Ci si spintona per commemorare. E intanto chiudono Nuova Cucina Organizzata e TeleJato

Sfilano le massime autorità a commemorare la strage di Capaci. Si fanno funerali di Stato per Placido Rizzotto. Due riconoscimenti postumi, dovuti anche se tardivi. Perché Giovanni Falconi venne ucciso dopo aver subito un trattamento da parte di pezzi dello Stato che definire vergognoso è un eufemismo. E perché sulla morte di Placido Rizzotto a Corleone venne calato un velo indistricabile di silenzio e omissioni. Sempre dallo stesso Stato. Intanto a Brindisi, a vent’anni di distanza, si è materializzato l’orrore dello stragismo terroristico. Che sia di matrice mafiosa o meno. Anche qui lacrime da coccodrillo e un caos folle di protagonismi, fughe di notizie, litigi per conquistarsi visibilità.
Non siamo messi bene. Non siamo messi bene in tutto il Paese. Non siamo messi bene soprattutto in quei luoghi dove la presenza delle mafie è reale, concreta, tradizionale e militare. E anche qui lo Stato si chiama fuori, anzi a volte sembra propendere a favore del radicamento del fenomeno mafioso. Per omissione il più delle volte. Ma a volte con azioni dirette. Che cancellano interi presidi della società civile con un semplice colpo di penna.
Sta succedendo a TeleJato a Partinico che fra meno di un mese sarà costretta a chiudere a causa della legge e delle aste sul digitale terrestre, il Beuty Contest. Senza un intervento, che il governo aveva promesso ma non ha attuato, la televisione sarà chiusa. Dopo anni di lavoro di denuncia della corruzione e della mafia che ha fatto scuola. E ha dato tanto fastidio alla mafia e alla politica siciliana. Perché contaggiosa, TeleJato. Perché famosa per la sua povertà e per la sua determinazione. Perché simbolo. Che nella distrazione generale creata dalla crisi economica può essere cancellato. Con un colpo di penna. Così.
Come sta per essere cancellato, a S. Cipriano D’Aversa in provincia di Caserta, un altro simbolo di progresso sociale e di positività che si contrappone alla paura della camorra: Nuova Cucina Organizzata. Terra dei fuochi, che deve essere affidata solo al racconto apocalittico e riduttivo nella sua spettacolarizzazione autoassolutoria di Saviano. E alla cronaca nera. Tutto il resto deve essere oscurato dal racconto sociale. Non esiste. Meglio la disperazione. Meglio il vuoto. Chi lavora  per altro deve essere annullato. Perché nella disperazione si pesca consenso e clientelismo e affari e potere. Questa è la mafia. Questa è la camorra. Il sottosviluppo e il dissesto sociale sono il concime del loro successo, del loro consenso, del loro radicamento.
Nuova Cucina Organizzata chiude. Una pizzeria, direte voi. Ma NCO non è una semplice pizzeria, ma un progetto sul modello basagliano di inclusione sociale delle persone con disagio psichico. Un metodo, e di successo, che ha consentito a NCO di trasformarsi da solo intervento socio sanitario visto il luogo dove opera a diventare anche presidio di legalità e simbolo di trasformazione.
Cito l’articolo uscito oggi su Fanpage:

Questa metodologia funziona col cosiddetto “budget di salute”. Ovvero: la legge stabilisce quanto un ente (Regione, Asl) deve investire in termini di denaro per “innescare un processo  volto a ridare ad una persona, attraverso un progetto terapeutico riabilitativo individuale, un funzionamento sociale accettabile”. Questi soldi, però, in Campania vengono spesso dati a cliniche private e centri di riabilitazione. Più facile lavorare con una clinica, meno lavorare con uno “strano oggetto” come un ristorante sociale, in un bene confiscato, in terra di camorra. Un ristorante che però cerca di aiutare chi ha problemi a trovare normalità nelle cose quotidiane. Per questo Nco è stata messa progressivamente in secondo piano: a nulla è valso perfino lo sciopero della fame del suo fondatore. La beffa è che la giunta regionale della Campania, pur avendo una legge sui budget di salute non la “recepisce”.

Esatto. Proprio così. Non la recepisce anche se costa molto meno dell’intervento tradizionale. Non la recepisce perché, e diciamolo chiaramente, attraverso il sistema pubblico e privato tradizionale è più facile distribuire denaro verso le imprese, che siano legate alla camorra o meno. Sono stato chiaro? Avete mai sentito dire, tanto per fare un esempio, che sia possibile che un ospedale pubblico affitti la sua sede da un  privato? E che la società che gestisce quell’immobile è di proprietà direttamente e attraverso i fratelli di un sottosegretario costretto a dimettersi per inchieste legate alla camorra? E ancora, che questo contratto di locazione sia stato firmato fra un pezzo dello Stato e una società che non possedeva certificazione antimafia? Bene, da queste parti funziona così.

E allora NCO chiude.

E allora TeleJato chiude.

E poi sfiliamo a Capaci e a Corleone a commemorare.

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