Utopia Brasil, un #ebook per @ErrantEditions sui sogni e le contraddizioni del Brasile di oggi attraverso frammenti di racconto

«L’arte, tutta l’arte, è essenzialmente politica. Non può mai essere solo apparentemente politica. Perché la politica è tutto, è l’arma politica che vi permette di stare qui». Sorride appena, accennando a una pausa. «Pensate a questo: quando salite sul palco siete come i vostri fratelli sem terra che occupano il latifondo. Pensateci, stasera, quando salirete sul palco, anche voi starete occupando le terre del latifondo. È il vostro modo di fare politica. È il vostro modo di cambiare il mondo. Il vostro modo di cambiare la realtà ».

Retorico? Demagogico? Se a pronunciare queste parole non fosse Frei Betto da Belo Horizonte probabilmente si. Ma se a pronunciarle è proprio Carlos Alberto Libânio Christo detto Frei Betto, le cose cambiano. Frate domenicano, politico, giornalista, scrittore. Figura storica della lotta contro la dittatura militare brasiliana, vero e proprio “motore” del movimento di Porto Alegre, dei Forum sociali. Ideatore del programma Fame Zero del primo governo Lula e poi critico verso l’amico presidente (i due sono amici davvero fin dai primi anni Settanta) per le scelte neoliberiste del governo brasiliano. Uno così se lo può anche permettere di essere retorico.

Un frammento da Utopia Brasil di Pietro Orsatti, ebook pubblicato con Errant Edition e in distribuzione a 2 euro a download e prossimamente tradotto anche sulla piattaforma di Amazon.

Parte di un progetto di collana che prossimamente vedrà l’uscita di un altro ebook dell’autore e di altri testi di Sebastiano Gulisano e Antonio Mazzeo

Presentazione

Quattro storie. Giornalismo e narrazione. Esplorazione, curiosità, politica e vivida umanità. Così presenta Pietro Orsatti questo suo nuovo lavoro “Qui ci sono solo delle tracce, dei flash, di quello che ho vissuto e di quello che ho raccontato in più di 4 anni di costante frequentazione di questo paese che oggi, grazie a uno sforzo economico, politico e culturale, è uno dei paesi davvero emergenti a livello globali. Qui c’è Frei Betto, Lula, il sindacato, l’arte e l’utopia, i sem terra, i ragazzi della Compagnia Luar di Rio de Janeiro, la teologia della liberazione e il sindacato delle prostitute di Fortaleza. Qui c’è il sogno e il dolore che ho cercato di narrare, inevitabilmente per frammenti, con una telecamera e buone scarpe. Per qualche anno. Senza giudicare. Sperando di non essere giudicato per il colore della mia pelle, per la mia stanchezza ideologica, per quella che è stata la mia storia.” Una volta conclusa la lettura, si percepirà di avere allargato lo sguardo, la visione, la percezione.

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