Capi popolo in crisi di astinenza. Grillo, i Forconi, le balle per strappare applausi. Avanspettacolo da #italiabloccata

Quando scrivo di Beppe Grillo, su Beppe Grillo, sui soci editori teologi del web2.0 nonché fondamentalisti dell’influencer e definitivi porta sfiga peggio dei Maya (sto parlando ovviamente dell’allegro club della Casaleggio), lo ammeto non sono sereno. E mi viene da sbraitare come l’invasato comico genovese in crisi di astinenza da leadership populista dopo il ceffone ricevuto (nei ballottaggio) dalle sue listarelle usa e getta costruite a tavolino in qualche loft HiTech della sede milanese del suddetto editore (etc etc).

Va bene. Mi calmo. Respiro. Su Pietro, non ti incazzare che poi ti scoppia un embolo, ti viene la gastrite e poi ti crescono irrefrenabili pelacci sulla schiena. Calma. Zen.

Cominciamo. Qualche giorno fa questo fine teorico della nuova politica che ha deciso di occupare ( e lo farà, lo farà, non temete) un seggio al prossimo giro elettorale si era spinto (e Santoro che ultimamente non brilla per la lucidità da quando continua ad andare in onda in Sicilia sui canali televisivi di quel brav’uomo di Ciancio c’è cascato con tutte le scarpe) a paragonare il movimento dei TIR/Forconi siciliani ai novelli Vespri Siciliani. Poveretto, come poteva lui sapere quali poteri e quali clientele si stavano muovendo all’ombra di quella sollevazione popolare guidata da personaggi tutti collegati con quella politica (a sua e loro insaputa) che il nostro castigator di ogni mal costume (oltre ai suoi) da anni denuncia con così vibrante coerenza? Lui è oltre, è sopra, è avanti! Mica si può sporcare le mani con la realtà. E soprattutto, mica può rimangiarsi la benedizione affrettata che aveva elargito al popolo (supino) dal suo blog/altare. Che pretendiamo, che si informi su quello che sta muovendo il trio comico Lombardo/Micciché/Dell’Utri? Che pretendiamo, che sappia che storicamente il settore dell’Autotrasporto siciliano sia infiltrato e condizionato dalla mafia? Che cavolo, pretendete forse che sapesse che fra i portavoce del movimento c’erano pezzi di Forza Italia, Pdl, Mpa e Forza Nuova(tanto per non farsi mancar nulla)?

Suvvia, siamo seri. Sarebbe come fare domande sui preti pedofili al Papa.

E quindi sorvoliamo.

Ma oggi! Oggi! Eccheccazoo, Oggi! (Pietro calmati, respira, rilassati, zen) Insomma oggi, dopo i suddetti Vespri Siciliani decantati come primavera italiana, avanguardia della libertà, oggi ha caricato sul carrozzone tutta, e dico tutta (compreso il suo notaio e il cugino di terzo grado del suo commercialista) nella battaglia della democrazia.

Leggiamo il verbo:

Il governo di Magic Monti sta facendo le pulizie di casa nostra senza preoccuparsi di chi ci abita in questa casa. Le categorie sociali gli sono indifferenti. Pensionati, camionisti, tassisti, cassintegrati, piccoli imprenditori è come se non ci fossero, come se non avessero mai abitato in Italia. I ministri non fanno parte del tessuto sociale, non sono stati eletti, non devono rispondere a nessuno, non discutono con le controparti, eseguono il loro mandato. Sembrano alieni in visita ispettiva, alteri. Indifferenti a tutto tranne che alle banche. Ospiti che sono diventati padroni, che dopo tre mesi cominciano a puzzare tremendamente e il water non lo puliscono mai.

Come è noto non sono un estimatore del professor Monti e del suo governo. Ma trovo insopportabile, volgare, fascista e strumentale questo carrozzone che ci propone Grillo. Il modo in cui lo propone, la retorica fascista che utlizza, lo sfascismo strumentale che usa per raccattare qualche briciola di consenso. Per cosa? Per proporci cosa?

Grillo è come il Psdi negli anni ’80. Non conta nulla ma rompe comunque i coglioni. E poi presenta il conto.

E lo fa sulla pelle degli italiani e di quelli, che credendoci davvero, si trovano ora in strada a combattere sì una battaglia persa, ma almeno credendoci. Sbagliando, ma provandoci.

Di comici miliardari ce ne siamo sorbiti già uno di troppo per ritrovarci Grillo a proporsi come alternativa. Mentre gioca con il fuoco.

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4 pensieri riguardo “Capi popolo in crisi di astinenza. Grillo, i Forconi, le balle per strappare applausi. Avanspettacolo da #italiabloccata

  1. “Camusso: limiti protesta superati.”
    SSh non si disturba il governo golpista dei mercati….
    Bello contatare ancora una volta come i sindacati stiano sempre dalla parte dei più forti, come non ricordare quelle due misere orette di sciopere A FRONTE DI PENSIONI CANCELLATE?
    Capisco che si senta ricoperta di vergogna e come il Bersani si invoca LA REPRESSIONE come si comanda in DITTATURA

  2. Siamo strozzati tra politici incapaci e populisti cinici, la cui unica idea politica si chiama followship. In tutto ciò di informazioni ne circolano troppe e di scarsa qualità. Ma il linguaggio è ciò che più mi stupisce: a metà tra il “rivoluzionario” del secolo scorso e il demagogico leghista. Insomma paroloni che non significano nulla e che non portano a nulla, se non ad una gran confusione che fa gli interessi loschi di chi cavalca le proteste di altri.
    http://allegriadinubifragi.wordpress.com/

  3. La dittatura e la meschinità appartiene ai partiti che sono attualmente in parlamento; ed hanno nome e cognome.E’ un fatto.
    Ridurre a partitello del cavolo che ha il 7%, attenzione non Grillo, non si confà con la lettura attuale della situazione.
    Unica nota positiva.Sono convinto che il Pd proxime elezioni scomparirà.

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