E ora governate! #elezioni2013

 

Non mi sarei mai immaginato di ritrovarmi a dirlo, ma ora lancio agli eletti e aderenti dei 5S un appello: ora governate!

Mai avrei immaginato di dirlo, non perché non avessi la certezza di un exploit clamoroso di Grillo ma proprio perché consapevole di questo terremoto ho cercato per quel poco che posso di tamponare la fuga di tanti verso l’avventura promessa da Grillo. Non  perché non fossi favorevole a un cambiamento di rotta, a uno scossone profondo che smantellasse interessi e cattive (anzi disastrose) abitudini del Pd e anche di Sel. Il ceto politico che ha abitato la casa della sinistra (coabitando con il centro  nel centro sinistra) ha tali responsabilità da non meritarsi nulla. In realtà confidavo in un crollo del Pdl (che non c’è stato) e di un flop ancora maggiore di Monti che visto come aveva governato e con chi si è alleato non si dovrebbe poi tanto lamentare della miseria regalatagli dalle urne. E non ero riuscito anche  a delimitare quel miserrimo risultato di Ingroia (con Verdi, Prc e Idv a carico) che comunque ha contribuito pesantemente a erodere i margini della coalizione di centro sinistra. E soprattutto non avevo tenuto conto, dopo il successo delle primarie, che Bersani facesse una campagna elettorale suicida passando il suo tempo a rincorrere e a pungolare Monti e non a imporre la propria linea e il proprio progetto che nelle primarie si era costruito.

Penso tutto il peggio possibile degli strateghi del marketing grillino (altro dal movimento); penso che qualsiasi movimento o partito (soprattutto dopo il ventennio offertoci da Berlusconi) in cui un solo uomo possiede il potere di sindacare su tutti e nessuno ha diritto di farlo con lui ha dei grossi problemi identitari e di democrazia. Un movimento ha difficoltà enormi a definirsi tale se è di fatto proprietà sempre dello stesso uomo (che esercita la sua autorità attraverso gli avvocati e non il dibattito fra aderenti) visto che l’identità simbolica (logo, slogan, non programma e non statuto) gli appartiene e da lui è gestita e che solo lui e il suo staff hanno il controllo totale degli strumenti di comunicazione/decisione (blog etc) e che assumono decisioni (gli unici nel movimento che possono farlo) senza rispondere a nessun’altro del movimento stesso.

Ma ieri c’è stato, e penso che non sia stato un passo facile, un sommovimento nella cosiddetta “base” grillina che ha dato un segnale di vivacità inattesa (soprattutto per uno come me molto critico su Grillo ancor più che verso 5S) che ha visto numerosi elettori (e solo quelli?) contestare le chiusure di Grillo a un’ipotesi di appoggio a un governo con il Pd e Sel su temi ben precisi. Proprio i temi principali su cui si era basata  la loro campagna elettorale. Tagli alla politica, conflitto di interessi, legge elettorale, anti corruzione, etc. Non una fiducia “a priori”. Ma una fiducia sui dei temi e condizionata dai risultati.

L’apertura di Bersani c’era stata. Scusate il francesismo, un’apertura un po’ “alla cazzo di cane”. Comunque c’era. E credo ci sia ancora. L’elettorato 5S l’aveva colto immediatamente l’importanza di questa opportunità, ma il capo (come aveva già deciso senza consultare nessuno di essere lui il capo della delegazione al Quirinale) ha preso da solo (e senza consultare altri se non probabilmente la pattuglia del suo staff). Chi è si è esposto sul blog portando avanti la sua opposizione alla linea di chiusura è stato liquidato con un “sono infiltrati” o robe del genere. Dallo staff, ovviamente.

Grillo ha chiaramente una sua strategia. Il suo obiettivo è quello di papparsi tutta l’area dello scontento a sinistra, isolando un microscopico centro elitario e andando a erodere anche pezzi “sociali” della destra. Per farlo deve far precipitare il paese. Garantirne l’ingovernabilità, ripresentarsi entro un anno come il salvatore della patria. Quale che sia il prezzo che gli italiani saranno costretti a pagare. E ci deve andare, a un voto ravvicinato, con il porcellum, con l’economia reale in dissoluzione, la recessione alle stelle, la disoccupazione sopra il 15 per cento a livello nazionale, il potere di acquisto degli italiani pari a zero. Perché Grillo, come governa da solo e da padrone il movimento, nello stesso modo vuole imporre da solo e senza confronto la sua politica. Una scelta, assolutamente non contestabile in termini politici se non fosse che la sua strategia e gestione è esattamente il contrario del modello organizzativo e decisionale che ha proposto e pubblicizzato nel corso della campagna elettorale e quindi agli elettori che lo hanno scelto.

E’ qui, su questo punto, su questa contraddizione che si inserisce il mio ragionamento. Non chiedo a Grillo, ma al movimento (che ieri per la prima volta ha dato un segno di avere un atteggiamento non solo passivo) di accettare la sfida. Quella di governare. Quella di prendersi carico del cambiamento, non fra sei mesi o un anno su una montagna di macerie ma ora. Imponendo pochi e fondamentali punti di cambiamento (sui quali io e non solo io ma milioni di elettori del centro sinistra darebbero il loro pieno consenso e appoggio) e poi lavorare sul resto. Dopo vent’anni di berlusconismo non sono stanchi anche loro della politica diretta e comunicata da solo uno, da un capo, dal suo corpo, dal suo carisma? Essere movimento è essere moltitudine. E un movimento è tale se non ha qualcuno che decide insindacabilmente per lui. Che dimostrino i 5s che lo sono davvero movimento. Diano prova, davvero, di democrazia diretta. Di uno vale uno.

M5S, lascia perdere i protagonismi tattici del capo di turno, e governa questo paese. La sfida è questa

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4 thoughts on “E ora governate! #elezioni2013

  1. Ciao Pietro

    Provo a rispondere io. Governare? eh appunto… siamo sicuri?
    Mi spiego: son “Grillino” e dalle prime ore. Sulla situazione attuale la mia visione è questa.

    Grillo sta prendendo tempo, forse gli è dura dover accennare ad un compromesso, lui che li ha sempre demonizzati. Forse sta solo “tirando sul prezzo” e lo si potrebbe capire (volendo).

    L’apertura di Bersani? non la definirei tale, a me è sembrato più un “Sosteneteci o qui crolla tutto”. E’ una richiesta di soccorso, più che un’invito a cena, e se fosse starebbe comunque a noi portare dolce, vino, il sugo (che sennò la pasta è in bianco) e, diciamocelo, soprattuto ‘il sale’…
    Se Bersani non ce la fa a sto giro, oltre al mirabolante ed inedito in-successo di essere riuscito a perdere nonostante sia arrivato primo (unico caso nella storia!) inizierà a mandare CV, o si ritira con la buona uscita come Fini e se la gode fino alla fine dei suoi giorni.

    Dal canto nostro noi saremmo li, non per governare, ma per far diventare questo un paese almeno civile, dopo 20 anni di schifezze bi-patisan.

    Ora il punto è Bersani cosa vuole fare? Sarà d’accordo con la NOSTRA idea di legge elettorale? no codannati, max 2 mandati, no accumulo cariche e stipendi, dimezzare parlamentari e senatori etc? Temo di no. Il PDL sarebbe azzerato da questa legge e anche il PD se la passerebbe male. Bersani dovrebbe passare il testimone a Renzi…
    E l’affare Monte Paschi? come lo mettiamo? Il PD ci sta a tirarsene completamente fuori o siamo ancora ad “Abbiamo una Banca?”.

    In tutto questo è chiaro, per me, che se il movimento (di cui Grillo è UNO SOLO dove UNO VALE UNO) decide di non dare l’appoggio il movimento è finito: al prossimo giro perde metà dei voti almeno, tra cui il mio. C’è poi da dire che la base si è espressa e che i parlamentari ora sono senza guinzaglio. Insomma se non si fa diventa un boomerang spaventoso.

    il Movimento è ora molto più che l’ago della bilancia. Li teniamo per le palle con presa abrasiva, solida e consistente. Bersani si ARRENDA, ceda sui punti del Movimento, lo ammetta pubblicamente e ci passi la palla.
    Faremo subito :
    – conflitto d’interessi
    – riforma legge elettorali (mandati, costi, numero etc)
    – abolizione province
    – abolizione rimborsi elettorali
    – reddito cittadinanza
    – stop a F135, TAV e ponti
    – …. e tutti gli altri punti dei 20 delle nostre proposte troppo facilmente ignorate

    Fatto questo saremmo un paese un po’ più civile e normale
    Al che si potrà anche tornare a votare.
    Il M5S decrescera, essendoci meno bisogno delle sue lotte, ed avremo evitato il baratro….

    Marco

    1. @Marco

      iniziamo con una nota positiva. Intanto il ponte sullo stretto è già stato archiviato (grazie al cielo)

      Comunque. I numeri sono numeri. Ci sono tre partiti/movimenti/coalizioni più o meno alla pari e nessuno ha i numeri per governare. Pd/Sel, Pdl, M5S. Quindi o si va a un governo tecnico, e Napolitano figurati se non ci sta lavorando non vede l’ora, o si fa un’alleanza su alcuni temi specifici e fra Pd/Sel e M5S. E ripeto, “alcuni”, quelli fondamentali, quelli immediatamente realizzabili.
      Dici ARRENDETEVI!
      Suggestivo, ma per quale ragione quello con cui vai a fare un accordo per portare a casa i tuoi risultati si dovrebbe ARRENDERE? Non si fa una roba del genere in un condominio figuriamoci in un governo.
      Individuate i temi e metteteli sul tavolo. Confrontatevi, potreste pure stupirvi

      Pietro

  2. Qualcuno teorizza che Grillo abbia come sua mossa ultima il fallimento del Pdmenoelle e del PDL per danzare sopra le loro macerie. Ma le macerie le abbiamo già, anche se altre si intravedono all’orizzonte. La ricostruzione è avviabile se ci si rende conto che un’epoca è finita e che occorrono parametri nuovi per crearne un’altra. ma non mi pare che i politici sopravvissuti a questa tornata abbiano capito questo principio. Oppure sono fisiologicamente incapaci di rendersene conto.
    Bene la democrazia di base: Niente “uomo solo al comando”. Quindi niente Grillo.Tribunali del popolo che valutino come siano state accumulate le ricchezze e provvedano a una loro redistribuzione. Mi sta bene il reddito di cittadinanza: concretamente, anche se valutiamo 500 euro mensili per tre milioni di disoccupati, arriviamo a un miliardo e mezzo di euro: molto meno del rimborso dell’IMU.Dove si trovano?: basta abolire le missioni militari all’estero o l’acquisto di aerei supersonici sensibili ai fulmini. Dopo di chè, visto che ci si appella ai modelli europeri, facciamo funzionare gli uffici di collocamento, sinora carrozzoni inutili al seguito dei politici, aboliamo le chiamate nominali e organizziamo attraverso di essi la gestione del lavoro sul territorio. Se c’è un lavoro e tu, disoccupato, non ci vai, ti tolgo l’assegno. Mi fermo. Sto cominciando a delirare come tutti i Robespierre che volevano salvare il mondo con l’onestà, ma usando la forza per i renitenti. E cioè, la mia vecchia formazione marxista mi porta alla dittatura del proletariato. Sveglia, non l’ha inventata Grillo. L’ha rispoverata cercando di adattarla a un’Italia troppo drogata dal berlusconismo e, una volta tornata con i piedi a terra, si è ritrovata in mutande davanti alla montagna di una crisi , non voluta certamente dai ceti più deboli.. Sta poi ai proletari inventarsi le idee per gestire la nuova fase che riesca a dare una risposta ai bisogni.. Quei proletari sinora cristianamente ritenuti pecore che hanno bisogno del pastore.

    1. Scusa maestro, mi era sfuggito il tuo commento… permettimi comunque di essere profondamente pessimista… ho trovato questa intervista a Wu Ming (un progetto che non amo, premetto) e l’analisi che fanno del “movimento” mi convince, anche per la conoscenza che ho da anni di come sia nato e di come sia gestito e quali siano le strategie “IDEOLOGICHE” che ci sono dietro.
      Ecco il link
      http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=12104

      Fra l’altro ci sono delle notevoli riflessioni fatte anche da Sandrone Dazieri http://www.sandronedazieri.it

      In qualche modi si iniziano a vedere timidi embrioni di ragionamento

      Un abbraccio
      P.

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