosa. E i Cinque Stelle? La stampa (che loro odiano visceralmente) li tratta incomprensibilmente in maniera benevola. Bravi ragazzi inesperti, folcloristici, allegri al primo giorno di scuola. Questo il succo della maggior parte dei resoconti. In realtà hanno avuto un atteggiamento intimidatorio verso le istituzioni parlamentari (l’apriscatole, l’accerchiamento), arrogante fino all’insulto verso qualsiasi altro parlamentare che si rivolgesse loro anche per un semplice “ciao collega” a cui si risponde “non mi chiamare collega, non sono collega tuo”. Umanamente becero con gli insulti e le insinuazioni (da loro stessi rivendicati) verso funzionari e impiegati (lavoratori e non avversari politici) di Camera e Senato. Dei tamarri provinciali sulla spiaggia di Riccione a loro confronto sembrerebbero dei frequentatori della parrocchia. Senza poi scordare gli atteggiamenti da settari indottrinati: si entra tutti insieme in aula e si esce tutti insieme a invisibile segnale, non si parla con nessuno, non si comunica con nessuno, non si rilasciano dichiarazioni che non siano esattamente il copia e incolla di quello che arriva dal villone di San Severo. Eccetera. Ogni loro atto o messaggio non è indirizzato alla politica. E ancor meno agli elettori e più in generale agli italiani. Non ci illudiamo. Tutto è funzionale a cercare l’approvazione del capo (e dello staff) e diretto alla propria cerchia ristretta di fallower. Il loro mondo è stato costruito piccolo e impermeabile. E autosufficiente. Se perfino un tifoso come il blogger Claudio Messora ieri si dimostrava preoccupato invitando gli eletti 5S a cambiare atteggiamento, è evidente a quale livello sia arrivato il cortocircuito. Della serie, se vi siete candidati al cambiamento smettete di giochicchiare e assumetevi la responsabilità di avviarlo quel cambiamento e in fretta che gli italiani non ce la fanno più. Temo che rimarrà innascoltato, se già non è caduto in disgrazia.
Qualsiasi osservatore esterno (e ce ne sono) non scommetterebbe un centesimo su una via di uscita per l’Italia.
E nessuno, meno che mai i giovani eroi rivoluzionari da parrocchietta elettronica, che si assuma un briciolo di responsabilità davanti a un paese allo stremo. Loro diranno “non è colpa nostra, non eravamo noi al governo in questi vent’anni” senza pensare che non è certo così che si assolveranno dalla tragedia che sarà il futuro.

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