Dopo Zagaria nella Terra di fuochi – Servizio su Rassegna Sindacale

di Pietro Orsatti –

pubblicato su Rassegna Sindacale del 15 marzo 2012 (www.rasssegna.it)

Se vuoi costruirti una casa prima di tutto devi iniziare da un muro. Come diceva Paolantoni in quello sketch su una delle prime tv private negli anni 80? “Alto, alto alto”. Sì un bel muro alto, come quello di un fortino e solo dopo costruisci la casa. Che tu abbia paura o che tu sia un boss, l’importante è che tu quel muro lo tiri su. Se hai paura il muro sarà altissimo. Se sei un boss ci metterai le telecamere sopra e sottoterra ci costruirai tunnel per la fuga e un bunker per nasconderti. Ma sempre da un muro di cemento armato devi iniziare. Funziona così nella Terra dei fuochi se hai due soldi e ti vuoi fare la casa dei tuoi sogni.

“Capastorta” Zagaria ultimo super latitante dei casalesi catturato il 7 dicembre scorso, è piena di muri così. Alti. Un paese di identità cancellate, di una piazza deserta, di macchine con lo stereo a volume stratosferico. Canzoni neomelodiche e hip hop. Intorno campagna devastata da centinaia di discariche abusive e colate di cemento. Bar, alimentari, tabacchi e decine di negozi di arredamento. Qui le vasche con idromassaggio sono il top. Se “t’accatti” pure i rubinetti placcati d’oro sei un boss. O almeno pensi di esserlo. Lo sogni. Perché i boss veri, dopo l’arresto di Francesco “Sandokan” Schiavone nel 1998, nelle ville alla Scarface non ci vivono più. Preferiscono un taglio più discreto, i boss latitanti, di questa camorra casertana che camorra non è e che assomiglia, e tanto, alla Cosa nostra di Totò Riina, affari e violenza, monnezza e droga. E appalti. Assai, che quelli non mancano mai come ai bei tempi dei cantieri per l’Alta velocità. Mafia consolidata e evoluta, gerarchica, organizzata, con una rete di rapporti politici da far invidia ai cugini calabresi e siciliani. Anzi, ormai i casalesi se li crescono da sé i politici da far eleggere, senza chiedere favori a nessuno. Oltre il voto di scambio.

“Un brav’uomo”

“Era un brav’uomo, non come le bestie che prenderanno il suo posto”. Voce di popolo, in fila alla cassa del bar dove si gioca pure al Lotto. “Zagaria se cercavi lavoro te lo trovava. Aveva una parola buona per tutti. Pensava ai paesani suoi”, e intanto era latitante. A casa. Nel suo paese. La primula rossa dei casalesi, il “Provenzano” imprendibile della provincia di Caserta. Certo, se zu Binnu latitante c’era rimasto quarant’anni, Zagaria uccel di bosco c’è rimasto solo sedici. Ma si tratta di un bel record lo stesso da queste parti. Viveva sottoterra ma non si era mai allontanato dal suo paese, dal suo feudo. Come i boss siciliani dei bei tempi andati. Il potere lo mantieni, anche da latitante, se non lasci il tuo territorio. Anche se fai la vita del ratto in un bunker sotterraneo. E diciamo pure che poi tanto nascosto Zagaria proprio non ci stava, visto che qui lo conoscevano tutti, tutti gli chiedevano favori e tutti sapevano dove stava e come viveva, pover’uomo. Dopo tutto era a casa sua.

L’altro Zagaria Prima di lui magistratura e polizia avevano colpito duro. Decine e decine di arresti le settimane precedenti la sua cattura. A Casal di Principe, a San Cipriano D’Aversa e a Casapesenna. E meno di due mesi dopo la magistratura ha messo in carcere un altro “brav’uomo”, come racconta la voce di popolo, che di cognome fa anche lui Zagaria ma non è parente di Michele. Ma con Michele, secondo le accuse, aveva a che fare. Fortunato Zagaria era il sindaco di centrodestra di Casapesenna eletto nel 2009. Un tipo, a quanto racconta il suo predecessore Giovanni Zara, oggetto secondo l’accusa di “violenze private” proprio da parte di Fortunato, quantomeno esuberante. Esuberante ed espressione del boss latitante a casa sua. E non lo nascondeva. Anzi se ne faceva forza. Fino ad arrivare a “vietare” manifestazioni antimafia sul territorio da lui amministrato, fino a boicottare convegni e iniziative sui beni confiscati e perfino una manifestazione di solidarietà alle forze dell’ordine. A “Capastorta” quelle cose non piacevano, e lui obbediva. A inchiodarlo non solo le dichiarazioni dell’ex sindaco, ma anche quelle del pentito Roberto Vargas. Il 10 febbraio l’arresto. Felice Zagaria agiva sicuro, e si sentiva coperto da un eventuale scioglimento e commissariamento del suo comune. Perché sembra avesse rapporti più che buoni con un alto funzionario del Viminale (solo con lui?) che, secondo la Dda di Napoli che sta indagando, lo aveva già aiutato nel 2009 a far cadere il comune retto dal suo predecessore con una serie di azioni spregiudicate, e illegali. Operazione andata in porto con successo, come raccontano lo scioglimento del consiglio comunale e le elezioni anticipate che avevano portato Felice Zagaria in comune con l’appoggio diretto, sembra, dell’altro Zagaria latitante nel suo bunker. Anche tutta questa vicenda è ora al centro dell’attenzione del gruppo di magistrati coordinati dal procuratore aggiunto Federico Cafiero de Raho. Si sentiva coperto, dopo quell’aiutino, il sindaco esuberante. Però oggi le cose sembrano destinate a cambiare, con i commissari straordinari mandati sia a Casapesenna che a Casal di Principe e Castelvolturno per indagare sulle infiltrazioni mafiose negli enti locali. Anche se a Casapesenna non ci credono molto. “Se ne andranno i commissari e poi tornerà tutto come prima”. Come prima?

Un territorio devastato

Dal litorale Domizio all’entroterra, da Sessa Aurunca e il basso Lazio fino a Aversa a un tiro di schioppo da Acerra. Ecco la Terra di fuochi, il regno dei casalesi. Territorio agricolo devastato, di mozzarelle di bufala fatte con il latte inquinato dal business della monnezza, terra dove pagano il pizzo pure i clandestini ridotti in schiavitù nei campi. E dove la vecchia guardia degli Schiavone e Zagaria, anche dopo l’ultima ondata di arresti, sarà sostituita da giovani e in gran parte finora invisibili emergenti. Che si combatteranno per occupare gli spazi lasciati vuoti. Con le armi. Già da un paio d’anni c’erano segnali di un assestamento della criminalità organizzata sul territorio, con l’allargamento delle alleanze in particolare nel Lazio e a Roma con calabresi e siciliani per consolidare il proprio ruolo nel traffico della cocaina e, ora, anche dell’eroina (è tornata, nel silenzio più incredibile) nella capitale e da lì verso il nord e l’Europa. Oggi quei segnali potrebbero trasformarsi in conflitto. È quello che temono le forze dell’ordine e gli inquirenti. È quello che temono gli abitanti di questi paesi dall’identità cancellata. Che siano da una parte o dall’altra della barricata.

Gli equilibri politici

E pesa, nel clima di incertezza e di paura, anche il respingimento da parte della Camera dei deputati della richiesta di arresto avanzata dalla Dda di Napoli nei confronti dell’ex sottosegretario e ex coordinatore regionale del Pdl Nicola Cosentino. Pesa perché ciò che è avvenuto, senza mutare gli equilibri politici dell’area, non garantisce comunque nessuno. Né quelli che vedevano nel “sistema Cosentino” ogni male e la fisica rappresentazione delle relazioni possibili fra politica e criminalità organizzata, né chi ancora non ha organizzato una successione al golden boy della politica di Casal di Principe. Perché Nicola Cosentino pesa e ha pesato tanto. Eletto per la prima volta in consiglio comunale pochi mesi dopo aver raggiunto la maggiore età, poi alla Provincia meno di due anni dopo e così via fino alle vette raggiunte con l’ultimo governo Berlusconi. Uomo potente, indagato più volte. Con parentele acquisite inquietanti. Suo fratello Mario è sposato con Mirella Russo, sorella di Giuseppe Russo attualmente all’ergastolo per omicidio e associazione mafiosa e un altro fratello è sposato con la figlia del boss, morto da alcuni anni, Costantino Diana. E nessuno sa, anche su questo fronte, cosa riserverà il futuro.•

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...