Thunder Road, Il Lampo Verde e decidere, ora, di raccontarla quella storia lì

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Frammenti di scrittura, cose che si vorrebbero dimenticare e altre che cancellarle sarebbe un delitto. Avevo dodici anni quando usci Born to Run. E non entrò subito nella mia vita. Ci arrivò dopo, con un segno indelebile. Jungland e Thunder Road soprattutto. Segni, come righe di pensieri tracciate durante un viaggio su un taccuino. A volte scrivere è anche questo. In realtà dovrebbe essere soprattutto questo.
Nei giorni scorsi ho concluso “il lampo verde”, un ebook e soprattutto l’idea di farne oggetto teatrale. Presto. Quasi come sentissi che mi manca il tempo, o forse che troppo tempo ho perso a tenermi tutto dentro. Ecco. Bisogno di mettere in scena un rituale che pulisca occhi, parole, ricordi. Abbandonando definitivamente il linguaggio e il ritmo giornalistico per dare forma ad altro, quello che è.

Scritto con quel disco, e quella canzone in particolare, che mi girava nella testa. Thunder Road. E ora il bisogno di farne circolare pezzi di questa piccola cosa narrata che m’è costata più di decenni di lavoro e racconto. Ecco, per questo, un frammento pensando a Giampiero che il lampo verde, quello vero, l’ha conosciuto e qualche volta l’ha perfino cavalcato. E un altro pensiero, non obbligato e meno che mai rituale, a quella donna che questa storia, quella del lampo verde, l’avrebbe dovuta sapere tanto tempo fa e invece ho dovuto farmi alla soglia della vecchiaia per riuscire a raccontargliela. E che spero un giorno mi aiuterà a portarla in scena la vera storia del colle di colle di mezzo. Perché è così che si fanno le cose quando si decide di accettare e superare il passato.

E poi, in coda, quel testo del Boss che ha dato spessore a un segno.

Fatene quello che volete

***

E allora tu prendi quel sasso. Non quello liscio che brillava sulla riva della marana, con una patina di fango e alghe microscopiche a renderlo viscido. Prendi quel sasso di città in guerra, ruvido, feroce, nero, spigoloso. Guarda davanti a te, gli occhi due fessure e poi due passi avanti e lo lanci. Lo lanci, cazzo. E lo prendi quel celerino infame. Cazzo se lo prendi. A una gamba. E cade. Cade fra gli scarponi degli altri in divisa che corrono verso di te.
E tu prendi tutto il fiato che ti rimane e corri, scappa via. Scappa come non sei scappato quando è arrivato il primo manrovescio. Come non scappavi quando offrivi la schiena al bastone offrendo dove c’era meno carne sulle ossa. Così che la pelle si spaccasse. E il sangue fermasse il colpo successivo. Come succedeva sempre. Senza dolore, perché il dolore lo mettevi nella scatola che conservavi sotto il letto dove La Ballata era salata più del mare salato che ti aveva visto nudo davanti alle stelle. La notte che la luna batteva l’ultima linea della cresta di un’onda che placida diventava luce spalmandosi sulla sabbia.
Corto si era allungato la linea della vita sul palmo della mano con un rasoio. Ci hai provato anche tu, con una lama, a vedere il fondo della vita affondandola a tagliare la pelle morbida sotto un’ascella fissandoti nello specchio. E a dieci anni sei così, un coglione che si taglia confondendo il sangue con il coraggio, un grido d’aiuto con la pelle che diventa pietra e il sangue che si fa crosta, corteccia, brace.
E allora tu prendi lo sguardo del tuo amico, Giampiero. Che dalla forcella di due rami del leccio ti guarda arrivare, quasi rotolando, te e il tuo lampo verde. Che fai, sali? E sali, un piede che fa leva, le braccia che si aggrappano e il ginocchio che si sbuccia scavalcando un ramo teso. Nell’aria. Ridi. Facendoti specchio nella risata che neanche quei ricci senza forma riescono a nascondere. Si vola? Oggi è il giorno che impariamo a volare? Non lo so, amico mio. La morte non è un gioco accettabile alla fine dell’estate.

***


Thunder Road – Bruce Springsteen – 1975

Thunder Road

The screen door slams
Mary’s dress waves
Like a vision she dances across the porch
As the radio plays
Roy Orbison singing for the lonely
Hey that’s me and I want you only
Don’t turn me home again
I just can’t face myself alone again
Don’t run back inside
darling you know just what I’m here for
So you’re scared and you’re thinking
That maybe we ain’t that young anymore
Show a little faith, there’s magic in the night
You ain’t a beauty, but hey you’re alright
Oh and that’s alright with me

You can hide `neath your covers
And study your pain
Make crosses from your lovers
Throw roses in the rain
Waste your summer praying in vain
For a savior to rise from these streets
Well now I’m no hero
That’s understood
All the redemption I can offer, girl
Is beneath this dirty hood
With a chance to make it good somehow
Hey what else can we do now
Except roll down the window
And let the wind blow back your hair
Well the night’s busting open
These two lanes will take us anywhere
We got one last chance to make it real
To trade in these wings on some wheels
Climb in back
Heaven’s waiting on down the tracks
Oh oh come take my hand
Riding out tonight to case the promised land
Oh oh Thunder Road, oh Thunder Road
oh Thunder Road
Lying out there like a killer in the sun
Hey I know it’s late we can make it if we run
Oh Thunder Road, sit tight take hold
Thunder Road

Well I got this guitar
And I learned how to make it talk
And my car’s out back
If you’re ready to take that long walk
From your front porch to my front seat
The door’s open but the ride it ain’t free
And I know you’re lonely
For words that I ain’t spoken
But tonight we’ll be free
All the promises’ll be broken
There were ghosts in the eyes
Of all the boys you sent away
They haunt this dusty beach road
In the skeleton frames of burned out Chevrolets

They scream your name at night in the street
Your graduation gown lies in rags at their feet
And in the lonely cool before dawn
You hear their engines roaring on
But when you get to the porch they’re gone
On the wind, so Mary climb in
It’s a town full of losers
And I’m pulling out of here to win.

***

La porta a rete sbatte
Il vestito di Mary svolazza
Come una visione lei danza sotto la veranda
Mentre la radio suona
Roy Orbison canta per quelli che si sentono soli
Io sono tra quelli e tutto ciò che voglio sei tu
Non rimandarmi a casa
Non posso proprio rivedermici da solo
Non tornare dentro di corsa
Tesoro, lo sai perché sono qui
Ed è per questo che sei spaventata e pensi
Che forse non abbiamo più l’età per certe cose
Dammi un po di fiducia, c’è magia in questa notte
Non sei una bellezza, ma a me vai bene così
Oh e per me va tutto bene così
Puoi nasconderti sotto le coperte
A rimuginare i tuoi dolori
Mettere una croce sui tuoi vecchi amori
Disperdere rose nella pioggia
Sprecare la tua estate pregando inutilmente
Che da queste strade si levi un redentore Bene , io non sono un eroe
Questo lo sanno tutti
E l’unica redenzione che ti posso offrire, ragazza
Sta sotto questo sporco cofano (della macchina)
Con una possibilità di renderlo in qualche modo migliore
Ehi, cos’altro ci rimane da fare
Se non tirare giù il finestrino
E lasciare che il vento spinga
Indietro i tuoi capelli
La notte è tutta per noi
Questa strada a due corsie ci porterà ovunque vogliamo
Abbiamo un’ultima possibilità per avverare i nostri sogni
Per scambiare con delle buone ruote le nostre ali Salta su
Il Paradiso ci aspetta lungo il percorso
Dai, prendi la mia mano
Stanotte cercheremo di raggiungere la terra promessa
Thunder Road, Thunder Road
Thunder Road Là fuori in attesa come un killer sotto il sole
Ehi, lo so che è tardi ma possiamo farcela se corriamo
Thunder Road, siediti bene e tieniti forte
Thunder Road

Bene, ho preso questa chitarra
E ho imparato a farla parlare
La mia macchina è là dietro
Se sei pronta ad iniziare questo lungo viaggio
Dalla tua veranda al mio sedile anteriore
La portiera è aperta ma la corsa non è gratis
E so che ti senti malinconica
Per le parole che non ti ho detto
Ma stanotte saremo liberi
Tutte le promesse saranno rotte
C’erano spettri negli occhi di tutti i ragazzi che hai lasciato
Adesso tormentano questa polverosa strada di costiera
Nelle carcasse bruciate di vecchie Chevrolet

Gridano forte il tuo nome nella strada di notte
La tua toga universitaria è a pezzi ai loro piedi
E nella fredda solitudine che precede l’alba
Senti i loro motori rombare
Ma quando ti affacci sulla veranda si sono già dileguati
Nel vento, perciò Mary salta dentro
E’ una città piena di perdenti
E io me ne sto andando per vincere

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