Chi ha dato l’ordine di usare la forza il 14 novembre a Roma? E il solito tentativo di scaricare le responsabilità

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Agenti che armati entrano in un ministero e si appostano aspettando di colpire ragazzini in fuga dall’alto con i lacrimogeni. Agenti, non un solo uomo impazzito. E altri che li hanno fatti entrare e comodamente posizionare. Cariche a freddo. Ripetute. E poi inseguimenti e pestaggi di ragazzi già fermati, a terra, inermi. E funzionari e dirigenti ben vestiti con aria serena che assistono a un loro sottoposto che prende a calci in faccia un ragazzino. Senza intervenire.
Uso sproporzionato della forza? Abusi isolati? Comportamenti di alcuni singoli? Non scherziamo. A Roma
Il 14 sono stati dati degli ordini, si è preparata a tavolino una strategia di gestione della piazza e si è eseguita. Qualcuno ha deciso, ha ordinato e la truppa poi ha eseguito. Punto.
Poi le immagini e le testimonianze inequivocabili circolate sui giornali, in tv e nel web hanno scatenato l’usuale scarica barile. Prima negando l’evidenza con il ministro Cancellieri che ha passato una giornata intera a cercare di fare a gara a chi aveva più immagini da buttare sul tavolo di atti violenti verso i poliziotti o verso ii manifestanti come se fossero giustificabili da un’aggressione a Torino a un agente i comportamenti assurdi e violenti delle forze dell’ordine a Roma. Poi si è cercato (e si cerca ancora) di scaricare le responsabilità su qualche elemento isolato.
Qualcuno ha dato l’ordine di usare in quel modo la forza. Il questore di Roma Fulvio Della Rocca? Il ministro Cancellieri? Il capo della Polizia? Pippo, Pluto e Clarabella? Non lo sappiamo e probabilmente non lo sapremo mai. Come purtroppo accade in questo paese dove c’è chi si prende la responsabilità di ordinare la macelleria e poi davanti alla giustizia da quella responsabilità riesce puntualmente a sottrarsi.
E rimane una domanda a cui è ancora più difficile dare risposta. Se ci si è sentiti autorizzati a mettere in scena lo spettacolo muscolare del 14 davanti a telecamere e giornalisti e cittadini di tutta Italia cosa succede ogni settimana da anni in Val di Susa dove quella copertura mediatica non c’è mai?

l’immagine è relativa al 12 maggio 77 a Roma, ponte Garibaldi, dove venne uccisa Giorgiana Masi

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