#occupyscampia, aggiornamento

Un pezzo de Il Mattino e un tweet di Pina. Un po’ alla “Magnani”, che si indigna e strilla e provoca. E poi una tempesta. E’ iniziata così. Abbiamo iniziato in piccola pattuglia. E la cosa ha funzionato.

Un po’ come la si racconta qui http://www.fanpage.it/occupyscampia-contro-il-coprifuoco-della-camorra-twitter-scende-in-piazza-storify/ polemiche comprese, ma senza le risate, le discussioni in rete e per strada e occupando un ufficio. Con sempre nuovi e vecchi amici che si univano. Stupiti che la cosa funzionasse. Che ci fosse diffuso desiderio di mettersi insieme e fare qualcosa. Senza paternità, senza organizzazioni, partiti a indicare chi come e cosa.

Una roba semplice, con un sapore buono. Di politica vera, fatta di persone e non di apparati piccoli o grandi ma pur sempre soffocanti.

A metà mattina ho pubblicato un post sul mio blog che poi è diventato una traccia per una sorta di documento/appello. Che ora inizia a circolare e che qui riporto.

Immagina una città di 40.000 persone. Più grande di un Capoluogo di Regione come Aosta, per intenderci. Una città, mica un paesone. Piazzala in una delle periferie più degradate e dimenticate del nostro amato BelPaese. Poi dimenticala. Mica per un po’, ma per anni, decenni. Lì, a macerare. Macerare nella disoccupazione, nel degrado, nella mancanza di servizi, nella monnezza, lasciando che sia la camorra e non lo Stato a governare il linguaggio e l’economia. Immagina 40.000 persone in ostaggio. Un quartiere che, suo malgrado, è sempre associato ad episodi degradanti per la dignità del cittadino.
Napoli. Scampia e zone limitrofe. 40.000 persone. Di cui ci si ricorda di tanto in tanto quando la quota di omicidi supera la soglia di tollerabilità. Quando ragazzini senza futuro si trovano a fare da carne da macello in qualche guerra di camorra. Come ora. Scampia non è solo questo. Scampia sono i cittadini onesti che ci vivono, Scampia è il Centro Hurtado, Punta Corsara, i ragazzi del Don Guanella, è il Mammut, sono le Coop Sociali. Scampia è il quartiere tutto che si riprende i propri spazi di cittadinanza.

Leggiamo dal Mattino di Napoli:

“I clan sono in guerra, la camorra impone il coprifuoco. A Scampia e Melito. L’ordine, perché di questo di tratta, è stato recapitato con un porta a porta, degno dei migliori addetti di come si faceva una volta il censimento. Le donne «devono» stare in casa. E limitare al massimo le uscite di giorno. Di notte mai. I negozi devono chiudere tra le sette e mezza e le 8. I bar, per le ventidue. E guai a chi trasgredisce. Non era mai accaduto. La libertà contingentata per oltre duecentomila anime, è scattata subito dopo la mattanza dei primi giorni di quest’anno, con cinque morti ammazzati in pochi giorni”.
Ci mancava solo questo a un popolo che perfino nel degrado in cui è stato abbandonato mantiene dignità e speranza. Cittadini che non hanno bisogno solo di polizia ma anche di attenzione quotidiana da parte di tutti. Scampia deve smettere di essere un’emergenza per essere semplicemente un quartiere di Napoli.
Questa volta però qualcosa accade. Nel silenzio generale, che in molti vorrebbero mantenere anche per sfuggire all’evidenza delle proprie responsabilità un collettivo di cittadini tra cui una giovane parlamentare campana, Pina Picierno, hanno deciso di usare Twitter e Social Network per lanciare un’idea semplice di quelle che funzionano perché nascono da indignazione vera e da un senso pratico che spesso la politica delega ad altri. Occupiamo Scampia. #occupyscampia, come a New York i giovani di #occupywallstreet hanno deciso di riprendersi gli spazi dello Zuccotti Park così a Napoli i cittadini ritornano in strada per riappropriarsi del territorio che la camorra considera proprio. Scampia non è casa loro ma è un quartiere della nostra città, un quartiere di tutti.
Venerdì Giulio Cavalli, l’attore che da due anni vive sotto scorta, sarà tra i cittadini di #occupyscampia per dare sostegno e leggere alcuni testi.
Per questo dobbiamo chiamare la città e il Paese a Scampia, per togliere spazio, simbolicamente e fisicamente, a un conflitto che la civiltà annulla. Imporre attenzione. Usando la rete ma anche i propri corpi. A Scampia. Questo quello che sta avvenendo.
Questo quello che accadrà.
per adesioni segui #occupyscampia su twitter e scrivi a occupyscampia@gmail.com

E ora vediamo che cosa siamo in grado di fare. Solo con le nostre idee, la nostra capacità di comunicare e di auto organizzarci.

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5 pensieri riguardo “#occupyscampia, aggiornamento

  1. è UNA BUFALA MEDIATICA CREATA DAL PARTITO E DALLA POLITICA DI TURNO CHE PUR DI FARSI PUBLICITà HA IMBAMBOLATO LA RETE CON NOTIZIE INFONDATE! ASCOLTATE LE ASSOCIAZIONI CHE LAVORANO A SCAMPIA DA 30 ANNI PRIMA DI CREDERE ALLE FAVOLE E NON A CASO NESSUNA DELLE ASSOCIAZIONI SA E PARTECIPERà ALLA PASSERELLA POLITICA…. GRAZIE PD! GRAZIE pICIERNO! … E GRAZIE A CHI NON AVRà IL CORAGGIO DI SMENTIRE QUESTA BUFALA!

    1. Trovo straordinaria l’energia con la quale Resistenza Anticamorra (e solo voi) sta cercando in tutti i modi di impedire che ci sia #occupyscampia . Inoltre respingo qui e in ogni luogo l’insinuazione di essere parte di una strumentalizzazione da parte di questo o di quel partito. Non che ci veda nulla di male che ci sia questo o quel partito a #occupyscampia a mettere la faccia contro la camorra. Solo che non è così. La tua accusa è una bufala. Anzi, è qualcosa di peggio

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